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Affidarsi a Maria contro la “cultura del provvisorio”

© Fred DE NOYELLE / GODONG

Massimo Introvigne - La nuova Bussola quotidiana - pubblicato il 14/10/13

Il week-end dell’Anno della Fede dedicato alla Madonna era iniziato il 12 ottobre 2013 con un incontro – imprevisto e fuori programma, come ha spiegato il Pontefice – tra il Papa e i partecipanti al seminario sul venticinquesimo anniversario della lettera apostolica del beato Giovanni Paolo II «Mulieris dignitatem», del 15 agosto 1988. Francesco aveva già ricordato la straordinaria importanza di questo documento altre volte, e ha tenuto a tornarci sottolineando la nozione, tipica del beato Giovanni Paolo II, dello «speciale affidamento dell’essere umano alla donna». «Tante cose possono cambiare e sono cambiate nell’evoluzione culturale e sociale – ha detto il Papa -, ma rimane il fatto che è la donna che concepisce, porta in grembo e partorisce i figli degli uomini. E questo non è semplicemente un dato biologico, ma comporta una ricchezza di implicazioni», che appunto Papa Wojtyla riassumeva nella nozione di «affidamento».

Ci sono però, ha detto Francesco, due pericoli da evitare: il primo, «ridurre la maternità ad un ruolo sociale», confinando la donna nel suo solo compito, pure importantissimo, di madre ed evitando di valorizzarla nella vita economica, culturale, politica ed ecclesiale, riducendola a meri ruoli di servizio; il secondo, «promuovere una specie di emancipazione che, per occupare gli spazi sottratti dal maschile, abbandona il femminile». La differenza sessuale non è una prigione, è una ricchezza. E il modo di mantenere questo equilibrio, che evita sia il maschilismo sia il femminismo, è guardare alla «grande donna», la Madonna.

Chi sia la Madonna è stato ulteriormente approfondito nel corso della veglia mariana in Piazza San Pietro di sabato 12 ottobre, di fronte alla statua della Vergine giunta da Fatima – e già venerata privatamente anche dal Papa emerito Benedetto XVI – e a oltre centomila persone. Papa Francesco ha anzitutto fatto allusione a una sua devozione particolare di cui molti giornalisti avevano parlato, e che aveva sollevato in vasto interesse, quella alla «Madonna che scioglie i nodi», raffigurata in un quadro che si trova nella chiesa di Sankt Peter am Perlach ad Augsburg (Augusta), in Baviera. Il Papa ha ricordato che lo stesso Vaticano II, nella Costituzione dogmatica «Lumen gentium» afferma che «la fede di Maria scioglie il nodo del peccato». E in realtà le origini della devozione sono ancora più antiche: i Padri conciliari «hanno ripreso un’espressione di sant’Ireneo» (130-202), il quale scriveva: «Il nodo della disobbedienza di Eva ha avuto la sua soluzione con l’obbedienza di Maria; ciò che la vergine Eva aveva legato con la sua incredulità, la vergine Maria l’ha sciolto con la sua fede».

Ecco di che nodi si tratta: « il “nodo” della disobbedienza, il “nodo” dell’incredulità. Quando un bambino disobbedisce alla mamma o al papà, potremmo dire che si forma un piccolo “nodo"». Succede lo stesso nella nostra relazione con Dio. Quando gli disubbidiamo, «si forma come un nodo nella nostra interiorità. E questi nodi ci tolgono la pace e la serenità. Sono pericolosi, perché da più nodi può venire un groviglio, che è sempre più doloroso e sempre più difficile da sciogliere». Per sciogliere questi nodi, la misericordia di Dio ha affidato un ruolo speciale a Maria, «che con il suo “sì” ha aperto la porta a Dio per sciogliere il nodo dell’antica disobbedienza», e che oggi «con pazienza e tenerezza ci porta a Dio perché Egli sciolga i nodi della nostra anima con la sua misericordia». Non c’è nodo che Maria non possa aiutarci a sc
iogliere.

Il popolo cristiano lo sa, ha aggiunto Francesco nel videomessaggio inviato alle veglie di preghiera al Santuario del Divino Amore e in altri dieci santuari mariani del mondo. Sente su di sé lo sguardo di Maria, uno sguardo dolcissimo ma anche esigente, il quale vuole e chiede «che non siamo cristiani “di vetrina”, ma che sanno “sporcarsi le mani” per costruire con il suo Figlio Gesù, il suo Regno».

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anno della fedemadonnapapa francesco
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