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La Perdonanza: il grande dono del primo Papa che rinunciò al suo incarico

© DR
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A Collemaggio, a fine agosto, si rinnova il rito di indulgenza concesso da Celestino V, ma forse quest'anno sarà la piazza ad ospitarlo

Il nome gliel'ha dato lo scrittore Gabriele D'Annunzio che lo ha attinto dalla fraseologia medievale, ma il rito l'ha "inventato" Celestino V – l'unico papa nella storia prima di Benedetto XVI ad aver rinunciato al ministero petrino – e si svolge nella basilica che l'eremita Pietro da Morrone, poi pontefice, ha fatto costruire dai maestri architetti dei Templari. Fede, storia e mistero si intrecciano nel rito della Perdonanza che si svolge ogni anno il 28 e 29 agosto nella basilica di Collemaggio a L'Aquila, ancora sconvolta dai danni del terremoto del 2009. Grazie a un finanziamento dell'Eni si procederà presto a un restauro radicale della basilica e dell'area circostante ma forse questo non eviterà nell'immediato la chiusura di Collemaggio alle grandi celebrazioni, prima fra le quali proprio l'edizione 719^ della Perdonanza.

 

"La struttura è sostanzialmente sicura, ma non ci si può permettere alcun rischio, anche se l'ipotesi di una scossa molto forte potrebbe sembrare remota. Quante possibilità ci sono? Una su un milione? Non importa, quel che conta è la sicurezza". L'annuncio del sindaco de L'Aquila, Massimo Cialente, sulla necessità di tenere chiusa la basilica di Collemaggio fino al 2016 perchè la struttura "in caso di nuovo terremoto di discreta entità potrebbe risultare insicura" è arrivato come un fulmine a ciel sereno sui preparativi della Perdonanza celestiniana 2013. L'allarme è stato lanciato proprio durante la conferenza stampa nella quale è stata annunciata la firma di un protocollo d'intesa, fissata al 29 agosto, tra l'amministrazione comunale e l'Eni che finanzierà i lavori di ricostruzione, ristrutturazione e consolidamento della basilica che si concluderanno appunto nel 2016. Si tratta di un investimento cospicuo – 12 milioni di euro – che comprende anche la sistemazione dell'edificio attiguo alla basilica, destinato a diventare museo diocesano, della piazza e del Parco del sole con una spesa di altri 2 milioni di euro.

 

La decisione del sindaco si basa su uno studio svolto di recente dall'Università dell'Aquila e dal Politecnico di Milano che ha monitorato la struttura della chiesa gravemente danneggiata dal terremoto del 2009. Le ferite sono evidenti a tutti i visitatori e fedeli con le colonne ingabbiate in strutture di sostegno con robusti tiranti di acciaio e una copertura in plexigas sull'abside scoperchiata.

 

La mattina del 6 aprile del 2009 "quando sono entrato nella basilica – racconta ad Aleteia il rettore, don Nunzio Spinelli – ho alzato gli occhi e là dov'era il tetto ho visto il cielo".

 

Intatta invece la teca dove sono custodite le spoglie, recentemente sottoposte a ricognizione e risistemate, di Celestino V, il papa "del gran rifiuto". Da quando l'11 febbraio del 2013 papa Benedetto XVI ha formalizzato la rinuncia al soglio di Pietro, "è cambiata – afferma Spinelli – anche la percezione della figura di Celestino V e ci sono molti più visitatori, anche perchè la basilica dopo il terremoto che ha reso completamente inagibili la maggior parte delle chiese del centro storico, è diventata il cuore delle celebrazioni diocesane".

 

Prima era solo la basilica della Perdonanza, un rito religioso ma, per l'epoca in cui fu istituito, di grande significato politico. Avvenne che Pietro Angeleri (questo era il nome secolare di Celestino V), fosse strappato alla vita eremitica svolta per molti anni in una grotta sul monte Morrone, sopra Sulmona, per succedere a papa Niccolò IV, la cui morte aveva lasciato la sede vacante per più di due anni a causa dei dissidi interni al conclave e anche di un'epidemia di peste.

 

Il 29 agosto 1294, colui a cui i devoti davano il nome di Pietro da Morrone, fu incoronato papa nella basilica di Collemaggio con una solenne celebrazione cui parteciparono il re Carlo d'Angiò che con suo figlio Carlo Martello lo aveva scortato a L'Aquila, cardinali e nobili e un'immensa folla di popolo che secondo fonti dell'epoca arrivava a duecentomila persone.

 

A tutti il nuovo papa volle fare un dono straordinario: "Quanti confessati e sinceramente pentiti dai vespri del 28 agosto fino ai vespri del giorno 29, festa di S. Giovanni Battista, visitino devotamente la basilica di Collemaggio, riceveranno contemporaneamente la remissione dei peccati e l'assoluzione della pena".

 

La portata di questa innovazione si può comprendere solo se si pensa che prima di allora l'indulgenza plenaria era stata concessa unicamente ai crociati in partenza per la Terra santa e ai pellegrini in visita alla Porziuncola di Assisi e di solito si legava a sostanziose elargizioni da parte dei più abbienti. Il Giubileo non era stato ancora inventato da Papa Bonifacio VIII, il nuovo pontefice, che vi diede inizio a partire dal 1300 e forse non a caso si oppose al Perdono celestiniano tentando di annullare l'indulgenza del suo predecessore con una bolla emanata nel 1295 in vista della prima celebrazione del nuovo rito. La bolla fu ignorata dagli aquilani che invece si adoperarono affinché la celebrazione avesse la maggiore solennità e risalto possibile, in quanto un'indulgenza annuale – ancora oggi un unicum – concessa a chiunque, anche povero e diseredato, avrebbe accresciuto enormemente, come avvenne, il potere economico e civile dell'ancora giovane città.

 

La cerimonia del Perdono, solo in età moderna indicata con il nome di Perdonanza, divenne ancora più importante quando nel 1327 le spoglie di Celestino V vi furono traslate da Ferentino (Frosinone) dove erano conservate (la Porta santa posta sul fianco sinistro dell'edificio fu aperta solo nel XV secolo ad imitazione di quanto avveniva delle basiliche patriarcali romane per il Giubileo).

 

Quella di Collemaggio è proprio la "sua" basilica. Sul Colle di Maggio, appena fuori L'Aquila, Pietro Angeleri aveva trovato un rifugio presso l'abbazia di santa Maria dell'Assunzione nel 1275. Qui la Madonna gli era apparsa in sogno e le aveva promesso in quel luogo la costruzione di una grandiosa chiesa che venne consacrata il 25 agosto 1288 come Santa Maria di Collemaggio.

 

"La costruirono i Templari – spiega don Nunzio Spinelli – di cui Celestino V era amico e introdussero simbologie anche esoteriche che appassionano gli studiosi e li fanno litigare".

 

Intanto la basilica, costruita in sette anni, è orientata verso Gerusalemme, un legame con la città santa che torna anche nella pianta della città dell'Aquila che si può sovrapporre in maniera perfettamente speculare a quella di Gerusalemme: il sud del capoluogo abruzzese corrisponde al nord della città santa. Il 15 agosto, giorno dell'Assunta, mentre la luce del tramonto accende di riflessi rosati la splendida facciata di pietra chiara e rossa, i raggi del sole che penetrano dal rosone colpiscono in linea diretta l'altare. Il 21 giugno, invece, giorno del solstizio d'estate, i raggi del sole al tramonto colpiscono il labirinto fatto di cerchi tracciato sul pavimento, simbolo dell'incontro tra natura divina ed umana.

 

Sui segreti, veri o leggendari (davvero potrebbe essere nascosto qui il tesoro di Re Salomone custodito dai Templari?) di Collemaggio, veglia Celestino V, sulla cui teca Benedetto XVI lasciò il suo pallio in dono nel corso della visita alle zone terremotate nello stesso aprile del 2009. E forse anche quello era un presagio del futuro.

Foto testo ©Chiara Santomiero/Aleteia

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