Aleteia
lunedì 26 Ottobre |
Santi Luciano e Marciano
Chiesa

Papa Francesco e la teologia della valigia nera

Enzo Bianchi - la Repubblica - pubblicato il 23/07/13

Spiazza tutti con gesti di grande umiltà, semplici ed eloquenti sin dall'inizio del suo viaggio in Brasile

(23 luglio 2013)

Sono in molti a parlare di nuovo di “primavera della chiesa” inaugurata dapapa Francesco. Chi ha vissuto la primavera annunciata da Pio XII nel maggio 1958 e inaugurata da papa Giovanni e dal concilio Vaticano II, non si aspettava più una nuova stagione ricca di speranza e di aperture.  Soprattutto dopo gli ultimi due decenni. E invece? Anche questo va riconosciuto: papa Francesco ha acceso nei cuori un’attesa, delle speranze per una chiesa che si rinnova, che continua la sua incessante riforma. Questo giudizio positivo e soprattutto questa attesa dipendono e da alcune parole e da alcuni gesti: come quelli compiuti ieri, che ci hanno mostrato per la prima volta un Papa salire la scaletta dell’aereo portando in mano la sua cartella, senza affidarla ai suoi collaboratori.

Come se Francesco dicesse: nessuno deve portare un peso al posto mio. E poi atterrato in Brasile, è salito su una piccola utilitaria, una Fiat Idea, che era la macchina più piccola del corteo. Cominciamo, dunque, con i gesti. In quattro mesi non possono essere tanti, anche se quei pochi sono stati subito raccontati come “i fioretti di papa Francesco”, perché semplici, eloquenti e anche singolari, come quelli del Poverello di Assisi. Eletto papa il 13 marzo, Francesco si è affacciato in piazza San Pietro e prima di impartire la benedizione apostolica al popolo, ha chiesto che il popolo invocasse per lui la benedizione di Dio e si è inchinato in un silenzio di adorazione a Dio, di preghiera a Dio, ma anche di profonda comunione.

Questa azione di Francesco, che ha stupito e toccato i cuori di quanti nel mondo volevano conoscere l’identità del nuovo papa, va valutata in se stessa, come gesto suo personale, che appartiene al suo stile nell’esercizio del ministero pastorale. Sì, con papa Francesco si è avvertito “qualcosa di nuovo oggi nel sole” (Giovanni Pascoli)… E così, senza maggiorare ma neppure dimenticare tale atto, occorre raccontare la sua volontà di semplicità, di cui i credenti avevano nostalgia fin dalla morte di papa Giovanni. La sua veste sobria, la sua croce pettorale non d’oro e non gemmata, la scomparsa del trono e di orpelli che ricordavano “i diritti della corona”, il suo viaggiare in autobus con gli altri cardinali per fare ritorno a Casa Santa Marta, il suo sedersi alla tavola dei confratelli per i pasti senza pensare subito a una sua tavola e a suoi invitati, il suo salutare con entusiasmo e coinvolgimento negli abbracci e nelle strette di mano chi lo incontra, il suo linguaggio umanissimo: tutto questo ci ha dato una nuova immagine del vescovo di Roma.

È stolto fare paragoni con i papi precedenti, come sarà stolto fare paragoni con quello che verrà, ma ciò che va messo in risalto è che la gente sente che questo papa è un uomo. Si disse di papa Giovanni: “Un cristiano sul trono di Pietro”; si dice di papa Francesco: “Un uomo è diventato vescovo di Roma”. Quanto alla liturgia, in essa non ha atteggiamenti ieratici, non assume profili da bassorilievo assiro: siede su una poltrona e non su un trono da re, fa l’omelia in piedi dall’ambone come tutti, ha abbandonato vesti che, seppur degne, non rappresentavano più il sentimento generale che nella liturgia vuole sobrietà. Non si può inoltre dimenticare un gesto liturgico del quale papa Francesco ha di fatto allargato l’interpretazione in modo inedito e forse anche “scandaloso” per alcuni cattolici: il gesto della lavanda dei piedi che si è sempre svolta in San Pietro con chierici, canonici, cardinali. Ebbene, papa Francesco, in continuità con ciò che aveva fatto nel suo ministero episcopale a Buenos Aires, è uscito dal Vaticano per andare nel carcere minorile romano di Casal del Marmo, dove ha lavato i piedi a dodici detenuti, tra cui anche due ragazze e alcuni non battezzati. Vera interpretazione innovativa! Il Signore ha lavato i piedi lungo tutta la sua vita, cioè si è fatto servo di uomini e donne segnati dalla sofferenza, dalla malattia, dal bisogno, dal peccato: questo ci ricorda l’exeghésato (Gv 1,18) creativo con cui papa Francesco ha raccontato Gesù… Ma il gesto finora più eloquente è certamente stato il primo viaggio apostolico al santuario degli ultimi, dell’umanità sofferente, a quel mare che anziché essere un ponte di fraternità è diventato per molti poveri del mondo, che tentano di andare verso il pane, un luogo di morte. Senza troppe parole ha denunciato l’egoismo della sponda europea del Mediterraneo, ha cercato di causare un sentimento di vergogna in quanti hanno voluto respingere questi poveri o hanno cercato di non ascoltare il loro grido. Quelle sponde europee purtroppo sono abitate soprattutto da cristiani e persone che si dicono tali fino a voler difendere la loro identità e i valori cristiani. Mentre gettava quella corona di fiori verso gli annegati in mare, mentre chiedeva perdono a Dio e alle vittime, ci siamo sentiti anche noi Caino, incapaci di essere custodi dei nostri fratelli. Ci siamo sentiti rivolgere la domanda: «Uomo dove sei? Che umanizzazione è la vostra? …». A Lampedusa il grido di Francesco è stato un grido d’uomo a tutta l’umanità.

  • 1
  • 2
  • 3
Sostieni Aleteia

Se state leggendo questo articolo, è grazie alla vostra generosità e a quella di molte altre persone come voi che rendono possibile il progetto evangelizzatore di Aleteia. Ecco qualche dato:

  • 20 milioni di utenti in tutto il mondo leggono Aleteia.org ogni mese.
  • Aleteia viene pubblicato quotidianamente in otto lingue: italiano, inglese, francese, spagnolo, portoghese, arabo, polacco e sloveno.
  • Ogni mese, i nostri lettori visionano più di 50 milioni di pagine.
  • Quasi 4 milioni di persone seguono le pagine di Aleteia sui social media.
  • Ogni mese pubblichiamo 2.450 articoli e circa 40 video.
  • Tutto questo lavoro è svolto da 60 persone che lavorano full-time e da altri circa 400 collaboratori (autori, giornalisti, traduttori, fotografi...).

Come potete immaginare, dietro questi numeri c'è un grande sforzo. Abbiamo bisogno del vostro sostegno per poter continuare a offrire questo servizio di evangelizzazione a tutti, ovunque vivano e indipendentemente da quello che possono permettersi di pagare.

Sostenete Aleteia anche solo con un dollaro – ci vuole un minuto. Grazie!

Tags:
gmggmg di rio de janeiro
Preghiera del giorno
Oggi festeggiamo anche...





Top 10
Camille Dalmas
Il montaggio dietro alla discussa frase del p...
Gelsomino Del Guercio
Scomunicato Vlasic, ex padre spirituale dei v...
fedez don alberto ravagnani
Gelsomino Del Guercio
Fedez e don Alberto Ravagnani: confronto su s...
Aleteia
Preghiera a santa Rita da Cascia per una caus...
Padre Fortea exorcista
Francisco Vêneto
Il demonio e le chiese date alle fiamme: per ...
EVGENY AFINEEVSKY
Camille Dalmas
Come Afineevsky ha recuperato l‘estratto sull...
CARLO ACUTIS, CIAŁO
Gelsomino Del Guercio
Preghiera a Carlo Acutis con richiesta di una...
Vedi di più
Newsletter
Ricevi Aleteia tutti i giorni