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Tra ebrei e cristiani uno “specialissimo vincolo”

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Le impressioni sull’incontro in Vaticano del rabbino Di Segni

“Spero vivamente di poter contribuire al progresso che le relazioni tra ebrei e cattolici hanno conosciuto a partire dal Concilio Vaticano II, in uno spirito di rinnovata collaborazione al servizio di un mondo che possa essere sempre più in armonia con la volontà del Creatore”: questo è il testo del messaggio che il giorno stesso della sua elezione a vescovo di Roma, il Papa ha inviato al rabbino capo di Roma, Riccardo Di Segni.

“Esprimo i migliori auguri a Jorge Mario Bergoglio eletto Papa Francesco I – ha affermato Di Segni nel messaggio di risposta -. Che possa guidare con forza e saggezza la Chiesa cattolica per i prossimi anni. I rapporti della Chiesa con la Comunità Ebraica di Roma e il dialogo con l’ebraismo hanno compiuto dei passi importanti. La speranza è che si possa proseguire il cammino nel segno della continuità e delle buone relazioni”.

Mercoledì mattina lo stesso Di Segni ha partecipato insieme al Presidente della Comunità ebraica di Roma, Riccardo Pacifici, e al presidente dell’Unione delle comunità ebraiche italiane, Renzo Gattegna all’udienza che Francesco ha tenuto nella Sala Clementina con i delegati fraterni delle comunità cristiane e i rappresentanti delle altre comunità religiose.

Aleteia ha chiesto al rabbino Di Segni le sue personali impressioni dell’incontro:

Com’è papa Francesco visto da vicino?

Di Segni: Ho avuto l’impressione di una persona molto cordiale, sensibile e attenta. La dichiarazione di intenti manifestata nell’incontro in Vaticano con i rappresentanti della comunità ebraica e delle altre confessioni è completamente condivisibile.

Francesco ha sottolineato che, al di là degli interventi nel sociale, è compito delle religioni “tenere viva la sete di assoluto”…

Di Segni: Certo ciascuna religione ha la sua strada per perseguire questa necessità, ma tenere viva la sete di assoluto nel mondo di oggi è proprio l’essenza delle religioni.

Il papa ha ribadito lo specialissimo vincolo spirituale tra ebrei e cristiani e i frutti del dialogo maturati nella stagione post-conciliare…

Di Segni: E’ così: il cristianesimo prende origine dall’ebraismo e questo crea un vincolo particolare. Ed è vero che c’è stato un trend positivo nel dialogo malgrado le difficoltà. E’ un compito da continuare attraverso i canali già avviati, con alcuni problemi da risolvere e l’auspicio di ottenere maggiori risultati.

Cosa ha detto al pontefice nel saluto personale?

Di Segni: Si è trattato di un saluto rapidissimo, il tempo di esprimere riconoscenza per l’attenzione verso la nostra comunità e auguri. Speriamo di tradurre in concreto questa buona disponibilità.

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