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Gli italiani, analfabeti religiosi: “L’autore della Bibbia? E’ Mosè”

© atikinka/SHUTTERSTOC K
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Sondaggio Eurisko Gfk per conto della Chiesa valdese, solo un italiano su 3 sa dire a chi vengono attribuiti i Vangeli

Solo un italiano su 3 sa dire a chi vengono attribuiti i Vangeli e poi idee confuse sugli autori della Bibbia o buio assoluto sui dieci comandamenti: è la triste fotografia scattata da una Indagine Gfk Eurisko per conto della Chiesa valdese che documenta la straordinaria ignoranza degli italiani in materia religiosa.

E infatti – benché il 90 per cento del campione di persone si dichiari prontamente cattolico e il 50,9 affermi di pregare “regolarmente” – circa la metà degli intervistati ritiene che a scrivere il libro più famoso del mondo siano stati Gesù (20 per cento) o Mosé (26 per cento); mentre il 41% sa citare soltanto uno dei dieci comandamenti, il 17% non ricorda neppure  il fondamentale “non uccidere”. Idee quanto mai confuse anche sulle tre virtù teologali: solo il 17,2% ricorda “fede, speranza e carità” (La Repubblica, 27 agosto).

Forse perché consapevoli del loro analfabetismo religioso, il 56% degli italiani è favorevole a insegnamenti sulle varie religioni e non solo su quella cattolica; ancora più alto il numero di coloro che ammettono che a insegnare religione potrebbero essere insegnanti di varie religioni o di nessuna religione, purché “preparati”.

Intervistato dall’agenzia Sir (27 agosto), Paolo Naso, coordinatore della Commissione studi della Federazione delle chiese evangeliche in Italia (Fcei), ha però sottolineato che il volto più preoccupante messo in luce da questa indagine è il legame tra i fenomeni di razzismo e l’analfabetismo religioso: “Esiste un rapporto stringente. La forza più percepibile di razzismo è la discriminazione nei confronti di chi ha una religione diversa. Negli ultimi 4 anni, per esempio, sono state fatte campagne scientifiche di delegittimazione della presenza islamica nel nostro Paese con la motivazione che il musulmano è portatore di valori e sistemi di pensiero e vita incompatibili con la società italiana”.

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