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Il card. Rylko racconta "il segreto" della riuscita delle GMG

Radio Vaticana - pubblicato il 17/07/13

Ad oltre un quarto di secolo dalla storica GMG di Buenos Aires, parla il cardinale Stanislaw Rylko, presidente del Pontificio Consiglio per i Laici, l’organo vaticano che coordina tutte le GMG

“Voi siete la speranza del Papa, siete la speranza della Chiesa”: così il beato Giovanni Paolo II nel lontano 1987, nell’Avenida 9 de Julio a Buenos Aires, davanti a migliaia di giovani festanti in quella che è stata la prima Giornata Mondiale della Gioventù celebrata fuori Roma. Nasceva così un evento ecclesiale che si è poi ripetuto in varie parti del mondo e che ha visto milioni di giovani testimoniare la propria fede, stringendosi intorno ai Papi: prima al beato Wojtyla, poi a Benedetto XVI e la prossima settimana a Rio de Janeiro a Papa Francesco, il primo Papa latinoamericano che torna così nell’amato continente.

Ad oltre un quarto di secolo dalla storica Giornata di Buenos Aires,Roberto Piermariniha chiesto alcardinale Stanislaw Rylko, presidente del Pontificio Consiglio per i Laici, l’organo vaticano che coordina tutte le Gmg, qual è il segreto della riuscita delle Giornate Mondiali della Gioventù:

R. – È questa una domanda che ritorna di frequente. Molti si chiedono con stupore come, in questo tempo di secolarizzazione dilagante, la Chiesa riesca ad avere una forza attrattiva così potente nei confronti delle giovani generazioni e cosa spinga i giovani di tutto il mondo a rispondere così numerosi all’invito del Santo Padre. Ci si domanda, in sintesi, quale sia il segreto del grande successo di questi Raduni mondiali dei giovani attorno al Successore di Pietro. Il Beato Giovanni Paolo II ha detto una volta: “Quello che i giovani cercano nelle Gmg è Cristo stesso!”. In un mondo così confuso, in cui tante certezze crollano, molti giovani scoprono in Cristo un Amico di cui fidarsi, una Guida sicura, quella Roccia su cui possono costruire la propria esistenza. Scoprono poi nella Chiesa – spesso presentata dai media come un’istituzione fredda e lontana dall’uomo – una compagnia di amici che sostiene nel cammino della vita, una vera famiglia di dimensioni planetarie…

D. – Quali le novità per l’edizione di Rio della Giornata Mondiale della Gioventù?

R. – Ci sono delle importanti novità che vale la pena ricordare. Innanzitutto, dopo 26 anni la Gmg ritorna in America Latina. Inoltre, mentre Papa Benedetto XVI ha scelto Rio de Janeiro come luogo della celebrazione della Giornata e ha guidato l’iter di preparazione pastorale mediante il suo profondo Messaggio, sarà Papa Francesco – primo Papa Latino-americano – a presiedere l’evento. C’è da dire poi che, sebbene la struttura-base della Gmg sia sempre la stessa, ogni edizione di questo Raduno è diversa, perché cambia il contesto culturale e religioso del Paese e della Chiesa che lo ospita. E così a Rio, le bellezze naturali della città carioca, l’imponente statua del Cristo Redentore del Corcovado saranno, senza dubbio, fattori dominanti. Da non tralasciare poi la fede del popolo Latino-americano (e in particolare di quello del Brasile!) – una fede esuberante, piena di entusiasmo e di gioia… anche questo sarà un elemento che caratterizzerà questa Gmg.

D. – Quale impronta si vuole dare all’edizione della GMG di Rio con il tema “Andate e fate discepoli tutti i popoli…”?

R. – Nel quadro dell’Anno della fede e del Sinodo dei Vescovi sulla nuova evangelizzazione, il Papa Benedetto XVI ha voluto sollecitare i giovani ad essere veri protagonisti nella missione dell’annuncio del Vangelo nel mondo di oggi. Per Papa Ratzinger le Gmg non sono altro che una “nuova evangelizzazione in atto”, quei luoghi dove nasce un “modo nuovo di essere cristiani: ringiovanito e pieno di entusiasmo e di gioia della fede”. In questa linea si collocano anche le frequenti sollecitazioni di Papa Francesco: “I giovani devono dire al mondo: è buono seguire Gesù; …è buono uscire da se stessi alle periferie del mondo e dell’esistenza per portare Gesù…”. Quella di Rio, dunque, è una Gmg prettamente missionaria…

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