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Un dialogo di pari dignità tra credenti e non credenti

© Filippo MONTEFORTE / AFP
Pope Francis at his inauguration Mass
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La lettera di Papa Francesco a Scalfari "spopola" nei commenti della stampa

"Emozione": non ha paura di definire così il sentimento che ha provato Eugenio Scalfari insieme ai colleghi de "La Repubblica" nel ricevere la lettera di Papa Francesco con la risposta ai quesiti sul tema fede-laicità che aveva indirizzato al pontefice nel corso dell’estate. Ma la lettera di Bergoglio ha suscitato (e non poteva non essere così) emozioni e reazioni in molti tra i più autorevoli opinionisti.

Ciò che più colpisce i commentatori della lettera del pontefice è proprio l’autenticità e l’ampiezza dell’apertura al dialogo di Bergoglio. "Un’apertura verso la cultura moderna e laica di questa ampiezza, una visione così profonda tra la coscienza e la sua autonomia – ha commentato lo stesso Scalfari – non si era mai sentita finora dalla cattedra di San Pietro. Neppure papa Giovanni era arrivato a tanto e neppure le conclusioni del Vaticano II, che avevano auspicato l’inizio del percorso ai pontefici che sarebbero venuti dopo e ai Sinodi che avrebbero convocato. Papa Francesco quel passo l’ha fatto ed io lo sento profondamente echeggiare nella mia coscienza" (La Repubblica, 12 settembre).

Un dialogo non teorico, non un auspicio da realizzare ma messo in pratica da subito. "Un dato raro e prezioso caratterizza la risposta di papa Francesco – afferma il priore del monastero ecumenico di Bose, Enzo Bianchi -… non si è limitato ad affermare che il dialogo è "espressione intima e indispensabile" nell’esistenza del credente, ma lo ha intavolato concretamente, avviandosi a percorrere "un tratto di cammino insieme" (La Repubblica, 12 settembre). I giudizi sono praticamente unanimi: "la lettera del Papa mi ha colpito: non mi aspettavo un testo così dettagliato, accurato e che si offre al dibattito pubblico… Non mi aspettavo una ricerca del dialogo così diretta e aperta… mi ha dato anche una concreta speranza di un’evoluzione verso la tolleranza e l’illuminata coesistenza" (La Repubblica, 12 settembre).
 
Lo stesso teologo Hans Küng, sempre diretto e franco con i pontefici, afferma, spostando anche l’accento sui contenuti della missiva: "Il titolo della notizia potrebbe essere "un dialogo a pari dignità"… con i non credenti… In modo modesto e umile, senza esercitare alcun pressing, agendo con piena comprensione per le ragioni degli altri… Molti punti di vista teologici mi sembrano importanti" (La Repubblica, 12 settembre).  

In qualche modo questa apertura al dialogo del pontefice sembra una felice sorpresa anche per i cattolici oltre che per i laici: "Felici della lettera di Papa Francesco – scrive il vice direttore de L’Osservatore Romano, Carlo Di Cicco – . Questa volta è indirizzata a Eugenio Scalfari. Ce ne sono state altre a interlocutori anonimi… Papa Francesco con gesti semplici ma lineari e convinti sta rivelando sempre meglio la novità di stile portata dal concilio… suggerisce una tregua al fare per avere… e chiedersi invece: perché non fare diversamente per superare il male che nel mondo ruba la felicità del cuore?" (L’Osservatore romano 12 settembre). "Gian Maria Vian: la lettera – scrive Paolo Rodari riportando le reazioni del direttore de L’Osservatore romano e del presidente del Pontificio Consiglio della cultura – è «un fatto inusuale, ma che si colloca in perfetta continuità con la ricerca di un colloquio con il mondo, dialogo definito da Papa Francesco "aperto e senza preconcetti"… Sulla Radio Vaticana è… il cardinale Gianfranco Ravasi, a dire che la lettera a Scalfari può diventare «una sorta di manifesto del Cortile dei Gentili, per i contenuti ma anche per il metodo del dialogo stesso»" (La Repubblica 12 settembre).

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