Aleteia logoAleteia logo
Aleteia
giovedì 26 Novembre |
Santa Caterina d'Alessandria
home iconNews
line break icon

Lampedusa, la tragedia vista dall’Africa

Public Domain

Davide Maggiore - Aleteia Team - pubblicato il 16/10/13

I rimproveri all’Occidente, i silenzi dell’Unione Africana e gli appelli della Chiesa. Cosa pensa il continente dopo il naufragio del 3 ottobre

Guardata dall’altro lato del Mediterraneo, Lampedusa è “un cimitero per i sogni”. Così Abdul Tejan-Cole, sul Premium Times nigeriano, una settimana dopo il naufragio del 3 ottobre al largo di Lampedusa, dava voce a chi assiste alle tragedie del mare non dalle terre d’approdo, ma dai Paesi di partenza. E a sud del Mediterraneo e del Sahara – i due grandi ostacoli naturali spesso affrontati dai migranti africani – molto si è scritto e detto dell’ennesima strage, senza che in Europa venisse notato.

In molti hanno chiamato in causa proprio l’Unione Europea, che Tejan-Cole accusa per aver reso “doloroso, costoso e quasi impossibile” ottenere un visto, e aver “militarizzato il Mediterraneo”. Oltre è andato un articolo del sito sudafricano di ‘informazione alternativa’ South Africa Civil Society Information Service (Sacsis), per cui “ogni singola vittima dovrebbe ricordare al mondo sviluppato, che queste morti riflettono” un sistema economico fortemente sbilanciato “a vantaggio del Nord”, fondato anche sullo “sfruttamento” delle risorse africane.

Sempre dal Sudafrica, sul Daily Maverick, anche l’editorialista Simon Allison ha citato “l’esame di coscienza” richiesto ai politici, domandandosi però anche se “da africani” non bisognerebbe “fare le vere domande” a qualcuno “più vicino a casa nostra”. Il dito di Allison era puntato contro quei leader che – proprio nelle nazioni da cui arrivano più di frequente i migranti – “non hanno la capacità o la volontà di fornire ai loro cittadini condizioni come lo Stato di diritto o l’accesso a istruzione e sanità”. La stessa Unione Africana, per l’editorialista, non ha voluto chiedersi “perché così tanti africani sentano il bisogno di fuggire dal loro continente”. Altre critiche all’istituzione sono arrivate dopo le parole del capo di gabinetto della presidente della commissione dell’Unione. “Il problema, qui, non è di immigrazione legale o illegale. Ciò che è successo, qualsiasi sia la ragione, non dovrebbe accadere a nessuno su questa Terra” aveva detto Jean-Baptiste Natama, mentre molti si attendevano iniziative concrete.

Non sono del resto mancate le voci ‘controcorrente’. Il governo dell’Eritrea – Stato da cui provenivano molte vittime del 3 ottobre – ha addirittura indicato i trafficanti di esseri umani come complici di un presunto complotto internazionale. Tacendo sul ruolo che le politiche repressive del regime – denunciate unanimemente dalle organizzazioni per i diritti umani – hanno nel provocare la fuga di massa dal Paese. E il giornale ugandese The Independent ha definito, riprendendo alcune voci della società civile continentale, “la migrazione illegale o irregolare (…) una strada per il suicidio”. Vista la crisi dell’economia europea, si leggeva nello stesso articolo, questo potrebbe essere “il peggior momento possibile” per rischiare la vita nel viaggio verso l’Europa.

E la Chiesa? Per molti africani, l’alternativa tra restare e partire è una scelta “tra la morte e la morte”, ha detto alla Radio Vaticana l’arcivescovo di Addis Abeba, Berhaneyesus Demerew Souraphiel. Per lui il “Vergogna!” pronunciato da papa Francesco, dunque, è rivolto sia ai governi europei, sia a quelli che – in Africa – non riescono a dare “segni di speranza” ai giovani. Ai ragazzi l’arcivescovo ha chiesto di continuare a credere che “cambiare la situazione dall’interno” sia possibile, in uno spirito di “solidarietà” che non lasci soli nei paesi d’origine “vecchi e bambini”.

“Andare oltre la semplice assistenza, che rimane indispensabile in caso d’urgenza” e considerare invece “il fenomeno migratorio nella sua globalità, nelle sue cause, nei suoi effetti, nelle sue conseguenze” è stato anche l’appello dei vescovi del Nordafrica. Un discorso che un altro vescovo, quello di Gibuti, mons. Giorgio Bertin, alla luce di una lunga esperienza missionaria, ha completato, parlando a Fides: “la risposta vera a queste tragedie – ha detto – si trova non nel Mare Mediterraneo o nel Golfo di Aden, ma nell’affrontare i problemi economici, politici e culturali dei Paesi d’emigrazione”.

I beni a cui queste persone aspirano, ha poi specificato mons. Bertin all’agenzia MISNA, “non sono impossibili da realizzare nei loro Paesi ammesso che anche noi – con le adeguate politiche e pressioni internazionali – favoriamo il diffondersi di pratiche democratiche”. L’Africa, insomma, non può essere vista come qualcosa di estraneo da chi vive a Nord: del resto, chiosa Simon Allison ricordando che il continente è stato la culla dell’umanità, “siamo stati tutti rifugiati africani, un tempo”.

Tags:
africachiesa cattolicaeritreaimmigrazionetragedia lampedusa
Sostieni Aleteia

Se state leggendo questo articolo, è grazie alla vostra generosità e a quella di molte altre persone come voi che rendono possibile il progetto evangelizzatore di Aleteia. Ecco qualche dato:

  • 20 milioni di utenti in tutto il mondo leggono Aleteia.org ogni mese.
  • Aleteia viene pubblicato quotidianamente in otto lingue: italiano, inglese, francese, spagnolo, portoghese, arabo, polacco e sloveno.
  • Ogni mese, i nostri lettori visionano più di 50 milioni di pagine.
  • Quasi 4 milioni di persone seguono le pagine di Aleteia sui social media.
  • Ogni mese pubblichiamo 2.450 articoli e circa 40 video.
  • Tutto questo lavoro è svolto da 60 persone che lavorano full-time e da altri circa 400 collaboratori (autori, giornalisti, traduttori, fotografi...).

Come potete immaginare, dietro questi numeri c'è un grande sforzo. Abbiamo bisogno del vostro sostegno per poter continuare a offrire questo servizio di evangelizzazione a tutti, ovunque vivano e indipendentemente da quello che possono permettersi di pagare.

Sostenete Aleteia anche solo con un dollaro – ci vuole un minuto. Grazie!

Preghiera del giorno
Oggi festeggiamo anche...





Top 10
Paola Belletti
Lucia Lombardo, dall'esoterismo alla fede in ...
COUPLE
Juan Ávila Estrada
Matrimonio: voglio amare il mio coniuge, ma n...
WSZYSTKICH ŚWIĘTYCH
Gelsomino Del Guercio
8 modi per aiutare e liberare le anime del Pu...
Aleteia
Preghiera a santa Rita da Cascia per una caus...
WOJTYLA
Teologia del corpo and more
La vera rivoluzione sessuale fu quella del ve...
KONTEMPLACJA
Mercedes Honrubia García de la Noceda
Accetto la separazione con speranza, per amor...
Gelsomino Del Guercio
Il Papa donò un rosario a Maradona. E lui dis...
Vedi di più
Newsletter
Ricevi Aleteia tutti i giorni