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Rifiutare il magistero ordinario di un Papa conduce allo scisma

© NELSON ALMEIDA / AFP
Papa Francisco em Missa no Santuário de Aparecida
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Il sociologo Massimo introvigne risponde ai due ex conduttori di Radio Maria che sulle colonne del Foglio mettevano in discussione la cattolicità di Bergoglio

“Prima o poi ci si dovrà pur risvegliare dal grande sonno massmediatico e tornare a misurarsi con la realtà. E bisognerà anche imparare l’umiltà vera, che consiste nel sottomettersi a Qualcuno di più grande, che si manifesta attraverso leggi immutabili persino dal Vicario di Cristo” si chiude così un articolo a firma di  Alessandro Gnocchi e Mario Palmaro, sulle colonne del Foglio del 9 ottobre. Un articolo lungamente critico nei confronti di Papa Francesco. I due sono (o meglio erano) voci storiche dell'emittente cattolica “Radio Maria”, e – secondo la discalia del Foglio – autorevoli espressioni del tradizionalismo cattolico. L'articolo è molto circostanziato e critica le dichiarazioni e i gesti che hanno caratterizzato questi primi sei mesi di pontificato di Bergoglio. L'accusa dei due è, praticamente, che il Papa non sia in linea con il Magistero della Chiesa. 
 
Risponde idealmente a questa preoccupazione, a questo messaggio di allarme oseremmo dire, il sociologo e direttore del Cesnur, Massimo Introvigne sempre sulle medesime colonne due giorni dopo. Introvigne mette in guardia, spiegando come : “il disagio non va però confuso con il rifiuto del Magistero ordinario, che invece porta verso lo scisma. La tesi potrà sembrare forte, ma la si capisce con un passo indietro. Quando, a partire almeno dal 1968, il venerabile Paolo VI cercò di prevenire certe derive del post-Concilio, i progressisti rifiutarono di seguirlo sostenendo che i pronunciamenti del Papa non erano infallibili e costituivano semplici indicazioni pastorali, da cui si poteva dissentire rimanendo buoni cattolici. Continuarono con il beato Giovanni Paolo II. Il cardinale Ratzinger e il cardinale Scheffczyk replicarono affermando non che tutto il Magistero è infallibile – una solenne sciocchezza, di cui non conosco seri sostenitori – ma che non si può essere cattolici accettando solo i rarissimi pronunciamenti infallibili dei Pontefici: per stare nella Chiesa occorre camminare con i Papi e farsi guidare dal loro Magistero quotidiano. Fuori di questo cammino stretto c'è la strada larga che porta allo scisma”.
 
Introvigne invita questi segmenti che fanno parte della plurale ricchezza della Chiesa di rendersi conto che: “è possibile che Papa Francesco avvii ulteriori riforme nella Chiesa, che il cattolico fedele dovrà accogliere con docilità e insieme cercare di leggere non contro gli insegnamenti dei precedenti Pontefici ma tenendo conto di essi. Nell'enciclica «Caritas in veritate» Benedetto XVI ha chiarito che l'ermeneutica della «riforma nella continuità» non riguarda solo il Vaticano II ma tutta la vita della Chiesa”. 
 
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