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Il matrimonio gay: la resistenza dei francesi, spiegata ai miei colleghi stranieri

© Valentyn VOLKOV / SHUTTERSTOCK.com
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Lettera aperta su “Manif pour tous” e “Mouvement des Veilleurs” in vista del grande raduno a Parigi del 26 maggio

Cari Inma, Alexandre, Mirko, Harold e Tony*

Sono mesi ormai che vi occupate di seguire gli eventi legati alla legge che ha preso il nome di “Mariage pour tous”, una legge purtroppo promulgata dal Presidente della Repubblica.

Siete messi a dura prova dalla portata di questi eventi, che stanno scandendo il dibattito a livello nazionale e regionale. Questo dibattito – che arriverà a conclusione domenica prossima, 26 maggio, con una nuova “Manif pour tous” nazionale a Parigi – continua ogni giorno, in luoghi diversi della Francia, con le “Manif pour tous” e con il “Mouvement des Veilleurs”.   

Nonostante i tentativi assai vani del Ministero degli Interni francese, di minimizzare questo tipo di manifestazioni, tramite la pubblicazione di cifre di partecipazione nettamente inferiori a ciò che si evince dalle foto e dai video, si tratta in realtà delle più grandi proteste in piazza da quando, nel 1984, si svolsero le manifestazioni in difesa della scuola libera.

A quell’epoca, l’allora presidente francese (Mitterand) ritenne che una protesta di quell’entità avrebbe reso impossibile adottare una legislazione che avrebbe ucciso la scuola libera. L’attuale presidente (Hollande), nonostante batta tutti i record di impopolarità detenuti da un Capo di Stato della Quinta Repubblica, non ha dimostrato di avere la stessa saggezza; al contrario, si è impegnato, immediatamente dopo la convalida del Consiglio Costituzionale, ad approvare la legge che avrebbe concesso la libertà di matrimonio alle persone dello stesso sesso.

Quindi potremmo chiederci, visto che il dado è ormai tratto e che il matrimonio omosessuale, ingannevolmente definito “matrimonio per tutti”, è stato adottato senza ricorso alcuno, a cosa serve ancora combattere? Che seguito potrà avere tutto questo movimento di protesta, la cui maggior parte dei partecipanti e dei loro portavoce vuole restare nell’ambito della legalità e della non-violenza?  A dire il vero, nessuno può predire cosa avverrà in futuro! Ciò che possiamo affermare con assoluta certezza è, però, che in Francia stiamo assistendo a un’insurrezione di coscienze senza precedenti.

Si tratta di un rifiuto di massa, profondo, motivato, non negoziabile, di una legge ingiusta e totalitaria, visto che si pretende di abolire la differenza sessuale all’interno del matrimonio, cosa che implica che un bambino possa avere come “genitori” due uomini o due donne e che, se adottato, sarà privato del diritto di avere un riferimento paterno e un riferimento materno. Nessuna legge ha il potere di negare la differenza dei sessi, l’alterità uomo/donna e la complementarità padre/madre. Nessuna legge può privare un bambino di avere un padre e una madre.

E’ anche un No categorico per quanto riguarda la PMA (procreazione medicalmente assistita) e la maternità surrogata, che inevitabilmente seguiranno l’adozione di questa legge in nome dell’uguaglianza, aprendo la strada a ogni sorta di manipolazione del mercato del corpo umano. E ancora si tratta del rifiuto dell’ideologia alla base del “gender” (già parte di un programma per le scuole), che vuole imporre la concezione secondo cui le identità sessuali femminili e maschili sono delle costruzioni sociali, necessariamente basate sull’età, e non invece un fatto naturale e immutabile, che appartiene ai fondamenti del diritto naturale.

Ed è, infine, il rifiuto di una legge che è ben lontana dal rappresentare un miglioramento per le persone omosessuali, che sarà invece portatrice di omofobia, poiché le farà passare per le responsabili del “diritto al figlio”, che creerà degli orfani di padre o di madre.

In breve, come afferma la stessa Madame Taubira, Ministro della Giustizia il cui nome – che per sempre ne resterà macchiato – è collegato a questa nuova legge, si tratta del “cambiamento di civiltà” che lei vorrebbe imporre e che molti francesi, di tutte le età, credenze e condizioni, rifiutano categoricamente. Nessuna maggioranza parlamentare può arrogarsi il diritto di cambiare la civiltà!

Ahimè, questo rifiuto argomentato, lungamente e pacificamente manifestato, ha incontrato il muro del disprezzo e dell’arroganza di un governo e di una maggioranza parlamentare, sicuri di incarnare “il progresso” e di essere nel “senso della Storia”.  Da tempo siamo a conoscenza di questo tipo di atteggiamento, qui in Francia, da parte di un potere che sogna di essere il degno erede dei “grandi padri” della Rivoluzione francese. Sappiamo a che tipo di tirannia questo può condurci; ma abbiamo anche imparato a combatterla.

Per oltre due secoli la società francese ha prodotto degli “anticorpi” per resistere ai virus mortali che alcune ideologie cercano di inocularle, non appena salgono al potere. In tempi passati sono stati i “giacobini”, una piccola minoranza di cittadini, pur essendo i più estremisti e i meno scrupolosi. Oggi è la lobby gay, ultra-minoritaria e lontana dal rappresentare la totalità delle persone omosessuali, ma nonostante ciò molto presente nelle istanze di potere politico e mediatico.

Questi “anticorpi” benefici, che restaurano la società francese, provengono innanzitutto dalle famiglie, cellule di base della società, e sono diffuse da “organismi intermedi” come ad esempio la “Union Nationale des Associations Familiales (Unione Nazionale delle Associazioni Familiari)”, l’Accademia di medicina e anche l’Accademia delle Scienze morali e politiche, che hanno espresso, ognuna per quanto riguarda il proprio ambito di competenza, la loro opposizione alla legge Taubira.
Anche le religioni svolgono un ruolo fondamentale in questa riflessione critica, soprattutto la Chiesa Cattolica, “esperta in umanità”, che illumina le coscienze, lasciando ai cristiani la scelta delle azioni politiche, purché queste non contravvengano ai principi dell’agire cristiano.

La novità per la Chiesa in Francia è che molti vescovi hanno avuto il coraggio manifestare le proprie opinioni in pubblico (alcuni di loro hanno anche preso parte alle manifestazioni), ottenendo, tra i giovani cattolici della “generazione Giovanni Paolo II, Benedetto XVI e Papa Francesco”, un ascolto e un’eco senza precedenti. L’efficacia dei messaggi di tutti questi cristiani, trasmessi dalle reti sociali (altro nuovo fenomeno) è uno dei dati che più hanno sorpreso il governo…

Il giudizio di questi esperti – teologi, filosofi, giuristi, psicologi, sociologi – sostiene e rafforza l’impressione di una parte in crescita della popolazione francese, per la quale la successione delle generazioni può essere fondata solo sul riconoscimento della natura umana. Quest’ultima non può essere inventata o reinventata, come se l’uomo fosse “la misura di ogni cosa”, ma va ricevuta come un dono da proteggere, da far fruttare. La cultura deve rispettare la natura, che è come un fiore.

Si tratta quindi, al di là della lotta contro il matrimonio gay, di una vera e propria presa di coscienza dell’importanza fondamentale dell’ecologia umana all’interno della nostra società.

Questo nuovo attacco, subdolo e ingannevole, contro la natura umana, perpetrato da parte delle autorità, avrà creato un vero e proprio sconvolgimento nell’opinione pubblica. Tutto accade come se stessimo scoprendo l’importanza dell’alterità sessuale, del matrimonio, della procreazione e della famiglia, culla dell’amore e della vita, dell’educazione e della solidarietà, e fonte di tutte le ricchezze umane ed economiche della società.

Gli oppositori della legge Taubira restano fiduciosi che la mobilizzazione di domenica 26 maggio sarà di tale portata, da far sì che questa legge, votata e approvata, sarà finalmente ritirata o non applicata…

Ma, anche se questa speranza sarà delusa, il movimento in marcia non si fermerà: la protesta contro questa legge immorale, la difesa dei bambini, il sostegno dei sindaci che sarebbero stati condannati come obiettori di coscienza, la protesta contro l’indottrinamento degli studenti alla teoria del “gender”, continuerà e continuerà a organizzarsi in tutta la Francia, man mano che saranno promosse altre leggi “libertarie” (e quindi “liberticide”), sulla famiglia, sulla bioetica…

C’è la probabilità che questo movimento d’opposizione costruttiva raggiungerà livelli internazionali, il flagello che sopportano ora i francesi dilaga già in altri paesi del mondo, in Europa e altrove.

A voi, cari colleghi, lascio il compito di trasmettere, nella vostra lingua, il nostro messaggio: per difendere e promuovere la civiltà e l’ecologia umana, uomini e donne di ogni paese, uniamoci!

Un abbraccio fraterno,

Philippe

1) Rispettivamente editori per la lingua spagnola, portoghese, italiana, inglese e araba.

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