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Chiesa

Il papa gesuita che ama la gente, il tango e il cinema

Aleteia - pubblicato il 13/03/13

Timido, schivo, di poche parole ha scelto il nome di Francesco

Figlio di emigranti piemontesi, quattro fratelli, papa Francesco I, al secolo Jorge Mario Bergoglio, è nato a Buenos Aires il 17 dicembre del 1936. Il padre Mario era un funzionario delle ferrovie, la madre, Regina Sivori, una casalinga con sangue piemontese e genovese. E' il primo papa gesuita ed è il primo ad aver scelto come nome da pontefice Francesco, il nome del frate di Assisi, patrono d'Italia, ma anche di due gesuiti famosi: san Francesco Saverio (1506-1552), uno dei fondatori insieme a Sant'Ignazio di Loyola della Compagnia di Gesù, e san Francisco de Borja (1510-1572), figlio di un duca educato nella corte dell'imperatore Carlo V.

LA FORMAZIONE. Ha studiato e si è diplomato come tecnico chimico, ma poi ha scelto il sacerdozio ed è entrato nel seminario di Villa Devoto. L'11 marzo 1958 è passato al noviziato della Compagnia di Gesù, ha compiuto studi umanistici in Cile e nel 1963, di ritorno a Buenos Aires, ha conseguito la laurea in filosofia presso la Facoltà di Filosofia del collegio massimo San Josè di San Miguel. Fra il 1964 e il 1965 è stato professore di letteratura e di psicologia nel collegio dell'Immacolata di Santa Fe e nel 1966 ha insegnato le stesse materie nel collegio del Salvatore di Buenos Aires. Dal 1967 al 1970 ha studiato teologia presso la Facoltà di Teologia del collegio massimo San Josè, di San Miguel, dove ha conseguito la laurea.

LA VITA RELIGIOSA. Il 13 dicembre 1969 è stato ordinato sacerdote. Nel 1970-71 ha compiuto il terzo probandato ad Alcala de Henares (Spagna) e il 22 aprile 1973 ha fatto la sua professione perpetua. E' stato maestro di novizi a Villa Barilari, San Miguel (1972-1973), professore presso la Facoltà di Teologia, Consultore della Provincia e Rettore del collegio massimo. Il 31 luglio 1973 è stato eletto Provinciale dell'Argentina, incarico che ha esercitato per sei anni. Fra il 1980 e il 1986 è stato rettore del collegio massimo e delle Facoltà di Filosofia e Teologia della stessa Casa e parroco della parrocchia del Patriarca San Josè, nella Diocesi di San Miguel. Nel marzo 1986 si è recato in Germania per ultimare la sua tesi dottorale; quindi i superiori lo hanno destinato al collegio del Salvatore, da dove è passato alla chiesa della Compagnia nella città di Cordoba come direttore spirituale e confessore. Il 20 maggio 1992 Giovanni Paolo II lo ha nominato Vescovo titolare di Auca e Ausiliare di Buenos Aires. Il 27 giugno dello stesso anno ha ricevuto nella cattedrale di Buenos Aires l'ordinazione episcopale dalle mani del Cardinale Antonio Quarracino, del Nunzio Apostolico Monsignor Ubaldo Calabresi e del Vescovo di Mercedes-Lujan, Monsignor Emilio Oge'novich. Il 3 giugno 1997 è stato nominato Arcivescovo Coadiutore di Buenos Aires e il 28 febbraio 1998 Arcivescovo di Buenos Aires per successione, alla morte del Cardinale Quarracino.  Dal novembre 2005 al novembre 2011 è stato Presidente della Conferenza Episcopale Argentina. Dal Beato Giovanni Paolo II creato e pubblicato Cardinale nel Concistoro del 21 febbraio 2001, del Titolo di San Roberto Bellarmino.

UN SOLO POLMONE. Secondo quanto riportato da alcuni media americani, vive con un solo polmone da quando era adolescente. Il pontefice avrebbe infatti subito l'asportazione della parte superiore del polmone destro a 21 anni a causa di una infezione respiratoria. Secondo l'Ap, che cita il biografo ufficiale del papa Sergio Rubin, Bergoglio “ha rallentato un poco” con l'età e sente gli effetti dell'operazione.

L'AMORE PER LA GENTE. Il nuovo papa nutre un profondo amore per il popolo. Di lui si dice che andasse in giro con la tonaca nera come un semplice prete e usasse sempre autobus e metrò e che dopo la messa e le preghiere della mattina si dedicasse a rispondere personalmente alle lettere dei suoi fedeli. Durante la crisi in Argentina del 2002 attraverso la Caritas diocesana organizzò delle mense popolari, distribuì aiuti e fu presente con i suoi preti in mezzo alla gente. Nel libro-intervista del 2010 ''Il gesuita'', scritto da Francesca Ambrogetti e Sergio Rubin, Bergoglio affermava: “L’opzione fondamentale è scendere per le strade e cercare la gente: questa è la nostra missione. Il rischio che corriamo oggi è quella di una Chiesa autoreferenziale: simile al caso di molte persone che diventano persone paranoiche e autistiche, capaci di parlare solo a loro stesse”. 


CINEMA, LIBRI E TANGO. Nel libro c'è spazio per i ricordi ed anche per le sue passioni: tra i suoi film preferiti c’è Il Pranzo di Babette, mentre il suo dipinto ideale è la “Crocefissione Bianca” di Chagall. Grande estimatore di letteratura ama “I promessi sposi” e “La Divina Commedia”. Grande tifoso della squadra di calcio del San Lorenzo di Almagro, è appassionato della poesia di Hölderline e di Beethoven. Dice anche di apprezzare molto il tango. Nel libro Bergoglio rivela anche di aver avuto una fidanzata: “Era del gruppo di amici con i quali andavamo a ballare. Poi ho scoperto la vocazione religiosa”.

PEDOFILIA NELLA CHIESA. Nel libro di Ambrogetti e Rubin, Bergoglio tocca anche la questione della pedofilia: “Se c'è un prete pedofilo è perchè porta in sè la perversione prima di essere ordinato. E sopprimere il celibato non curerebbe tale perversione. O la si ha o non la si ha”. Proprio per tali ragioni “bisogna stare molto attenti nella selezione dei candidati al sacerdozio. Nel seminario di Buenos Aires ammettiamo circa il 40% dei candidati, e facciamo un attento monitoraggio sul processo di maturazione”. Nel precisare che la pedofilia rappresenta una “perversione di tipo psicologico previa ad un'opzione di celibato”, Bergoglio rileva inoltre di “non essere sicuro” che un'eventuale soppressione del celibato “possa portare ad un aumento delle vocazioni”.

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