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Come la religione di Gesù ha cambiato la storia

@Lindau

Osservatorio Cardinale Van Thuân - pubblicato il 25/09/13

Il risultato fu che, come hanno peraltro già rilevato storici insospettabili, “i cristiani gestivano uno stato sociale in miniatura all’interno di un impero che in gran parte era privo di servizi sociali” (pag. 151). Ma questo fu possibile solo perchè “il Cristanesimo creò le congregazioni, vere e proprie comunità di credenti che organizzavano la loro vita intorno alla loro affiliazione religiosa” (pag. 152). Detto in parole povere e per quanto politicamente scorretto possa apparire oggi: il mondo antico progredì nella misura in cui lasciò diffondere pubblicamente il Cristianesimo, da Oriente a Occidente. Davvero allora avere più religione volle dire, molto pragmaticamente, più progresso e benessere, in senso lato. Con il che si dimostra – se ancora ve ne fosse bisogno – che il modo di concepire Dio non è estraneo allo sviluppo di una civiltà. Se i malati, anziani o incurabili, ad esempio, iniziarono a vedersi riconosciuta la loro dignità questo lo si deve primcipalmente ai cristiani che portando il Vangelo in quella società fatalista decretarono finalmente la scomparsa di un paganesimo dominante disumano e cinico. Insomma, per citare qualche dato, “è del tutto plausibile che le cure offerte dai cristiani possano aver ridotto la mortalità di almeno due terzi!” (pag. 157), un numero assolutamente clamoroso se si considera che la sanità pubblica come la intendiamo noi oggi era ancora molto al di là da venire.

Analoghe erano le motivazioni che attraevano le donne, pure considerate socialmente prive di valore. In effetti, “le donne erano specialmente attirate dal Cristianesimo perché questo offriva loro una vita enormemente superiore a quella che avre
bbero altrimenti condotto […] in nessun gruppo sociale le donne erano uguali agli uomini, ma c’erano differenze sostanziali nel grado di disuguaglianza subita dalle donne nel mondo greco-romano. Le donne delle prime comunità cristiane stavano molto meglio delle loro controparti pagane ed ebree” (pag. 162), anche perchè i cristiani ripudiavano l’idea di abortire, o lascar morire una neonata, solo perchè femmina. Semmai, quando si confrontano “le circostanze in cui vivevano le donne pagane e quelle cristiane, ci si stupisce del fatto che non tutte le donne dell’Impero romano si siano precipitate in chiesa” (pag. 10). Con il che cade un altro dei luoghi-comuni riesumati ancora oggi nella polemica pubblica. D’altronde, a essere intellettualmente onesti, è noto che fin dai primi tempi le donne costituivano “la maggioranza” della comunità cristiana (pag. 161) al punto che per l’autore non sarebbe affatto fuorviante arrivare a sostenere che “l’ascesa del Cristianesimo fu opera delle donne” (pag. 180).

Ma le pagine più interessanti, e oggi dimenticate, sono quelle dedicate ai cosiddetti ‘Secoli Bui‘ tanto denigrati, il tempo in cui “in realtà l’Europa  fece il grande balzo in avanti, sul piano teologico e intellettuale, che la mise alla guida del resto del mondo [con] varie rivoluzioni nell’agricoltura, negli armamenti e nelle tecniche di guerra, nelle fonti di energia e nei trasporti, nelle manifatture e nel commercio [che] sono passate inosservate” (pag 316) per non parlare dell’abolizione epocale della schiavitù o dei progressi “radicali” nella musica, nell’arte, nella letteratura, nell’educazione (con la fondazione delle prime università, letteralmente ‘inventate’ dalla filosofia scolastica) e nella scienza, tutte da leggere. Insomma, per amore di verità storica, non per polemica, occorre ribadire una volta per tutte che “la tesi che l’Europa era caduta nei secoli bui è stata in buona parte una truffa perpetrata da intellettuali fortemente antireligiosi come Voltaire e Gibbon, che erano intenzionati ad affermare che la loro era un’epoca di ‘Illuminismo’” (pag. 315). Se poi, però, qualcuno ancora non demordesse, sarà bene rispondere con l’autorità del professor Walter Hollister (1930-1997), insigne medievista: “A mio giudizio, chiunque creda che l’epoca che vide la costruzione della Cattedrale di Chartres e l’invenzione del parlamento e dell’università sia stata ‘buia’ deve essere mentalmente ritardato, o nel migliore dei casi, molto, molto ignorante” (pag. 328).

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chiesa cattolicacristianesimodonnegesù cristomedioevorecensioni di libri
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