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Papa Francesco confessa cinque ragazzi alla GMG

© JMJ Rio 2013
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Come Benedetto XVI, nel 2011 a Madrid, il pontefice è entrato in confessionale per amministrare il sacramento della penitenza

di Andrea Tornielli

Quello del confessionale è ormai diventato anche per i Papi che partecipano alle Giornate Mondiali della Gioventù un appuntamento fisso. Anche Benedetto XVI, nel 2011 a Madrid, si mise seduto dietro i paraventi di legno bianco montati nel parco dove quotidianamente migliaia di ragazzi e di giovani si accostavano a ricevere il perdono dei peccati. Oggi Francesco fa lo stesso confessando, nel Parco Quinta da Boa Vista tre ragazzi e due ragazze. Userà le lingue italiana,  spagnola e portoghese.

Quello che per i predecessori era un appuntamento abbastanza eccezionale – oltre che alla GMG il Papa solitamente confessava alcuni fedeli in San Pietro durante la Settimana Santa – per Bergoglio è invece un’abitudine che ha continuato a coltivare anche da arcivescovo e cardinale. Ogni anno, durante il pellegrinaggio della Vergine di Lujan, trascorreva l’intera notte confessando i fedeli, vestito da semplice prete, prendendo un caffè ogni tre ore per poi concludere con la messa delle sette del mattino. Spesso nelle sue omelie e nei suoi discorsi fanno capolino esempi tratti da dialoghi avvenuti in confessionale. Domenica 17 marzo, nel suo primo Angelus da Papa, aveva raccontato della vecchietta che gli aveva parlato della misericordia di Dio senza la quale «il mondo crollerebbe». L’aveva incontrata da vescovo ausiliare di Buenos Aires, andando a confessare ai margini di una messa celebrata in onore della Madonna di Fatima.
 
Quella stessa domenica, nell’omelia della messa nella parrocchia di Sant’Anna, in Vaticano, il Papa aveva citato un altro dialogo, con un penitente che non si credeva degno di essere perdonato perché «ne aveva combinate di grosse». E padre Bergoglio gli aveva replicato: «Vai da Gesù! A lui piace se gli racconti queste cose! Lui si dimentica Lui ha una capacità speciale di dimenticarsi. Si dimentica, ti bacia, ti abbraccia e ti dice soltanto: "Neanch’io ti condanno, va e non peccare più!". Soltanto questo consiglio ti dà».

Francesco è tornato a parlare della confessione durante la veglia di Pentecoste con i movimenti, quando ha fatto capire quanto gli manchi la possibilità di andare liberamente in parrocchia a confessare i fedeli ed ha raccontato quali domande solitamente pone a chi si confessa riguardo l’elemosina al povero: «Fai l’elemosina? Quando fai l’elemosina guardi negli occhi il povero? Quando fai l’elemosina tocchi ma mano del povero?». Toccare la mano del povero significa «toccare la carne di Cristo», aveva spiegato.

Quelle di oggi non sono le prime confessioni per il nuovo Papa. Francesco ha infatti già confessato alcuni fedeli lo scorso 26 maggio nella parrocchia di Prima Porta, nella periferia di Roma, dove ha amministrato la prima comunione ad alcuni bambini. Appena arrivato, Bergoglio si è infilato nel confessionale per celebrare il sacramento della penitenza con alcuni fedeli. È stato uno dei giorni più felici dei suoi primi mesi di pontificato.

Anche Papa Luciani da vescovo aveva continuato a confessare molto. Era dovuto a questo, ai suoi frequenti colloqui in confessionale con giovani sposi, la sua posizione possibilista sulla contraccezione da lui manifestata prima che Paolo VI pubblicasse, esattamente 35 anni fa, l’enciclica «Humanae vitae», che avrebbe sancito l’illiceità dei mezzi contraccettivi.

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