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Dalla testimonianza sulla povertà, l'autenticità della predicazione del messaggio evangelico

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Queriniana Editrice - pubblicato il 11/09/13

La prospettiva dei poveri e degli oppressi nella riflessione della Teologia della Liberazione

di Gustavo Gutiérrez

Da alcuni anni assistiamo, nella Chiesa, a una crescente rivendicazione a favore di una più autentica e radicale testimonianza di povertà. Questa richiesta, inizialmente, venne da ambienti vicini ad alcune comunità religiose di recente fondazione, ma presto uscì dallo stretto quadro della ‘povertà religiosa’ per raggiungere, esigente e penetrante, altri settori della Chiesa. Così la povertà è diventata uno dei temi centrali della spiritualità cristiana contemporanea. L’impostazione è anche polemica. Infatti, dalla preoccupazione di imitare più fedelmente Cristo povero è derivato, spontaneamente, un atteggiamento critico e combattivo di fronte alla controtestimonianza che l’insieme della Chiesa dà in materia di povertà.

Questa esigenza bussò insistentemente, Giovanni XXIII in testa, alla porta del Concilio Vaticano II. In un importante messaggio in preparazione all’apertura del concilio, Giovanni XXIII apriva una feconda prospettiva, dichiarando: «In faccia ai paesi sottosviluppati la Chiesa si presenta quale è e vuol essere, come la Chiesa di tutti, e particolarmente la Chiesa dei poveri». Di fatto, fin dalla prima sessione conciliare, il tema della povertà fu presente. In seguito si parlò anche di uno «Schema 14», che fosse, sotto questo aspetto, più avanzato che lo «Schema 13» (la futura Gaudium et spes). Il risultato finale non corrispose alle aspettative. Il Vaticano II accennò varie volte alla povertà ma non ne fece una delle sue linee di forza; la Populorum progressio è un po’ più chiara e concreta riguardo ad alcuni problemi connessi. Ma spetterà a una Chiesa che vive in un subcontinente di miseria e di ingiustizia dare al tema della povertà la dovuta importanza: una testimonianza dalla quale dipende l’autenticità della predicazione del messaggio evangelico.

Il tema della povertà è stato trattato negli ultimi anni specialmente a livello di spiritualità. Nel mondo d’oggi, attratto dalla ricchezza e dal potere che derivano dallo spogliamento e dallo sfruttamento delle grandi masse, la povertà appariva come una inevitabile e necessaria condizione per arrivare alla santità. Di qui il grande impegno che si concentrava sulla meditazione dei testi biblici riguardanti la povertà di Cristo e, conseguentemente, sulla identificazione con lui in questa testimonianza.

Più recentemente, si è iniziata una riflessione propriamente teologica sulla povertà, appoggiata su studi esegetici sempre più ricchi e precisi. Dai primi risultati ne emerge chiaramente uno che può sorprendere: ci troviamo di fronte ad una nozione poco lavorata dal punto di vista teologico e che, nonostante tutto, rimane incerta. Infatti le linee d’interpretazione si incrociano; determinate esegesi nate in contesti molto diversi e oggi inesistenti, fanno sentire ancora il loro peso; alcuni aspetti del tema di povertà operano da compartimento stagno, impedendo di coglierne il significato globale. Tutto questo costituisce un terreno scivoloso dal quale si cerca di uscire più per intuizioni che per idee chiare e ben costruite.

[…]

Solo rifiutando la povertà e facendosi povera per protestare contro di essa, la Chiesa potrà annunciare qualche cosa che le appartiene: la ‘povertà spirituale’, cioè l’apertura dell’uomo e della storia al futuro promesso da Dio. Unicamente in questo modo potrà adempiere, onestamente ed in modo credibile, la funzione profetica di denuncia di ogni ingiustizia che attenta all’uomo e trasmettere l’annuncio liberatore di una reale fraternità umana.

Solamente un’autentica solidarietà coi poveri e una reale protesta contro la povertà come si presenta ai nostri giorni, potranno offrire un contesto concreto e vitale a un discorso teologico sulla povertà. La mancanza di un impegno sufficiente coi poveri, gli emarginati e gli sfruttati è, forse, la principale ragione della carenza, cui accennavamo all’inizio di questa capitolo, di una solida ed operante riflessione sulla testimonianza della povertà.

Specialmente per la chiesa dell’America Latina, questa testimonianza rappresenta oggi l’inevitabile e urgente banco di prova della autenticità della sua missione.

—–
[TRATTO DAL VOLUME "TEOLOGIA DELLA LIBERAZIONE", DI GUSTAVO GUTIERREZ]

Tags:
concilio vaticano iigiovanni xxiiipovertàteologia della liberazione
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