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Investire nel rispetto dei diritti umani? Socialmente responsabile ed economicamente redditizio

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A Milano esperti a confronto sulla finanza etica, tra cui suor Ruth Rosenbaum, fondatrice di CREA un ente no profit USA che lavora con organizzazioni di investitori etici

Puntare alla valorizzazione dei diritti umani non è solo un dovere morale per tutte le imprese ma sta diventando sempre di più anche redditizio dal punto di vista economico. Insomma promuovere un mondo più giusto oltre ad essere possibile fa bene al cuore e al portafoglio, anche in tempo di crisi.

E' quanto è emerso in estrema sintesi dal convegno organizzato il 13 giugno a Milano da Etica SGR –  una società di gestione del risparmio, giunta a festeggiare le dieci primavere, che promuove esclusivamente fondi comuni di investimento socialmente responsabili – in collaborazione con la Banca Popolare di Milano proprio sul tema “Investire nel rispetto dei Diritti Umani”. L'incontro è stata  anche un'occasione per ascoltare l’intervento delle ONG Amnesty International Italia e Human Rights Watch e la preziosa testimonianza di suor Ruth Rosenbaum – Fondatrice ed Executive Director di CREA (Center for Reflection, Education and Action) di Hartford, in Connecticut.

CREA è un’organizzazione di educazione e ricerca socio-economica che analizza i sistemi sociali ed economici in relazione alle conseguenze e agli effetti degli stessi sulle comunità e sui Paesi più poveri del mondo. A questo proposito ha dato vita a studi di ricerca ad Haiti, in Messico, negli Stati Uniti, in El Salvador e in Kenya e ad iniziative come il “Project Kaleidoscope”, nato per migliorare il livello di rispetto dei diritti umani e delle condizioni lavorative in Cina.

Nel suo intervento suor Rosenbaum – creatrice anche del Purchasing Power Index (PPI), un indicatore di misurazione del potere contrattuale dei salari, utilizzato per individuare livelli salariali compatibili con una vita dignitosa – ha elencato una serie di diritti associati per esempio alla vita di tutti i giorni, alla capacità di mantenimento 
di se stessi e della propria famiglia, al cibo, al vestirsi, all’istruzione e all’accesso ai sistemi sociali, a una casa, o a un’occupazione.

Le violazioni in questa sfera di diritti – ha osservato – può riflettersi nei tassi di mortalità infantile, nell’aumento dei focolai di malattie, nella diminuzione dell’aspettativa di vita, etc. Inoltre, puntando  sulla valorizzazione dei salari e sul relativo potere d’acquisto si offre alle persone, alle famiglie e alle comunità la possibilità di avere il controllo della propria vita, di concepire progetti per il futuro. Senza il rispetto di questi diritti, una persona si tramuta nella mera estensione di una macchina e il suo valore si riduce alla sua produttività. Ecco allora che un investimento socialmente responsabile porta a chiedersi: chi ne beneficia? Chi viene sostenuto? Cosa viene sostenuto? E chi decide?

Federica Loconsolo, responsabile commerciale di Etica SGR, ha affermato che la sua azienda ha come finalità propria quella di “promuovere gli investimenti finanziari delle famiglie e delle istituzioni verso le imprese e gli Stati più attenti alle conseguenze sociali e ambientali delle loro azioni”.

Ma cosa si intende per investimento etico? A questo proposito, la Loconsolo ha spiegato che la filosofia di investimento che anima l'Etica SGR è quella di “adottare nei processi di selezione dei titoli e di gestione dei portafogli valutazioni di carattere sociale, etico ed ambientale in presenza di una precisa e responsabile politica di esercizio dei diritti connessi alla proprietà dei titoli”; la massima preoccupazione è quella di “tutelare l’investitore da scelte rischiose dal punto di vista: sociale, ambientale, finanziario, economico
e reputazionale”.

E in un tempo di profonda sfiducia degli italiani nelle banche ancora più che nei partiti politici, i feedback sembrano essere positivi, tanto che sono stati assegnati importanti premi e riconoscimenti ai fondi di Etica SGR, come il Lipper Fund Awards e l'Alto Rendimento del Sole 24 Ore.

Etica SGR, ha continuato la Loconsolo, prevede inoltre la devoluzione volontaria dello 0,1% (1 x mille) della somma sottoscritta ad un fondo di garanzia a progetti di microcredito in Italia per la concessione di piccoli prestiti da parte di Banca Etica a: persone che si trovano in situazioni di bisogno; persone che vogliono avviare attività imprenditoriali; e cooperative sociali che hanno bisogno di ricapitalizzarsi

Il fondo di garanzia – stando ai dati aggiornati al marzo 2012 – ammonta a quasi 1 milione di Euro ed ha erogato finanziamenti per un valore complessivo di 1,4 milioni di Euro. Ad oggi il totale dei finanziamenti è pari a 211, così suddivisi:  44% per capitalizzazione di cooperative; 28% per microcredito socio assistenziale;  28% per microcredito imprenditoriale.

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