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Che fine hanno fatto i Templari?

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Un libro di Mario Dal Bello approfondisce gli ultimi giorni dell’Ordine grazie anche ad alcuni documenti custoditi nell’Archivio segreto vaticano

Quello dei Templari è uno degli Ordini che hanno suscitato più interesse nel corso della storia e che continuano ad affascinare ancora oggi, come si vede dalla quantità di libri e film sul tema. Un testo di Mario Dal Bello, “Gli ultimi giorni dei Templari”, analizza le ultime fasi di vita dell’Ordine anche alla luce di documenti custoditi nell’Archivio segreto vaticano.

L’Ordine dei cavalieri del Tempio nacque nel 1129 a Troyes (Francia) durante un concilio convocato da Bernardo di Chiaravalle, l’abate cistercense maestro spirituale dell’Europa cristiana, che desiderava far conoscere un gruppo di devoti provenienti dalla Terra Santa, inviati dal re Baldovino II di Gerusalemme e che si facevano chiamare “i poveri combattenti di battaglia di Cristo e del Tempio di Salomone”. Dopo aver combattuto per la conquista della Città Santa, vivevano poveri e casti come dei monaci, ma senza essere sacerdoti, presso i resti del Tempio di Salomone. Uno di loro era stato mandato in Europa per chiedere la benedizione del papa sulla nuova confraternita, ma anche uomini e beni, visto che in Terra Santa si era sempre in guerra e in pericolo. Era una novità, perché fino ad allora si conoscevano solo monaci che vivevano nelle abbazie, mentre questi cavalieri volevano vivere come loro e in più restare guerrieri, apparentemente “un controsenso”.

Il libro vuole raccontare l’ultima parte della loro storia, cercando di far giustizia delle leggende nate dalla drammatica scomparsa dell’Ordine. Quelle leggende a cui si mescolò per lungo tempo la maledizione dei Templari, che colpirà anche l’ultimo dei successori di re Filippo il Bello. Il boia, prima di giustiziare Luigi XVI, gli dirà infatti: «Questa è la vendetta del Gran Maestro».

Alla fine del XIII secolo l’Ordine si era ormai diffuso dalla Terra Santa in tutta l’Europa, diventando simbolo di una fede cristallina, spinta fino all’eroismo. I cavalieri avevano castelli e grandi fattorie ovunque, e possedevano anche molto denaro, essendo diventati anche banchieri. Il cuore era comunque in Terra Santa, dove erano tra gli ultimi difensori dei regni cristiani nati dopo la prima crociata.

I monaci-guerrieri persero però Gerusalemme, sottratta loro da Saladino, che li aveva ammirati per la resistenza all’assalto ma aveva poi massacrato loro e i cavalieri dell’Ospedale di San Giovanni, un altro Ordine cavalleresco nato a Gerusalemme. Rifugiatisi a San Giovanni d’Acri, erano stati raggiunti anche lì dai musulmani. I cavalieri del Tempio e gli Ospedalieri opposero una fiera resistenza, ma alla fine dovettero soccombere e fu una strage. I cavalieri superstiti si rifugiarono a Cipro insieme agli Ospedalieri.

Viste le loro ricchezze, chiesero denaro ai Templari sia papa Bonifacio VIII, poiché le casse della Chiesa erano allora vuote, che il re di Francia Filippo il Bello. Questi, tuttavia, desideroso di azzerare i propri debiti e impossessarsi del patrimonio dei Templari lanciò contro di loro delle accuse infamanti, ordinandone nel 1307 l’arresto e la confisca dei beni. I monaci-guerrieri ammisero sotto tortura l’eresia, per cui papa Clemente V ordinò a sua volta con la bolla Pastoralis præminentiæ l‘arresto dei templari in tutta la cristianità, definendo l’anno successivo con la bolla Faciens misericordam le accuse portate contro di loro. L’Ordine fu ufficialmente soppresso con la bolla Vox in excelso del 3 aprile 1312. Filippo il Bello distrusse il sistema bancario dei templari, e anche se una bolla papale aveva trasferito tutti gli averi dei Templari agli Ospitalieri riuscì a trattenere parte del tesoro. Quanto ai sopravvissuti, alcuni entrarono in altri Ordini, come quello di Cristo fondato dal re portoghese Dinis nel 1319 inserendovi i beni del Tempio, mai perseguitato in Portogallo; in Germania, alcuni si unirono ai cavalieri Teutonici.

Cosa rimane oggi dei Templari? Molto, come documenti, costruzioni, dipinti e sculture sia in Oriente che in Occidente. A Gerusalemme, nella moschea al-Aqsa, sono ancora visibili la corte e gli edifici annessi che furono la casa capitale dell’Ordine dal 1120 al 1187, situata sull’area del palazzo di Salomone. L’Italia stessa ha monumenti che risalgono al Tempio in quasi tutte le regioni.

All’epoca il loro ingiusto processo ebbe risonanza europea. Dante, ad esempio, condannò più volte sia il papa (“un pastor senza legge”) che il re. Se è vero che il papa sciolse i Templari, è anche vero però che non lo fece con un provvedimento definitivo. “E non li ha mai condannati come eretici, a differenza di quanto si pensa. Il Tempio è rimasto cristiano”, spiega Dal Bello. “In teoria – quindi – potrebbero ritornare in vita”.

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