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Che senso ha pregare, se Dio ha già i suoi piani?

© Alain PINOGES / CIRIC
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Quando invochiamo una guarigione fisica, Dio ci chiede di pregare perché siamo prima guariti spiritualmente

Quesito

Caro padre,


sono cattolico praticante e ho un dubbio sull'utilità della preghiera. Nel Padre Nostro diciamo: "sia fatta la Tua volontà". Si dice anche che le vie del Signore non sono le nostre vie. Che senso ha dunque la preghiera, se comunque si realizza ciò che desidera il Signore? 
A cosa serve la preghiera, per lo meno intesa come richiesta di grazia, se comunque Dio fa ciò che vuole? E se ciò che è la Sua volontà non coincide necessariamente con la nostra volontà? Per fare un esempio: se mi ammalo, perché pregare Dio di farmi guarire, se la mia guarigione è già nei Suoi piani?
 O perché pregarLo, se nei Suoi piani è previsto che io non debba guarire? La ringrazio.

Luca

———–

Risposta del sacerdote

Caro Luca,

1. Ci sono vari tipi di preghiera: vi è la preghiera di adorazione, di ringraziamento o lode, di supplica di perdono e di richiesta di grazie o di domanda. La preghiera di domanda è rivolta a Dio per ottenere qualche bene di ordine temporale o spirituale per noi. Ebbene, bisogna intendersi sul significato della preghiera di domanda.

2. San Tommaso ricorda che le nostre domande non servono a cambiare la volontà di Dio, che è immutabile ed eterna. Sarebbe stoltezza voler cambiare la volontà di Dio. Quando il Signore ci chiede di pregare e di domandare che sia fatta la sua volontà come in cielo così in terra vuole disporre noi a fare presto e volentieri la sua volontà così come presto e volentieri viene eseguita dagli angeli in cielo. È pertanto una preghiera che è ordinata a plasmare e a cambiare noi. In una parola è una preghiera che ci vuole santificare.



3. Mi chiedi che senso abbia la preghiera “se comunque si realizza ciò che desidera il Signore”. No, non è vero che si realizza comunque ciò che il Signore desidera. Certe grazie il Signore le lega alla nostra preghiera. Non certo per fare il prezioso, ma perché con la preghiera ci disponiamo a riceverle e a usarne santamente. Ad esempio: la Madonna ha fatto vedere a Santa Caterina Labouré che da alcuni anelli delle sue dita c’era delle pietre che non brillavano, mentre altre brillavano. Santa Caterina chiese alla Madonna il perché di questo mancato luccichio. La Madonna rispose che quelle erano le grazie che non erano state domandate.  Allora tutto quanto Dio vuole darci l’ha già messo nelle mani di Maria. Attende solo di  arrivare al destinatario. Ma non vi arriva finché il destinatario non si dispone a riceverlo. Un po’ come nelle caselle di posta elettronica: quando sono piene, respingono i nuovi messaggi perché non sono disposte a riceverli.

4. Mi chiedi ancora: “A cosa serve la preghiera, per lo meno intesa come richiesta di grazia, se comunque Dio fa ciò che vuole? E se ciò che è la Sua volontà non coincide necessariamente con la nostra volontà?” La tua domanda lascia supporre che la volontà di Dio qualche volta non voglia il nostro bene. Anche questo è sbagliato. Non c’è nessuno che ci ami tanto quanto ci ama Dio, nessuno che voglia in assoluto il nostro più grande bene quanto Dio. Se talvolta quanto noi chiediamo non ci viene concesso potrebbe significare che è stato domandato male, e cioè che non ci siamo disposti a usare santamente delle grazie richieste, o perché non è per il nostro bene. E questo nostro bene Dio lo valuta nella prospettiva dell’eternità, della nostra salvezza.

5. Scrivi: “Per fare un esempio: se mi ammalo, perché pregare Dio di farmi guarire, se la mia guarigione è già nei Suoi piani?”. Rispondo: perché nei piani di Dio la nostra guarigione è legata alla nostra preghiera. E cioè: nei piani di Dio la nostra guarigione corporale può essere legata alla nostra guarigione spirituale. Prima di dare la guarigione corporale Dio vuole dare quella spirituale perché si usi bene e santamente della salute del corpo.

6. Infine domandi: “O perché pregarLo, se nei Suoi piani è previsto che io non debba guarire?”.  In questo caso Dio ci comanda di pregare perché comprendiamo che ci chiama a realizzare un bene più grande per noi e per gli altri: di unire i nostri patimenti a quelli di Cristo per cooperare insieme con Lui alla redenzione del mondo, alla conversione dei peccatori. La preghiera ha anche questo di bello: che aiuta a mettere quiete nella nostra anima e farci comprendere i disegni superiori della volontà di Dio. Come per vedere nel fondo di un lago è necessario che le acque si quietino, così anche per noi per vedere più a fondo nei disegni di Dio è necessario che ci mettiamo al suo cospetto nella preghiera e stiamo calmi.

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