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Le polemiche sul Meeting di CL

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Le critiche di Grillo e gli interrogativi del Corriere della Sera, ma la kermesse di Rimini resta un punto di riferimento ecclesiale

Il Meeting di Rimini si è chiuso da pochi giorni e forse è possibile fare non un bilancio sull'evento, una macchina organizzativa ben rodata che offre spunti di riflessioni altissimi a migliaia e migliaia di persone che ogni anno decidono di anche per un solo giorno, di fare un salto interrompendo le proprie ferie (o valorizzandole, arricchendole di senso?) per ascoltare testimonianze e relazioni, ma sul senso stesso di CL. Lo spunto viene da due “lettere” critiche. Un editoriale di Dario di Vico sul Corriere della Sera e una invettiva di Beppe Grillo dal suo blog. Diverse nel tono e nello stile e nell'attitudine al dialogo, ma convergenti sul tema delle “relazioni pericolose” tra il mondo di CL (in primis la Compagnia delle Opere) e il potere politico.
 
L'apprezzamento – ricorda Dario  Di Vico – prima per Andreotti, poi per Berlusconi, Monti e oggi Letta “Il tutto in perfetta e pluriennale continuità, come se a sbagliare in questi quattro lustri fossero stati sempre e solo gli altri. È questa la contraddizione di un movimento che professa una visione orizzontale della società e della vita ma che poi non sa resistere al fascino verticale del potere politico. Comunione e Liberazione è un fenomeno che meriterebbe di essere studiato molto di più di quanto lo sia stato, soprattutto per la straordinaria capacità che ha mostrato nell'intrecciare fede, politica e welfare. «Se la globalizzazione ti lascia solo, Cl no», si usa dire e il motto contiene un elogio della presenza sociale del movimento e un attestato della sua (contestata) modernità.  […] La testimonianza, nel testo del prelato spagnolo, era contrapposta alla ricerca dell'egemonia, all'attrazione per il potere” l'editorialista si chiede legittimamente: “quale istanza stia prevalendo oggi. L'una o l'altra?” E dunque per “cercare risposte e capire l'evoluzione della dialettica interna sarà, dunque, doppiamente interessante seguire il Meeting. Da fuori varrà la pena ricordare che la fragile società italiana ha bisogno di soggetti che la aiutino a recuperare i propri valori e a ripartire. Di lobby, invece, ce ne sono già troppe” (Corriere della Sera, 18 agosto)
 
A questa sollecitazione risponde sullo stesso Corriere (e ripreso da Il Sussidiario) Giorgio Vittadini, presidente della Fondazione per la Sussidiarietà: “portare avanti egemonico, la ricerca del potere o testimoniare la novità di vita che nasce dalla fede? La risposta non può che essere personale e mai scontata. Per non ridurre il nostro compito all'egemonia […] dobbiamo chiederci cosa è davvero capace di soddisfare il nostro cuore”, Vittadini si domanda “Cosa urge di più nella vita? La passione per ciò che è bello, giusto, buono o la capacità di avere controllo sulle vicende umane, cioè per il potere?” e ricorda come “A Meeting chiuso possiamo dire che l' “emergenza uomo” è reale interessa tutti. […] come hanno testimoniato tanti, dagli scienziati ai volontari impegnati nei lavori più umili” e che la risposta a questa “urgenza” è la stessa che lo stesso Vittadini ha sentito dare ad un ragazzo da un suo amico mentre questo si lamentava di prestare servizio per diverse ore sotto il sole perdendo i molti incontri del Meeting: “Ricordati che Dio si è fatto servo”. (il Sussidiario, 25 agosto)
 
Beppe Grillo invece ospita una lettera di un cittadino riminese che inveisce contro la presenza – ormai annuale – del Meeting e mette sotto accusa la passerella di potenti che ogni anno si affollano nei saloni, presentata così: “Comunione e Fatturazione è un'ingerenza ecclesiale nella politica. Chi la protegge fa carriera, diventa un intoccabile, e CL ricambia sempre con affetto peloso. Rimini è una città martire. Invasa ogni anno dalle truppe cammellate di democristiani vecchi e nuovi. I suoi abitanti ci lanciano un grido di dolore. Liberiamola e liberiamo l'Italia” (Beppegrillo.it , 21 agosto)

A Grillo nessuna risposta ufficiale dal Meeting, ma Linkiesta ha raccolto le voci dei volontari che invitano il comico genovese ad abbandonare il blog e andare al Meeting, per incontrarli, parlare con loro di persona “lo ascolteremmo con interesse” è la risposta di molti che non se la sentono di venire criticati da chi mai si è visto per i saloni di Rimini, mai ha lavorato gratuitamente anche per 14 ore per far funzionare tutto: dallo spazio bimbi, al parcheggio, al servizio d'ordine, alla pulizia alle cucine. (Linkiesta, 21 agosto)

Comunione e Liberazione resta una realtà variegata , vitale che vale la pena conoscere e comprendere sia per il suo carisma che per il suo impegno sociale nel mondo ma, come dice lo stesso Di Vico intervistato dal Sussidiario, che è anche necessario spronare il Movimento ad avere maggiore fiducia nelle spinte “dal basso”, insomma di scommettere sulla società e non solo sulle istituzioni nel suo impegno per il bene comune. (Il Sussidiario, 27 agosto)
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