Aleteia logoAleteia logo
Aleteia
giovedì 03 Dicembre |
San Francesco Saverio
home iconApprofondimenti
line break icon

Emanuela Orlandi: 30 anni fa la sua scomparsa

Simone Sereni - pubblicato il 17/06/13


Il 22 giugno una fiaccolata “immagina” il ritorno a casa che la giovane 15enne romana non ha mai fatto. Con una tappa a San Pietro

Uscì sbattendo la porta di casa quel pomeriggio del 22 giugno 1983 per andare alla sua lezione di musica vicino alla chiesa di S. Apollinare. Quella porta, Emanuela Orlandi, 15enne figlia di un dipendente della Santa Sede, non l’ha mai più aperta. “Quel giorno” ricorda il fratello Pietro, all’epoca 24enne “litigai con Emanuela perché voleva che la accompagnassi ma io avevo un impegno”. Sono passati 30 anni dalla sua sparizione e Pietro Orlandi ha organizzato una fiaccolata che seguirà il percorso che Emanuela avrebbe dovuto compiere per rientrare a casa. Forse non ci saranno tutti i 150 mila e più che hanno sottoscritto la sua petizione per chiedere “giustizia e verità”; comunque si fermeranno per una preghiera anche in piazza San Pietro. Pietro Orlandi si aspetta che papa Francesco si unisca alla preghiera e consegni “alla magistratura le bobine delle trattativa tra la Santa Sede e i rapitori” perché i familiari della scomparsa ritengono il Vaticano ancora “sotto ricatto” (Vatican Insider, 16 giugno).



La Santa Sede ha più volte ribadito di aver offerto la massima collaborazione agli inquirenti italiani nel corso degli anni. In una lunga e dettagliata nota, il 14 aprile 2012, il direttore della Sala Stampa vaticana, padre Federico Lombardi, confermò l’esistenza di “una linea telefonica particolare” in dotazione all’allora segretario di Stato, cardinal Casaroli, per la trattativa a cui fa riferimento la richiesta degli Orlandi. Ma Lombardi in quell’occasione affermò anche con decisione che “non risulta che sia stato nascosto nulla, né che vi siano in Vaticano ‘segreti’ da rivelare sul tema” e che “tutto il materiale pervenuto in Vaticano è stato consegnato, a suo tempo, al P.M. inquirente e alle Autorità di Polizia”. Infine, padre Lombardi ricordò l’inchiesta interna svolta dal “Tribunale Vaticano”, i cui “fascicoli esistono tuttora e continuano a essere a disposizione degli inquirenti” (Il Sismografo, 14 aprile 2012).

È pur vero che, a quella data, non era ancora esploso con tutte le sue implicazioni il cosiddetto caso “Vatileaks”; il rapporto della commissione d’inchiesta sugli scandali della Curia sarebbe arrivato sul tavolo del pontefice solo alcuni mesi dopo; e la rinuncia di papa Benedetto XVI era ancora solo un’ipotesi azzardata da pochissime voci isolate.



L’aspettativa di Pietro e di tutta la famiglia Orlandi in effetti è legata a un gesto straordinario di papa Francesco, per altro in una situazione del tutto inedita. Pochi giorni dopo la sua elezione, il 17 marzo scorso, al termine di una messa nella Chiesa di Sant’Anna situata all’interno del Vaticano “il pontefice s’intrattenne per qualche minuto” con la famiglia Orlandi che era presente alla celebrazione insieme a tante altre persone. È arrivato così quel “gesto di compassione e di dialogo” che – nonostante gli 8 interventi pubblici di Giovanni Paolo II nei giorni e nei mesi subito successivi alla scomparsa della giovane – dicevano di attendere da 30 anni. “Nell’occasione Pietro riferì di aver avuto buone sensazioni” e di ritenere che “Francesco avrebbe potuto aiutarlo ad accertare la verità”. Poi però, non è riuscito a ottenere un’udienza privata; e recentemente ha dato “una versione in base alla quale il papa avrebbe detto in riferimento ad Emanuela: «Lei sta in cielo»”. L’affermazione attribuita a papa Francesco non è stata smentita: sembra un invito a prendere atto della realtà delle cose, anche dell’impossibilità della Santa Sede di ottenere ed offrire ulteriori elementi di chiarezza (Linkiesta.it, 9 giugno).

Il caso di Emanuela Orlandi sembra un compendio di tutte le ombre che si allungano sulla tanto attesa riforma della Curia: scandali finanziari, rapporti inconfessabili con la malavita organizzata, abusi sessuali e lotte di potere. Trent’anni di inchieste e probabili depistaggi, mitomani e super-testimoni e anche una decina di libri, tra cui una graphic novel appena presentata. Una tipica vicenda italiana, prima che vaticana.

Tags:
curiaemanuela orlandipapa francescovaticanovatileaks
Sostieni Aleteia

Se state leggendo questo articolo, è grazie alla vostra generosità e a quella di molte altre persone come voi che rendono possibile il progetto evangelizzatore di Aleteia. Ecco qualche dato:

  • 20 milioni di utenti in tutto il mondo leggono Aleteia.org ogni mese.
  • Aleteia viene pubblicato quotidianamente in otto lingue: italiano, inglese, francese, spagnolo, portoghese, arabo, polacco e sloveno.
  • Ogni mese, i nostri lettori visionano più di 50 milioni di pagine.
  • Quasi 4 milioni di persone seguono le pagine di Aleteia sui social media.
  • Ogni mese pubblichiamo 2.450 articoli e circa 40 video.
  • Tutto questo lavoro è svolto da 60 persone che lavorano full-time e da altri circa 400 collaboratori (autori, giornalisti, traduttori, fotografi...).

Come potete immaginare, dietro questi numeri c'è un grande sforzo. Abbiamo bisogno del vostro sostegno per poter continuare a offrire questo servizio di evangelizzazione a tutti, ovunque vivano e indipendentemente da quello che possono permettersi di pagare.

Sostenete Aleteia anche solo con un dollaro – ci vuole un minuto. Grazie!

Preghiera del giorno
Oggi festeggiamo anche...





Top 10
POPE FRANCIS ON CHRISTMAS
Giovanni Marcotullio
Non esiste alcuna “Messa di Mezzanotte”... sì...
FATHER JOHN FIELDS
John Burger
Muore sacerdote che si era offerto volontario...
MESSA NATALE
Gelsomino Del Guercio
Messa di Natale in sicurezza, i vescovi itali...
Silvia Lucchetti
Remo Girone e la fede ritrovata dopo la malat...
Aleteia
Preghiera a santa Rita da Cascia per una caus...
PIAZZA SPAGNA
Gelsomino Del Guercio
Papa Francesco sceglie la prudenza, niente pi...
Vedi di più
Newsletter
Ricevi Aleteia tutti i giorni