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In caso di crisi: formare gli operatori pastorali ad aiutare le famiglie

© freya-photographer/S HUTTERSTOCK
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Al Regina Apostolorum corsi per la pastorale delle famiglie in situazione di convivenza, separazione e divorzio

Papa Francesco ha annunciato che ne parlerà nella riunione dei cardinali che si terrà ai primi di ottobre e rispondendo alle domande dei sacerdoti romani nell'incontro del 16 settembre scorso ha ribadito che si tratta di problemi da affrontare: coppie conviventi, coniugi separati o divorziati interpellano la Chiesa e chiedono accoglienza. Un'accoglienza, ha detto Bergoglio da esercitare nella "verità" sapendo che "la verità non si esaurisce nella definizione dogmatica" ma si inserisce "nell'amore e nella pienezza di Dio" perchè la persona va accompagnata in un cammino di riconciliazione. E' questo anche l'obiettivo del  corso di formazione in “Pastorale delle famiglie in situazione di convivenza, separazione e divorzio” organizzato da Crescere in Famiglia, apostolato del Movimento Regnum Christi in collaborazione con l’Istituto superiore di scienze religiose dell’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum. Il corso, il primo del genere in Italia, è terminato lo scorso giugno ma si appresta ad essere "bissato" come racconta ad Aleteia l'ideatrice ed organizzatrice, Adria Vattuone.

Come è nata l'idea del corso?

Vattuone: Ci occupiamo di famiglia da dieci anni e non potevamo mancare di accorgerci dei problemi legati soprattutto alle separazioni e ai divorzi, che portano a situazioni difficili sia che si concludano in "pace" che in guerra aperta. La spinta finale è arrivata dalla richiesta di aiuto da parte di alcune suore che gestiscono una scuola: di fronte ai problemi evidenziati dai bambini di famiglie in difficoltà o dai loro genitori, si sono ritrovate senza risorse oltre al soccorso "empatico". Ma come dare una mano a queste persone disorientate per trovare qualcuno che le aiuti sotto vari profili, da quello di fede e magisteriale a quello psicologico o legale? E' nato così il corso: mettere in grado i sacerdoti, i catechisti, gli operatori pastorali ma anche gli insegnanti e tutti coloro che impattano queste situazioni e vogliono dare una mano ad andare oltre il semplice ascolto per una accoglienza consapevole e formata, capace di dare un aiuto concreto.

Qualche esempio?

Vattuone: A volte sul matrimonio c'è un'ipotesi di nullità: le persone in genere si rivolgono al parroco per valutare questa eventualità, ma se si sono allontanate da tempo dalle parrocchie forse non sarà la prima persona che andranno a cercare. Magari si sfogheranno con l'insegnante del figlio o con un catechista che conoscono: è importante saperli indirizzare. Ci sono a volte problemi di stalking alla fine di un rapporto o violenza all'interno della famiglia: anche in questo caso bisogna sapere cosa consigliare. Uno dei nostri relatori, un maresciallo dei carabinieri in pensione, ha creato una rete tra le parrocchie di Roma del suo distretto per attivare un sostegno specifico in queste situazioni: chi avvisare, quali procedure attivare. E se un bambino a scuola dà segni di irrequietezza o iperattività a causa dei problemi familiari, un insegnante deve sapere che ci sono percorsi e centri adatti per aiutare bambini e adolescenti in difficoltà. Anche per evitare di fare ulteriori danni con consigli sbagliati. Al corso hanno partecipato anche diverse persone che non avevano un ruolo specifico in parrocchia o in diocesi ma vivevano questa problematica con familiari o amici e volevano capirne di più. E' l'atteggiamento giusto.

E rispetto alle coppie che scelgono la convivenza quale atteggiamento proponete agli operatori?

Vattuone: L'accoglienza è l'atteggiamento che vale per ogni persona: nessuno deve sentirsi respinto. Prima viene il rispetto e l'accompagnamento nella crescita umana: la Chiesa è madre e ti dice "ti amo come sei, voglio che tu stia bene e viva sereno". Il magistero della Chiesa è grandioso, parla del matrimonio in modo straordinario, ed è colpa nostra se a volte lo proponiamo solo come una serie di regole davanti alle quali le persone si spaventano. Se sapremo metterne in luce tutto il valore sarà la persona stessa a scoprire la bellezza della proposta cristiana ma questo potrebbe avvenire anche molto dopo: non ci si può avvicinare alle persone dicendo senza mezzi termini "devi sposarti". Ogni persona ha un vissuto e una maturazione che va rispettata.

Quali sono le novità di questo corso?

Vattuone: Il corso in sè è una novità perchè è stato il primo in Italia di questo genere ad essere realizzato. E' stata molto importante a questo proposito la collaborazione con i relatori di diversi ordini religiosi – salesiani, francescani, gesuiti – e diocesani, soprattutto di Roma e Torino. Un'altra novità, riguardo al modulo "Come restare genitori" è quella di mettersi dalla parte dei figli, comprendendo ad esempio la tendenza a colpevolizzarsi che vivono nella crisi della famiglia: ci sono molte esperienze di aiuto ai ragazzi ma a livello pastorale non c'è una attenzione specifica al sostegno dei figli di genitori separati.

Quali saranno i prossimi passi?

Vattuone: I partecipanti allo scorso corso ci hanno chiesto di curare una sorta di formazione permanente su questi temi, per cui oltre al corso "base" che dovrebbe ripartire nel prossimo febbraio, già da questo novembre ci potrà essere un corso di approfondimento modulato attraverso alcuni incontri su tematiche specifiche suggerite dagli stessi partecipanti al primo corso. A quanto pare c'è "sete" di formazione!

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