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Il mondo a piazza S. Pietro per la Messa di papa Francesco

© Filippo MONTEFORTE / AFP
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Delegazioni da 132 Paesi per questo nuovo inizio di pontificato

Al termine della celebrazione in piazza S. Pietro per l'inizio del ministero petrino, papa Francesco tornerà in basilica e, svestitosi dei paramenti nella sagrestia accanto alla Pietà di Michelangelo, riceverà i capi delle 132 delegazioni straniere che sono venute a Roma per rappresentare i propri Paesi all'evento.

Nessun Stato o governo, come ha precisato il portavoce della Santa Sede, padre Federico Lombardi, è stato invitato ufficialmente. In questi casi la Santa Sede si limita ad avvisare in merito all'evento: ogni Paese decide quindi se intervenire e con quale delegazione. “Tutti sono benvenuti – ha chiarito Lombardi – nessuno rifiutato”.

La prima ad essere salutata sarà la presidente dell'Argentina, Cristina Fernandez de Kirchner, che è stata già ricevuta lunedì in forma privata dal papa e che è arrivata a Roma con una delegazione di 19 rappresentanti delle più alte cariche dello Stato.
Anche la delegazione italiana è “consistente” sia per numero che per “peso” istituzionale: oltre al presidente Giorgio Napolitano con la signora Clio, vi sono 16 rappresentanti delle istituzioni tra i quali il presidente del Consiglio dei ministri, Mario Monti, e i nuovi presidenti di Camera e Senato, Laura Boldrini e Pietro Grasso.

Sei i sovrani regnanti tra i quali Alberto del Belgio e Alberto di Monaco con le consorti e tre principi ereditari: Sheik Abdullah bin Haman Isa Alkhalifa del Bahrein, Filippo di Spagna e Willem dei Paesi Bassi, sempre accompagnati dalle consorti.

Trentadue i capi di Stato di altrettante nazioni del mondo, tra cui prevalgono i sudamericani giunti in “massa” per felicitarsi con il primo pontefice sudamericano nella storia: Brasile, Cile, Costa Rica, Ecuador, Honduras, Messico, Panama e Paraguay.

Dodici i capi di governo tra cui il cancelliere tedesco Angela Merkel e il primo ministro francese Jean-Marc Ayrault. In questo gruppo sono compresi anche il vice presidente degli Stati Uniti, Biden, e quello di Cuba, Diaz-Canel Bermudez.

L’Unione europea è rappresentata ai massimi livelli con il presidente del Parlamento Schulz, quello del Consiglio van Rompuy e della Commissione Barroso.

Per la Federazione russa è presente il presidente del Parlamento, Sergey Evgenyevich Naryshkin mentre non c'è una delegazione della Repubblica popolare cinese. Tuttavia l'ambasciatore cinese a Roma, Ding Wei, in una conferenza stampa ha affermato che “l'auspicio della Cina è che le virtù personali di papa Francesco, nella sua gestione, diventino virtù della Chiesa” e Pechino intende “migliorare i rapporti bilaterali con la Santa Sede sulla base del rispetto reciproco”. Ricordando che la Cina non ha rapporti diplomatici con la Santa Sede, l'ambasciatore ha sottolineato che il Vaticano “non deve interferire nelle questioni interne cinesi e che, su questo, Pechino non può cedere” ma il governo cinese ha espresso le sue congratulazioni per l'elezione e ha apprezzato il modo “molto fluido” con cui è stato scelto papa Francesco.

A piazza S. Pietro sono presenti anche le delegazioni ufficiali di diversi organismi internazionali come l'Onu, la Lega araba, la Fao – rappresentata dal direttore Josè Graziano da Silva, l'Unesco con il sotto segretario per la cultura Francesco Bandarin e l'Alto Commissariato per i rifugiati.

Mercoledì alle 11, nella sala Clementina, Francesco saluterà invece le 33 delegazioni di Chiese cristiane non cattoliche intervenute all'inaugurazione del pontificato insieme ai numerosi rappresentati del mondo ebraico, islamico, buddista, induista, giainista e dei sikh.

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