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Unioni civili e matrimoni gay, un segno di civiltà?

Mirko Testa - pubblicato il 15/02/13

I temi della politica alla luce della dottrina sociale della Chiesa

Seconda puntata di Question Time, lo spazio di approfondimento e confronto a distanza tra i candidati cattolici sui temi caldi della politica. 

Oggi parliamo di unioni civili e matrimoni gay con: Mario Sberna, candidato per Lista Civica con Monti per l'Italia in Lombardia; Edoardo Patriarca, candidato del Partito Democratico alla Camera in Piemonte; e Maurizio Sacconi, candidato del Popolo della Libertà al Senato in Veneto. Il commento finale è stato affidato a Stefano Fontana, direttore dell'Osservatorio Internazionale Cardinale Van Thuân.

Nelle sue risposte Sacconi ribadisce con forza l'unicità del matrimonio incentrato sull'unione di un uomo e di una donna potenzialmente aperta alla procreazione e si dice contrario a qualsiasi definizione di altre relazioni affettive che abbia rilevanza pubblica o si avvicini all'istituto matrimoniale. Indica, poi, l'opportunità di puntare a discipline fiscali favorevoli soprattutto alle famiglie numerose.

Sulla stessa scia anche Edoardo Patriarca che sottolinea la necessità di non equiparare alle famiglie fondate sul matrimonio altre forme di unione, pur legittime. Pena, “un disastro” per il nostro paese. Anche lui favorevole a una fiscalità attenta alla famiglia, a una maggiore conciliazione tra vita lavorativa e vita familiare – soprattutto per quanto riguarda le donne -, ma anche a forme innovative di baby-sitting sull'esempio di quanto si sta sperimentando in Trentino e in Alto Adige.

Dal canto suo, Mario Sberna sottolinea che non si può parlare di matrimoni gay semmai di “patrimonio” tra gay, e sottolinea come ormai le coppie di fatto siano più che altro un escamotage per godere di vantaggi fiscali. Anche su eventuali Dico e Pacs, non ci sarebbe bisogno di nessuna legge particolare o nazionale, poiché la questione lì è puramente economica. In merito alle politiche familiari, Sberna ribadisce la necessità di puntare al “fattore famiglia”, ovvero a “una no-tax area per ogni bocca da sfamare che esiste in una casa”.

Ricapitolando i capisaldi della dottrina sociale della Chiesa, Stefano fontana parte dal concetto di famiglia come “fondamento della società e della socialità”, allargando la sua riflessione ai fatti di attualità che minacciano alle fondamenta la struttura naturale della famiglia e a fenomeni inquietanti che ci arrivano dall'estero come l'utero in affitto.

Tags:
famiglia
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