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Quello del papa non è stato un esorcismo ma una preghiera per un malato

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Padre Lombardi: il pontefice “ha semplicemente inteso pregare per una persona sofferente che gli era stata presentata”.

Siamo nell'era della razionalità tecnica, apparentemente il “diavolo” non è che un residuo di un passato oscurantista, al massimo una metafora. Ed è questo che credono anche molti cristiani. Ma non il papa. Non di certo papa Francesco che di continua lo sfida apertamente nelle sue omelie, sin dalla sua elezione “o si prega Dio, o si prega il diavolo”. Nella lotta quotidiana per la Salvezza non ci sono “terze vie”.

Ecco perché domenica, quando di fronte alle telecamere ha imposto le mani su un sofferente, in molti hanno voluto dire “esorcismo!”, altra parola forte per la nostra epoca. Non c'è nulla di male, anzi l'esorcismo è una preghiera importantissima di liberazione dalle possessioni demoniache. Gesù conferisce questo potere ai suoi apostoli, anzi è la conferma che di essere un servo di Dio la possibilità di chiedere questa Grazia. Tuttavia, al di là del fatto che il papa non ha praticato un esorcismo, è apparso a tutti come plausibile proprio perché, forte del suo cattolicesimo carismatico tipico del Sud America, non ha paura di misurarsi direttamente col Nemico (Blog Stanze Vaticane, 21 maggio)

Si diceva dell'equivoco in cui molti sono incorsi anche a causa di un video promo mandato nelle ore successive proprio da Tv2000, l'emittente televisiva dei vescovi italiani, che col suo programma “Vade Retro” ha voluto immediatamente prepararsi a spiegare il gesto del vescovo di Roma. In serata, tuttavia, il portavoce vaticano, padre Federico Lombardi, ha poi chiarito che l’intenzione del papa era quella di pregare per una persona sofferente e non di esorcizzarla (La Stampa, 21 maggio).

L'esorcismo è uno dei cosiddetti “sacramentali” e nello specifico esso accade : “Quando la Chiesa domanda pubblicamente e con autorità, in nome di Gesù Cristo, che una persona o un oggetto sia protetto contro l'influenza del maligno e sottratto al suo dominio, si parla di esorcismo. Gesù l'ha praticato; è da lui che la Chiesa deriva il potere e il compito di esorcizzare. In una forma semplice, l'esorcismo è praticato durante la celebrazione del Battesimo. L'esorcismo solenne, chiamato « grande esorcismo », può essere praticato solo da un presbitero e con il permesso del Vescovo. In ciò bisogna procedere con prudenza, osservando rigorosamente le norme stabilite dalla Chiesa. L'esorcismo mira a scacciare i demoni o a liberare dall'influenza demoniaca, e ciò mediante l'autorità spirituale che Gesù ha affidato alla sua Chiesa” (Catechismo della Chiesa Cattolica n. 1673).

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