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“Grazie del tuo disegno, prega per me”

© Filippo MONTEFORTE / AFP
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Una telefonata per ringraziare un bimbo per un disegno, la sollecitudine di un pastore che non tralascia nessuna delle sue pecore, così Papa Francesco

Il piccolo Federico Chiolerio, 6 anni, ci teneva a far avere il suo disegno al Papa. Federico vive in una frazione di Chiavasso (TO) che si chiama come il luogo che ha dato i natali a Gesù: Betlemme. Questa cosa deve aver avuto una certa presa sul bimbo che per questo ha preparato un disegno che raffigurava la sua frazione con il Santuario e la Grotta, così simile a quella di Betlemme in Palestina. Papa Francesco ne è rimasto entusiasta quando l'ha ricevuto. E quindi ha alzato il telefono e chiamato per ringraziare.
 
Al piccolo Federico l'idea era venuta in occasione di un pellegrinaggio a Roma con papà e mamma dal 2 al 6 settembre scorsi. Lui e la sua famiglia hanno partecipato all’udienza del Santo Padre in piazza San Pietro e il bambino sperava di consegnarla direttamente al Pontefice in quella occasione. Non è riuscito ma è riuscito a farla recapitare tramite un “postino” d'eccezione: il Cardinale Tarcisio Bertone, è lui infatti ad averla fatta avere al Santo Padre.
 
Papa Francesco è rimasto incuriosito di questa Betlemme italiana, del suo Santuario con la grotta. Così, un paio di giorni fa, prima delle 9, il cellulare del papà di Federico, Davide, ha squillato. Era Papa Francesco che voleva parlare con Federico. Grande emozione in casa Chiolerio. Il Papa ha ringraziato il bambino e lo ha invitato ad una preghiera per lui. Poi, incuriosito da Betlemme, Francesco si è fatto raccontare del Santuario di Gesù Bambino, della sua grotta e del gemellaggio. (La Stampa, 17 settembre)
 
Ormai le telefonate e le lettere di Papa Francesco sono una delle cifre del suo pontificato, il Papa lo sa, ma ha anche voluto far sapere che queste sono la norma per lui. A riferirlo è stato proprio di recente il Direttore del Centro Televisivo Vaticano, Don Dario Edoardo Viganò che a Famiglia Cristiana ha riferito le parole del Pontefice: “Dica ai giornalisti che le mie telefonate non sono una notizia" spiegandogli che "Io sono così, ho sempre fatto questo anche a Buenos Aires. Ricevevo un biglietto, una lettera di un prete in difficoltà, una famiglia o un carcerato e rispondevo. Per me è molto più semplice chiamare, informarmi del problema e suggerire una soluzione, se c'è. Ad alcuni telefono, ad altri invece scrivo". Poi, racconta Viganò, il Papa ha concluso divertito: "E meno male che non sanno tutte quelle che ho fatto!". (Tiscali, 17 settembre)
 
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