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Riconoscimento alle “Pietre d’inciampo” nel cammino dell’Olocausto nazista

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La Fondazione Wallenberg, di cui fa parte il papa, premia questa iniziativa in memoria dei deportati

La Fondazione Internazionale Raoul Wallenberg, che ha tra i suoi primi membri storici l’arcivescovo Jorge Bergoglio, oggi papa Francesco, presenterà una speciale medaglia di riconoscimento ai promotori di “Pietre d’Inciampo”, una iniziativa lanciata in Italia.
 Ideata dall’artista tedesco Gunter Demnig, consiste nel collocare pietre commemorative accanto alle case di ebrei deportati nei campi di concentramento nazisti. Ogni pietra reca inciso il nome della persona deportata.

La decisione della Fondazione Wallenberg si basa sulla sua missione di rendere omaggio a imprese che stimolino l’esercizio della memoria storica e a fatti che siano utili come esempi per le generazioni future.

“Si tratta di un riconoscimento per una duplice via: da un lato ricordiamo quanti hanno aiutato membri di minoranze perseguitate, dall’altro diamo un riconoscimento a quelle persone che propongono iniziative affinché i gesti solidali non cadano nel dimenticatoio”, hanno segnalato Baruj Tenembaum ed Eduardo Eurnekian, rispettivamente fondatore e presidente della Fondazione Wallenberg.


Il riconoscimento alle “Pietre d’inciampo” sarà annunciato formalmente a papa Francesco, che per oltre quindici anni ha conservato uno degli spazi della memoria più singolari nello scenario delle relazioni ebraico-cristiane: il Murale Commemorativo delle Vittime dell’Olocausto inserito nella cattedrale metropolitana di Buenos Aires.


Inaugurato nel 1997 dall’allora primate d’Argentina, il cardinale Antonio Quarracino, insieme al Premio Nobel per la Pace Lech Wałęsa, il Murale è un pezzo di fine oreficeria in argento alto 1,80 metri.

Tra due vetri sono esposti fogli di libri di preghiera trovati tra le rovine dei campi di concentramento di Treblinka e Auschwitz e nel ghetto di Varsavia. L’opera ricorda anche le vittime degli attentati all’ambasciata di Israele a Buenos Aires (1992) e all’Associazione Mutualità Israelita Argentina (AMIA, 1994).


Nell’aprile 1998, nel primo anniversario dell’installazione del Murale, il cardinale Jorge Bergoglio, oggi papa Francesco, ha reso omaggio ai milioni di vittime del nazismo (qui è possibile vedere il video della cerimonia).

“Pietre d’inciampo” si ispira al progetto originale dell’artista Gunter Demnig. Il nome dell’opera in tedesco è Stolperstein (pietra sul cammino, ostacolo). Il proposito di queste opere è commemorare il destino di quanti furono deportati e assassinati dai nazionalsocialisti. Si tratta di cubi di cemento di 10 x 10 x 10 centimetri che nella parte superiore hanno incastonata una placca di metallo con sopra incisi i dati fondamentali della persona che viene ricordata.

I cubi sono inglobati nel pavimento e leggermente affioranti per richiamare l’attenzione. L’idea è che, percependo il dislivello, chi cammina sia portato a fermarsi per leggere la placca. Allo stesso tempo, il passante costretto a inchinarsi rende omaggio alla persona che viene ricordata. Alla fine del 2008 c’erano già circa 17.000 pietre commemorative in circa 400 città tedesche.

In Italia le pietre sono collocate in città come Roma, L’Aquila, Genova, Brescia e Merano.


Il presidente della Fondazione Raoul Wallenberg, Eduardo Eurnekian, ha riferito ad Aleteia che “a breve verrà pubblicato un comunicato ufficiale della Fondazione per informare sull’identità del premiato e fornire dettagli sulla cerimonia di conferimento”.

Eurnekian e Tenembaum hanno aggiunto che “l’annuncio di papa Francesco avverrà nella sua qualità non solo di capo della Chiesa cattolica, ma anche di membro fondatore onorario della Fondazione Wallenberg”.

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