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Le proteste in Brasile? Un segno positivo del risveglio della gente

© TASSO MARCELO / AFP
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Per il missionario saveriano padre Alberto Panichellaè si tratta di un movimento pacifico, giovanile che ha alle spalle un lungo cammino

I brasiliani stanno mettendo in discussione questo modello di sviluppo, che ha lasciato indietro i poveri?L’attuale modello di sviluppo del Brasile ha fatto migliorare abbastanza le condizioni dei poveri (stipendi, occupazione, stato sociale…); l’attuale crisi si deve a errori recenti di un governo (Dilma) partito bene e che si è deteriorato con la trappola della coppa e delle olimpiadi, per quel che ne so io. Credo che il governo, in se progressista, negozierà con il popolo democraticamente per diminuire gli investimenti dannosi e aumentare  gli investimenti nel sociale, così carente e necessario a tanti milioni di brasiliani. Il modello di sviluppo in se non è sbagliato, secondo me”.

Il card. Odilo Pedro Scherer ha dichiarato che le proteste hanno un carattere positivo perchè c’è un risveglio della gente: quale è la posizione della Conferenza Episcopale Brasiliana (CNBB)? “La CNBB è d’accordo sul richiamare il governo ai suoi impegni programmatici verso le classi più povere; la chiesa, nella sua scelta dei poveri deve essere sempre critica nei confronti del potere, anche se questo proviene dalla classi popolari (cristiane ed in parte lottatrici)”.

Il Prefetto dell’ex Sant’Uffizio Müller ha detto: “Il movimento ecclesiale e teologico dell’America Latina, noto come ‘teologia della liberazione’, che dopo il Vaticano II ha trovato un’eco mondiale, è da annoverare, a mio giudizio, tra le correnti più significative della teologia cattolica del XX secolo”. Quale significato attribuire a questa affermazione? “L’affermazione del Prefetto della difesa della dottrina della fede è interessante, positiva. Però nasconde due ambiguità:  in primo luogo dire che la teologia della liberazione è tra le correnti più significative della teologia non vuol dire che essa sia positiva, arricchente, opportuna, necessaria, da inglobare nelle teologie anche ufficiali, vuol dire solo che si è notata, ha avuto peso. Per me la teologia della liberazione è fondamentale ed in grado di portare la Chiesa dei poveri alle origini evangeliche e liberatrici degli oppressi ed esclusi. In secondo luogo la cosa più grave è che l’affermazione circoscrive la teologia della liberazione al passato (XX° sec.), in quanto essa continua crescente e con molti teologi, libri e corsi, istituti in piena elaborazione teologica, apparentemente legittimati. La teologia della liberazione continua!”

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