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O'Brien: prima vittima della campagna contro la Chiesa?

Roberta Sciamplicotti - pubblicato il 26/02/13

Il cardinale scozzese accusato di molestie dà forfait al Conclave

Gli attacchi sferrati contro la Chiesa e i suoi membri in questo pre-Conclave hanno fatto la loro prima “vittima eccellente”? Potrebbe farlo pensare l'annuncio da parte del cardinale scozzese Keith O'Brien di non partecipare al conclave che eleggerà l'uomo destinato a succedere al dimissionario Benedetto XVI.

“Non voglio che l’attenzione dei media a Roma sia concentrata su di me, ma piuttosto su papa Benedetto XVI e il suo successore”, ha spiegato il porporato in un comunicato diffuso dalla Conferenza Episcopale Scozzese (Roma Sette, 25 febbraio).

Il 18 febbraio, il papa ha accettato anche le dimissioni presentate dal cardinale dal ruolo di arcivescovo di Saint Andrews ed Edimburgo in vista del compimento del suo 75° anno di età il 17 marzo prossimo. L'annuncio è stato dato e pubblicato da “L'Osservatore Romano” il 25 febbraio. La decisione del papa di accettare le dimissioni “è maturata per diventare definitiva quest'oggi in vista dell'inizio della sede vacante”, ha affermato il portavoce della Santa Sede, padre Federico Lombardi.

Il sacerdote gesuita ha anche sottolineato che l'annuncio della rinuncia da parte del papa ha avuto conseguenze “su un certo numero di decisioni che normalmente potevano svolgersi con un altro timing”. Il pontefice desidera che “con l'inizio della sede vacante le decisioni che erano già nella sua mente vengano definite in modo da non lasciare nulla in sospeso al suo successore” (Tgcom24, 25 febbraio).

“Guardando indietro ai miei anni di ministero per qualsiasi bene che ho potuto fare, ringrazio Dio. Per eventuali errori, mi scuso con tutti coloro che ho offeso”, ha scritto il cardinale O'Brien in un messaggio di congedo (Radio Vaticana, 25 febbraio).

Negli ultimi giorni, il cardinale è stato bersaglio dell'accusa, da lui negata, di “comportamento inappropriato” risalente a trent'anni fa nei confronti tre sacerdoti e di un quarto che ha abbandonato il sacerdozio quando O'Brien è stato creato cardinale nel 2003. I fatti risalgono a quando era direttore spirituale del St.Andrews College e in seguito rettore del St. Mary's College (Vatican Insider, 25 febbraio). I quattro hanno sottoposto la loro segnalazione al Nunzio apostolico in Gran Bretagna, Antonio Mennini, una settimana prima dell'annuncio delle dimissioni del papa, chiedendo le dimissioni immediate del porporato (Il Messaggero, 23 febbraio). Il dossier è già sul tavolo di Benedetto XVI. “Il papa è informato sul problema, la questione è ora nelle sue mani”, ha fatto sapere infatti padre Lombardi (Corriere della Sera, 25 febbraio).

Il cardinale O'Brien ha respinto le accuse facendo sapere di aver dato mandato ai suoi avvocati di occuparsi della questione, ma domenica ha preferito non celebrare come di consueto la Messa nella cattedrale di St. Mary a Edimburgo (La Repubblica, 25 febbraio).

 Il porporato è da tempo sulla cresta dell'onda soprattutto per la sua posizione conservatrice in materia di omosessualità, che ha condannato come immorale, e contro i matrimoni gay, definiti “dannosi per il benessere fisico, mentale e spirituale” (Il Fatto Quotidiano, 25 febbraio). In un'intervista rilasciata di recente ha anche espresso opinioni “scottanti” sulla questione del celibato sacerdotale. “I preti devono potersi sposare, se lo desiderano. È chiaro che molti sacerdoti si trovano in difficoltà a rispettare il celibato”, ha dichiarato (Corriere della Sera, 25 febbraio).

 La rinuncia a partecipare al Conclave da parte del cardinal O'Brien costituisce per alcuni “un precedente pericoloso”, perché può apparire “un cedimento” nella direzione denunciata dalla Santa Sede (Aleteia, 25 febbraio), ovvero “il tentativo di condizionare il Conclave attraverso campagne di stampa. E c’è da scommettere che l’attacco non finirà con O’Brien”  (La Nuova Bussola Quotidiana, 26 febbraio).

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