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Parte il Festival Francescano a Rimini

© DR

Lucandrea Massaro - pubblicato il 27/09/13

Intervista a fr. Alessandro Caspoli, presidente del Festival che si terrà dal 27 al 29 settembre

Si apre oggi a Rimini, nella terra della Romagna, l'edizione 2013 del Festival Francescano e si concluderà domenica. Una occasione per i figli spirituali del Poverello di Assisi per far conoscere il proprio carisma e il proprio impegno nella Chiesa e nel mondo a favore degli ultimi e dei più piccoli. Ne parliamo con il presidente del Festival, fra Alessandro Caspoli, raggiunto da Aleteia ha risposto ad alcune domande: innanzi tutto cosa è per loro  il Festival Francescano?
Caspoli – E' il momento in cui i francescani dell'Emilia Romagna tornano nelle strade, come è nelle origini della vocazione della nostra famiglia religiosa, come faceva Francesco fin dall'inizio. Questo ci permette di stare a conttatto con le persone di andare loro incontro.
Quinta edizione per questa iniziativa, è un buon segno, quali sono le attività principali?
Caspoli – Ci sono le conferenze, le attività didattiche dei bambini con oltre 4000 iscrizioni, ci sono incontri “casuali” come la Tenda della Preghiera, dove anche chi è di passaggio può fermarsi anche solo per un momento. Ci sono poi le 'Speed conference' che sono delle conferenze brevi di un'ora che permettono uno scambio immediato con il pubblico. Ma soprattutto ci sono i frati, religiosi, e laici per strada.
Sfogliando il programma ci sono moltissimi momenti dedicati ai più piccoli, con laboratori e incontri e di molti appuntamenti dedicati all'ambiente: è Francesco che ve lo chiede?
Caspoli –  La caratteristica nostra. Se volessimo semplificare il Cantico delle Creature come una sorta di “manifesto”, allora sì. Nel Cantico Francesco ci dice questo: abbiamo una relazione col Creato come dono di Dio, se parliamo di pellegrinaggio bisogna parlare di come ci si relaziona all'ambiente che attraversiamo nelle nostre vite. Ne dobbiamo essere custodi, senza fanatismi, ma neppure con superficialità.
Le Clarisse hanno un ruolo in diversi workshop sulla fede nel vostro Festival. Cosa pensa del ruolo della donna nella Chiesa?
Caspoli – Francesco cosa faceva? Nella sua vita non ha mai saputo completarsi da solo: ha scelto Chiara e le sue sorelle e i laici che lo hanno voluto accompagnare, per proseguire nella sua strada. Le Clarisse sono rimaste fedeli all'insegnamento della loro pratica di vita: la preghiera e la contemplazione. Loro hanno un rapporto più profondo di noi col Signore! E' un dono che ci portano. La vita claustrale è un grande dono che in questi incontri con le persone, il cosiddetto “grande pubblico” viene condiviso. Una grande opportunità…
La prossima settimana, il 4 di ottobre, il Santo Padre andrà ad Assisi, presso la tomba del Santo. Un pellegrinaggio importantissimo, visto il nome (programmatico) che Bergoglio si è scelto. Ne parlerete al Festival? Cosa ne pensa?
Caspoli –  Francesco è stato un riformatore dall'interno, senza critiche, della Chiesa. Mi sembra che  sia l'esempio che il Papa vuole portare avanti. La Chiesa dei tempi di San Francesco era divisa e tormentata: mi pare dunque che sia un bel percorso di speranza quello rappresentato da Bergoglio e dalla scelta del suo nome come Pontefice. 
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