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Una stella sorge in Oriente, il cardinale Luis Antonio Tagle

padre Dwight Longenecker - pubblicato il 04/03/13

La sua giovane età, un punto a favore dopo il gesto di Ratzinger?

La stella di Betlemme non è a quanto pare l’unica ad essere nata in Oriente. Ad appena 55 anni, creato cardinale nel novembre 2012, Luis Antonio Tagle, arcivescovo di Manila (Filippine), è visto da molti come la scelta giusta per un approccio del tutto nuovo al pontificato.

Considerando la sua recente “promozione” e l’esperienza quasi nulla in Vaticano, molti non gli darebbero neanche una chance. Il beato Giovanni Paolo II è stato eletto a 58 anni, e gli osservatori vaticani potrebbero concludere che la Chiesa non ha bisogno di un altro pontificato che duri venti o trent’anni. Ora che Benedetto XVI ha stabilito un nuovo precedente, i cardinali potrebbero però scegliere un uomo giovane, presumendo che si ritirerà dopo una quindicina di anni di ministero.

Chi specula in questo senso non può prevedere l’azione né dei cardinali in Conclave né dello Spirito Santo. Il prossimo papa sarà eletto non solo in base ai suoi talenti e alle sue credenziali, ma anche in base ai fattori che non possono essere necessariamente previsti o stabiliti. Nella Cappella Sistina c’è sempre spazio per le sorprese.

Nato da genitori profondamente cattolici, il cardinale Tagle sapeva recitare il rosario a tre anni. Ha frequentato il seminario a Quezon City (Filippine), trasferendosi poi per completare il dottorato alla Catholic University of America (CUA) di Washington, DC (Stati Uniti). La sua dissertazione dottorale è stata un’esplorazione positiva della collegialità episcopale nel Concilio Vaticano II, il che rappresenta un’indicazione ai cardinali più tradizionalisti della sua anima “progressista”. Ha anche fatto parte del comitato editoriale della collana  “Storia del Concilio Vaticano II”, fondata in Italia da Giuseppe Alberigo.

Gli osservatori più cinici sostengono che il cardinale Tagle non ha speranze di essere eletto, ma visto che sembra giovane e in qualche modo liberale i media di sinistra lo stanno promuovendo come loro pupillo. Tralasciando questa speculazione, conosciamo un po’ più da vicino il cardinale di Manila.

Dopo il periodo trascorso negli Stati Uniti, Tagle ha studiato a Roma prima di tornare in patria. È stato nominato membro della Commissione teologica internazionale nel 1997 e nel 2001 vescovo di Imus, venendo in seguito nominato arcivescovo metropolita di Manila.

Il cardinale Tagle ha un carattere molto interessante. Il corrispondente del “National Catholic Reporter” John Allen cita un commentatore filippino affermando che ha “la mente di un teologo, l’anima di un musicista e il cuore di un pastore”.

Allen ha raccontato molti altri aneddoti: “Nella diocesi di Imus, Tagle era noto per il fatto di non avere una macchina e perché prendeva l’autobus ogni giorno per andare al lavoro, descrivendolo come un modo per combattere l’isolamento che a volte arriva insieme a un alto incarico. Era anche noto perché invitava i mendicanti che stavano fuori la cattedrale a entrare e a mangiare con lui”.

Un altro aneddoto: “A Imus, una piccola cappella situata in un quartiere degradato aspettava un sacerdote che celebrasse la Messa verso le quattro di mattina per un gruppo composto soprattutto da lavoratori a giornata. Alla fine apparve un giovane sacerdote su una bicicletta malridotta; indossava abiti semplici ed era pronto a iniziare a dire Messa”. Era Tagle, il nuovo vescovo. Aveva saputo la sera prima che il sacerdote che avrebbe dovuto recarsi lì era malato e aveva deciso di andare egli stesso a celebrare la Messa.

Tagle è un oratore affascinante con una buona padronanza dei nuovi media. Ha una pagina Facebook e conduce un programma televisivo. È anche stato attivo nell’aiutare a condannare gli abusi da parte di chierici sui bambini, ha tenuto testa al Governo delle Filippine sulla controversa legislazione sui “diritti riproduttivi” ed è noto per la sua promozione di un’opzione preferenziale per i poveri e una giusta amministrazione dell’ambiente.

Come sarebbe un pontificato di Tagle? In primo luogo sposterebbe l’attenzione del mondo dall’Europa ai Paesi in via di sviluppo. Un papa filippino farebbe concentrare sulla condizione dei poveri e sulle necessità spirituali, sociali ed economiche della Chiesa nei Paesi meno ricchi.

In secondo luogo, Tagle sposterebbe l’attenzione dal mondo che invecchia alla gioventù dei Paesi in via di sviluppo. Il suo sarebbe un papato per il futuro; un papato giovane, fresco, focalizzato, energico e stimolante. John Allen cita Tagle, che riassume tutto ciò dicendo che “nel contesto asiatico l’evangelizzazione efficace vuol dire una Chiesa più umile, più semplice e con una maggiore capacità di valorizzare l’interiorità”.

In terzo luogo, un papa giovane delle Filippine brillante e abile comunicatore darebbe un senso di priorità e passione al papato. Molti commentatori parlano della necessità di mettere ordine nella corruzione e nei battibecchi interni al Vaticano. Un papa giovane ed evangelizzatore che possa essere attivo a livello globale potrebbe “ripulire” procedendo a un ritmo così veloce che chiunque altro dovrebbe correre per stargli dietro.

A 55 anni e con relativamente poca esperienza, potrebbe essere eletto come Successore di Pietro? Se non questa volta, forse la prossima.

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