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Come ho conosciuto e amato Don Giussani

© Archivio CL / F.B

La nuova Bussola quotidiana - pubblicato il 20/09/13

“Rileviamo invece che le Associazioni cattoliche firmatarie del Manifesto si dilungano a discettare delle materie più varie (dalle percentuali del Pil alla proposta di tassare le transazioni valutarie, dal divieto di monopoli nell’editoria agli organismi geneticamente modificati), ma non ritengono di affermare da nessuna parte che Gesù Cristo è l’unico Salvatore dell’uomo e che questo annunzio è il loro fondamentale compito”.  Inoltre, il Manifesto censura i temi che il magistero di Giovanni Paolo II richiama spesso… per esempio, contro l’aborto di massa, l’eutanasia, i programmi di sterilizzazione collettiva nei paesi del Terzo mondo, l’uso sperimentale della genetica sull’uomo… Il Manifesto, lungi dall’essere vicino alla Chiesa e alla fede cattolica alla sua base, ha, secondo noi, uno schematismo ideologico, una brutalità manichea, uno sprezzo della ragione umana, che sono assolutamente inconciliabili con quella positiva apertura alla ricerca della verità a cui ci educa l’esperienza cristiana…”.
Nel Manifesto delle Associazioni Cattoliche “c’è una fortissima componente marxista (sia pure un marxismo dilettantesco e superficiale) che si esprime come odio ideologico dell’Occidente capitalistico e del libero mercato, considerati come un imperialismo planetario che complotta ai danni dei poveri: dimenticando peraltro che enormi sacche di fame e sottosviluppo sono state lasciate in eredità dai fallimentari sistemi comunisti”.
Fin qui la critica al Manifesto delle Associazioni cattoliche, alla quale nessuno ha mai risposto. Poi, il nostro Manifesto “Non conformatevi al pensiero unico”, che ho firmato, continua proponendo in modo concreto la soluzione cristiana ai problemi del popoli poveri, partendo dall’affermazione: “Gesù Cristo centro del cosmo e della storia” . In questi due Manifesti appare evidente la novità dell’irruzione di Cl nella storia della Chiesa italiana dagli anni Settanta in avanti. E perché molti cattolici, compreso il sottoscritto, pur non partecipando al movimento di don Giussani, ammirano e ringraziano Cl per il contributo che ha dato e ancor oggi dà alla presenza cristiana nella società in Italia (e in una cinquantina di paesi nel mondo).

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Don Giussani aveva un forte senso missionario della fede in Cristo e voleva bene al Pime, ci indirizzava i suoi giovani con la vocazione per le missioni. Una trentina i ragazzi di Gs e Cl entrati nel Pime: ricordo in particolare padre Fulvio Giuliano, che ha costruito e affrescato molte chiese in Amazzonia, il grande padre Massimo Cenci, morto l’anno scorso, missionario in Amazzonia e poi sottosegretario di Propaganda Fide; monsignor Giuliano Frigeni, vescovo di Parintins in Amazzonia; padre Bernardo Cervellera, redattore capo di “Mondo e Missione”,  insegnante di cultura occidentale all’Università di Pechino, poi direttore della Fides e dal 2003 di Asia News; padre Maurizio Bezzi, fondatore e direttore della “Casa di accoglienza per i ragazzi di strada” a Yaoundé capitale del Camerun; i padri Arnaldo Negri  e Alberto Berra, che in Giappone sono il punto di riferimento del movimento, al quale si riferiscono i ciellini.

All’inizio degli anni Ottanta sono invitato ad un incontro con il Consiglio direttivo di Cl all’Istituto Sacro Cuore di Milano. Don Giussani voleva mandare i suoi giovani, già presenti in America Latina e in Africa, anche in Asia e particolarmente in Giappone. Ho presentato brevemente la missione alle genti in Asia, il continente dove vivono il 60% di tutti gli uomini, i cattolici sono circa il 3% e, se non consideriamo le  Filippine, sono poco più dell’1%. Quindi, la “missione alle genti” del futuro è in Asia.

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comunione e liberazionereligione
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