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La casa dei cardinali durante il conclave

Chiara Santomiero - pubblicato il 08/03/13

Da martedì 12 tutti nella “Domus Sanctae Marthae”

Centosei suite, 22 singole e un appartamento: sarà questa la sistemazione riservata ai cardinali durante il conclave che inizierà il 12 marzo.

I porporati saranno alloggiati nella Domus Sanctae Marthae (Casa Santa Marta), nei pressi della Basilica di S. Pietro, che la la costituzione apostolica Universi Dominici Gregis riserva a “uso esclusivo dei cardinali elettori durante il conclave per l'elezione del Sommo Pontefice”.

La residenza, creata per volontà di Giovanni Paolo II, sorge dove prima esistevano l'Ospizio di Santa Marta e il Dispensario Pontificio di Santa Marta fatti costruire da papa Leone nel 1891 per l'assistenza ai malati dei rioni a ridosso dello Stato vaticano, anche per fronteggiare l'epidemia di colera che imperversava in quell'epoca in diverse città italiane. Durante la seconda guerra mondiale qui vennero accolti anche profughi, ebrei e ambasciatori dei paesi che avevano rotto le relazioni diplomatiche con l'Italia.

E' stabilito che le stanze siano estratte a sorte durante le ultime fasi delle congregazioni generali per, ha spiegato il portavoce della sala stampa vaticana padre Federico Lombardi, garantire “l'oggettività dell'assegnazione e la non preparazione di contatti preferenziali tra cardinali: ognuno di loro non avrà scelto il suo vicino”.

L'appartamento, invece, è riservato al nuovo pontefice che dopo l'elezione vi si trasferirà in attesa che dall'appartamento nel Palazzo apostolico vengano rimossi i sigilli e si proceda alla sua sistemazione per il nuovo inquilino. Mentre le suite cardinalizie presentano due zone separate per la stanza da letto e lo studio, l'appartamento del nuovo eletto presenta anche un salotto per ricevere visite con divanetti rivestiti di velluto azzurro, che risalta contro i colori scuri dei mobili di legno pregiato e il lucidissimo pavimento in parquet.

Questo appartamento, in tempi “normali”, è riservato agli ospiti di maggior riguardo così come casa Santa Marta è aperta ad offrire ospitalità “in spirito di autentica fraternità sacerdotale” al personale ecclesiastico in servizio presso la Segreteria di Stato e presso gli altri dicasteri della Curia romana, nonché ai cardinali e ai vescovi di passaggio nella Città del Vaticano.

Al momento della sede vacante, però, tutti gli ospiti devono liberare la Domus che viene riservata ai cardinali elettori e a coloro che hanno già una residenza in Vaticano ma, secondo la Universi Dominici Gregis, devono entrare a far parte del conclave perché la loro presenza è importante per il regolare svolgimento dei lavori: il segretario del collegio cardinalizio, il maestro delle celebrazioni liturgiche pontificie, i cerimonieri, alcuni religiosi di varie lingue disponibili per le confessioni, gli addetti ai servizi della mensa e delle pulizie e due medici per eventuali emergenze. Tutte queste persone devono essere approvate dal cardinale camerlengo.

Da Casa Santa Marta, durante il conclave, i cardinali elettori potranno recarsi alla Cappella Sistina a piedi o con un autobus messo a loro disposizione: attorno a loro verranno prese tutte le misure necessarie ad assicurare la riservatezza di quanto sta accadendo sotto lo sguardo dei beati e dei dannati del Giudizio universale di Michelangelo.

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