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Vatileaks: il rapporto sulla Curia riservato al prossimo papa

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Benedetto XVI ha ricevuto i membri della Commissione d’indagine sul caso

Benedetto XVI ha deciso che solo il prossimo papa potrà avere accesso al rapporto da lui commissionato a tre cardinali sul caso “Vatileaks”, la fuga di notizie e presunte irregolarità nella Curia romana.

Lo ha annunciato questo lunedì un comunicato ufficiale della Sala Stampa della Santa Sede, dopo l'udienza che il pontefice ha concesso ai tre porporati ultraottantenni (non parteciperanno al conclave dell'elezione del futuro papa): i cardinali Julián Herranz, Jozef Tomko e Salvatore De Giorgi.
 Il papa ha ordinato che il “Vatileaks” avesse due tipi di indagini: una realizzata dalla giustizia vaticana ordinaria e l'altra da una commissione di cardinali nominati da lui stesso.

La prima indagine ha portato alla condanna di Paolo Gabriele, aiutante di camera di Sua Santità, che si è dichiarato colpevole di aver fatto filtrare documenti riservati al giornalista Gianluigi Nuzzi, che in seguito li ha raccolti in un libro e diffusi in varie pubblicazioni e programmi televisivi.

Gabriele è stato condannato il 6 ottobre 2012 a tre anni di reclusione (ridotti a un anno e sei mesi). La pena è stata condonata in virtù del perdono concesso dal papa stesso il 22 dicembre.

Il risultato dell'indagine della commissione cardinalizia è stato consegnato solo al papa, che è l'unico a conoscerne il contenuto, come rivelato questo lunedì il comunicato vaticano.
 Il Vaticano ha confermato che in questo momento solo il pontefice ha avuto accesso a questo rapporto, smentendo quelle fonti giornalistiche secondo cui, dopo la rinuncia del papa, i tre cardinali lo avrebbero presentato ai partecipanti al prossimo Conclave.

Nei giorni scorsi, alcuni periodici sono arrivati ad attribuire la rinuncia del papa ai contenuti di questo rapporto, anche se nessun giornalista li conosce.

Il 23 febbraio la Segreteria di Stato della Santa Sede aveva pubblicato un comunicato per denunciare la pubblicazione di “notizie spesso non verificate, o non verificabili, o addirittura false”, per cercare di influenzare i cardinali che si riuniranno in Conclave.

Il comunicato vaticano sottolinea che “accanto a limiti e imperfezioni propri della componente umana di ogni istituzione” il rapporto dei cardinali mostra anche “la generosità, rettitudine e dedizione di quanti lavorano nella Santa Sede a servizio della missione affidata da Cristo al Romano Pontefice”.

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