Aleteia logoAleteia logo
Aleteia
lunedì 30 Novembre |
San Francesco Antonio Fasani
home iconSpiritualità
line break icon

Chi sono i fratelli e le sorelle di Gesù?

@DR

Dimensione Speranza - pubblicato il 10/10/13

Una nuova solidarietà, basata sulla Parola del Regno, è più forte dei legami di sangue

di Daniel Marguerat

I quadri e le icone della Natività ci offrono il ritratto parlante della famiglia nucleare: il padre, la madre, il figlio. A questo sacro triangolo chi oserebbe aggiungere una sfilza di piccoli fratelli e sorelle? Peraltro i Vangeli quando parlano della famiglia di Gesù citano una lista di almeno sei figli. Di questa numerosa famiglia Gesù fu forse il maggiore, ma chi sono questi fratelli e sorelle nell’ombra? Inchiesta su un dossier nascosto.

«Non è costui il carpentiere, il figlio di Maria, il fratello di Giacomo, di loses, di Giuda e di Simone? E le sue sorelle non stanno qui da noi?» (Mc 6,3). Questo interrogativo sale dall’assemblea della sinagoga di Nazaret, in occasione della prima predicazione che Gesù tiene nella città della sua infanzia. L’indicazione è preziosa. Essa ci dà la lista di almeno sei fratelli e sorelle di Gesù: quattro fratelli e (almeno) due sorelle, di cui il patriarcalismo dell’ epoca non ha mantenuto i nomi. Questi quattro fratelli hanno tutti nomi di patriarchi -segno, forse, di una famiglia pia in cui si coltiva la tradizione di Israele quando si assegna il nome.

Gesù può avere dei fratelli?

Ma Gesù può avere dei fratelli? Nel Il secolo, la cristianità è divisa a questo proposito. Il Protoevangelo di Giacomo (leggere a p. 24), un racconto apocrifo dedicato alla vita di Maria e all’ infanzia di Gesù, difende la verginità perpetua della madre di Gesù; in compenso cita dei figli di Giuseppe nati da un precedente matrimonio, il che li renderebbe fratellastri e sorellastre di Gesù. Epifanio (315-402) renderà popolare questa idea nel suo Panarion e sarà molto citato nell’ Antichità. Ritorniamo al Il secolo. Egesippo – citato da Eusebio di Cesarea – parla di Giuda «fratello di sangue del Signore» (Storia Ecclesiastica 3, 20,1). Tertulliano, verso il 200, difende con vigore l’umanità di Gesù e afferma che ha avuto una vera madre e dei veri fratelli ( Contro Marcione 4,19). Le opinioni sono dunque contrastanti.

È chiaro che cosa divide gli spiriti: come il «figlio unico del Padre», il figlio unigenito, potrebbe appartenere ad una famiglia numerosa? L’affermazione teologica crea un dissenso e problematizza la constatazione storica di Marco.

L’attacco più forte contro l’idea di una fraternità del Signore è venuta da Girolamo, il traduttore della Vulgata (IV secolo).

È il primo Padre della Chiesa ad aver sostenuto che i fratelli di Gesù erano in realtà dei cugini, e che Maria, come pure Giuseppe, rimasero vergini. Al suo tempo, la nozione di verginità perpetua di Maria non si era ancora diffusa. Alla sera della sua vita, Girolamo si dedica al problema nel suo trattato Contro Elvidio. Lui, che è un raffinato linguista ed un ebraista, nota che in ebraico la parola fratello ( ‘ah ) può indicare tanto un fratello quanto un nipote o un cugino. Così Lot, nipote di Abramo, è anche detto «fratello» in Gn 14,14.16. AlI’ interno della parentela, inoltre, l’ ebraico non distingue con precisione i gradi. Passando dall’ebraico al greco, dice Girolamo, la traduzione dei Settanta ha sistematicamente reso ‘ah con adelphos, che significa senza dubbio fratello. Di qui l’uso, nel Nuovo Testamento, per i fratelli di Gesù che sono in realtà suoi cugini. L’influsso della posizione di Girolamo fu enorme e di lunga durata.

Socializzazione di Gesù

È possibile aggiungervi un argomento storico che Girolamo non ha utilizzato. La famiglia antica non potrebbe, è ben evidente, ridursi al modello della moderna famiglia nucleare. Nella Palestina del I secolo, e, più in generale, nell’ Antichità, l’individuo non si autocomprende come un essere autonomo e socialmente indipendente. La comunità, il villaggio, il clan costituiscono un tessuto sociale di protezione che fornisce all’ individuo la sua legittimità. Dalla sua città di Nazaret, che contava (si pensa) circa 1600 abitanti, Gesù riceveva dunque un quadro sociale di riconoscimento e di sicurezza. In conclusione, con certezza

  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
Tags:
celibatofamigliagesù cristovangelo
Sostieni Aleteia

Se state leggendo questo articolo, è grazie alla vostra generosità e a quella di molte altre persone come voi che rendono possibile il progetto evangelizzatore di Aleteia. Ecco qualche dato:

  • 20 milioni di utenti in tutto il mondo leggono Aleteia.org ogni mese.
  • Aleteia viene pubblicato quotidianamente in otto lingue: italiano, inglese, francese, spagnolo, portoghese, arabo, polacco e sloveno.
  • Ogni mese, i nostri lettori visionano più di 50 milioni di pagine.
  • Quasi 4 milioni di persone seguono le pagine di Aleteia sui social media.
  • Ogni mese pubblichiamo 2.450 articoli e circa 40 video.
  • Tutto questo lavoro è svolto da 60 persone che lavorano full-time e da altri circa 400 collaboratori (autori, giornalisti, traduttori, fotografi...).

Come potete immaginare, dietro questi numeri c'è un grande sforzo. Abbiamo bisogno del vostro sostegno per poter continuare a offrire questo servizio di evangelizzazione a tutti, ovunque vivano e indipendentemente da quello che possono permettersi di pagare.

Sostenete Aleteia anche solo con un dollaro – ci vuole un minuto. Grazie!

Preghiera del giorno
Oggi festeggiamo anche...





Top 10
Giovanni Marcotullio
“Kyrie eleison” e non “Signore, pietà”
CHRISTMAS MASS
Gelsomino Del Guercio
Messa di Natale anticipata: dopo il governo, ...
Jesús V. Picón
Sacerdote con un cancro terminale: perde gli ...
MEDALLA MILAGROSA
Corazones.org
Pregate oggi la Madonna della Medaglia Miraco...
Aleteia
Foto incredibili di santa Teresa di Lisieux s...
Philip Kosloski
A cosa somiglia davvero il Paradiso secondo s...
Vedi di più
Newsletter
Ricevi Aleteia tutti i giorni