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Baruj Tenembaum: papa Francesco prosegue l’opera di Giovanni XXIII


©ALESSIA GIULIANI/CPP
Juan XXIII y Francisco, dos papas y un mismo estilo
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Il leader ebraico e fondatore della Fondazione Raoul Wallenberg

 ha proposto Roncalli come come “giusto tra le Nazioni”




Per Baruj Tenembaum, in passato candidato al Premio Nobel per la Pace, creatore della Fondazione Raoul Wallenberg, papa Francesco sta portando una nuova primavera nella Chiesa cattolica, come quella introdotta da Giovanni XXIII.


Tenembaum conosce molto bene Jorge Bergoglio da prima che questi venisse nominato arcivescovo di Buenos Aires, perché i due erano uniti da una profonda amicizia con il predecessore di monsignor Bergoglio alla guida della diocesi, il cardinale Antonio Quarracino.


Di origine ebraica, Tenembaum ritiene innanzitutto che questo papa in pochissimo tempo stia già offrendo un importante contributo al dialogo interreligioso. “Jorge Bergoglio ha sempre avuto un'inclinazione verso il dialogo interreligioso e un grande rispetto dei valori storici del popolo ebraico”, ha affermato.

“Mi sembra che la Chiesa cattolica abbia ora la grande fortuna di avere un papa autenticamente umile, che oltre che con le parole insegna con i gesti e con il suo modo di vivere, con la sua storia e forse con qualche sofferenza personale”.

Tenembaum ha proposto che papa Giovanni XXIII, Angelo Roncalli, venisse riconosciuto come “giusto tra le Nazioni” da parte dello Yad Vashem, l'istituzione creata in Israele per onorare le vittime e gli eroi dell'Olocausto. Roncalli contribuì come nunzio apostolico a salvare la vita di molti ebrei durante la II Guerra Mondiale.

Per il fondatore della Fondazione Wallenberg Bergoglio e Roncalli sono molto simili. “Entrambi vengono da famiglie umili, entrambi sono caratterizzati da idee di pace e, perché non dirlo, hanno il coraggio di saper perdonare, di non pensare tanto al passato ma di progettare il futuro”.

“Roncalli ha imposto nel mondo qualcosa di straordinario quando ha convocato il Concilio Vaticano II. Ricordate ciò che ha fatto nella formula di una preghiera del Venerdì Santo per eliminare le aggressioni. È passato dal latino alla lingua compresa da tutti”.


“Bergoglio farà sicuramente lo stesso – ha aggiunto –. È un uomo che parla con semplicità. Per lui ciò che conta è che la gente lo capisca, quando si esprime non vuole dimostrare magniloquenza. È molto semplice, molto accessibile, e da questo punto di vista mi sembra che assomigli molto a Giovanni XXIII”.

“Abbiamo visto in lui gesti che annunciano una primavera nella Chiesa cattolica. Lo dico come ebreo e come essere umano. Possiamo essere felici e festeggiare il primo papa latinoamericano”, ha concluso Tenembaum.

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