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Che cosa pensa la Chiesa del reiki?

Aleteia - pubblicato il 25/01/13

Vale la pena provare questa forma di medicina alternativa?

La Chiesa non sostiene la pratica del reiki, innanzitutto perché la fede cristiana non condivide la cosmovisione spirituale orientalista, e in secondo luogo perché la ritiene una tecnica che non può dimostrare a livello scientifico la propria efficacia.

1. Il reiki si presenta come un metodo di guarigione che fa leva sulle energie e parte dal principio che tutto ciò che esiste è energia.

Il reiki, ideato in Giappone da Mikao Usui (1865-1926), si presenta come un metodo di guarigione che utilizza l'“energia universale di vita” e una congiunzione di due energie molto potenti. La prima sarebbe guidata da una coscienza superiore che alcuni chiamano “Rei” (Dio) o il proprio “essere superiore”, ovvero non sarebbe prodotta dal guaritore ma dallo stesso essere superiore. L'altra energia, quella personale, che muoverebbe l'essere umano, è chiamata “Ki”.

Chi pratica il reiki ritiene che tutto ciò che esiste sia energia, dal pensiero agli elementi, e noi saremmo quindi un'irradiazione di quell'energia. In base a questa concezione, il “campo elettromagnetico” che produce l'energia che ci circonda è composto da vari strati che ci avvolgono e nel corso della nostra vita va nutrendosi di traumi e problemi emotivi che restano imprigionati in esso come in una rete, producendo blocchi nel flusso dell'energia universale di vita. Questa energia presumibilmente esistenziale per la vita, più importante dell'aria e dell'acqua, si stabilizzerebbe mediante la guarigione reiki, che interviene ad aiutare il flusso della stessa e quindi a sbloccare i problemi energetici che sarebbero gli indicatori della malattia fisica.

Il reiki ha cinque principi che appaiono come una presunta guida per i “canali” (reikisti) e sono stati stabiliti da Mikao Usui e da altre persone come il dottor Hayashi e la signora Takata. Essi sono:

1) Solo per oggi, non ti irritare.
2) Solo per oggi, non ti preoccupare.
3) Onora i tuoi genitori, i maestri e gli anziani.
4) Guadagnati onestamente da vivere.
5) Dimostra gratitudine a tutti gli esseri viventi.

2. La sua terapia consiste nel porre le mani sul corpo umano affinché l'energia fluisca, curi e ci metta in collegamento con le guide spirituali.

Ponendo le mani sul corpo del paziente, il reikista farebbe sì che l'energia emani da due o più persone con l'unico proposito di condividere la cura. Il reiki può anche autoapplicarsi. Di fronte a una zona ritenuta di interesse, si possono mantenere le mani su di questa durante il tempo considerato necessario.

I sistemi variano in base al reikista, ma si lavora soprattutto in una prima sessione chiamata “pulizia dei 21 giorni”, durante i quali si suppone che l'energia lavori pulendo i chakra (centri di energia incommensurabile situati nel corpo umano, secondo alcune culture dell'Asia), iniziando dal chakra della radice e culminando con quello della corona. Questa energia fluirebbe tre volte attraverso i chakra nel corso di tre settimane, e poi si verificherebbe un “allineamento” in cui l'energia lavora a un livello maggiore.

Per alcuni reikisti, oltre che a curare il reiki aiuta a collegarsi con le nostre “Guide spirituali”.

3. Si basa su una cosmovisione spirituale orientalista panteista e subisce l'influenza di varie religioni e pratiche.

Prima dell'arrivo della filosofia buddista in Giappone, esisteva in quelle isole un tipo di religiosità primitiva, simile a quella di vari popoli arcaici, che nell'VIII secolo si denominò scintoismo per differenziarsi dal buddismo. Sorse il culto della natura delle religioni popolari. Ciò si riflette in cerimonie che invocano i poteri misteriosi della natura. Nel 1945 lo scintoismo statale (che credeva l'imperatore discendente dal dio sole) perse il suo rango ufficiale e attualmente il culto è privato.

Il buddismo è stato fondato da Gautama (563-483 a.C.) ed è una religione filosofica, anche se in senso stretto è più una filosofia, perché Gautama negò l'utilità di qualsiasi divinità. Basa le sue convinzioni sul fatto che la sofferenza (dukkha) è provocata dagli dei e per eliminarla è necessario eliminare il desiderio. Ciò si raggiungerebbe mediante la finalizzazione delle successive reincarnazioni attraverso l'ottuplice sentiero e il suo culmine nel nirvana (scioglimento) o liberazione spirituale.

La cosmovisione spirituale orientalista (induismo e buddismo) è panteista. Il panteismo è una dottrina secondo cui Dio è la sostanza di tutte le cose, ovvero “tutto è Dio” (immanenza). La sintesi di questa dottrina applicata alle religioni orientali citate è la credenza nell'Atman o anima spirituale dell'uomo e nel Brahman, Dio senza forma o spirito del mondo. Per la concezione religiosa orientalista, Dio sarebbe un'energia e noi parte, riflesso o elementi materiali di questa energia cosmica.

Sia negli upanishad induisti che nel credo vajrayāna, tantrico o esoterico del buddismo tibetano si menziona e si crede nell'esistenza dei sei punti energetici situati in diverse parti del nostro corpo e chiamati chakra (circoli). Questi farebbero parte di un corpo di energia sottile e sarebbero più sottili del corpo fisico. Il loro stato di equilibrio si rifletterebbe sulla nostra salute fisica e mentale e l'energia reiki stabilizzerebbe questi centri energetici.

Mikao Usui non è stato estraneo alle influenze di queste religioni e pratiche, ed è stato inoltre un “monaco cristiano”. L'utilizzo della tecnica reiki come sistema di guarigione può aver tratto origine dall'apertura culturale vissuta dal Giappone in quell'epoca e dall'influenza delle religioni orientali già citate oltre a quelle del “nuovo pensiero” occidentale (tra le altre), che hanno promosso la creazione di molti nuovi movimenti religiosi giapponesi (shinshūkyō) già dalla fine del XIX secolo.

4. Il reiki non è una scienza: la sua conoscenza si raggiunge mediante una certa forma di illuminazione. Si presenta come un modo per curare malattie fisiche, ma la sua terapia non è verificabile.

La conoscenza scientifica si riassume in tre tipologie: generale, sociale e legale. Quella generale si riferisce alla validità dell'esperienza, che può ripetersi e nutrirsi di conoscenze generali e non individuali.

Quella sociale fa riferimento al fatto che questa conoscenza possa essere comunicata di modo che qualsiasi persona con capacità e impegno possa accedervi. Tale caratteristica distingue la scienza per come è conosciuta in Occidente dalle conoscenze che integrano le dottrine esoteriche, come lo yoga o lo zen, che non possono essere comunicate attraverso il linguaggio, ma solo essere acquisite mediante una certa forma di illuminazione.

La terza qualità della conoscenza scientifica, quella legale, si riferisce alle leggi che integrano le scienze e all'applicazione pratica delle scienze che costituiscono la tecnica. Sicuramente alcuni reikisti e i loro “pazienti” non attribuiscono al reiki il carattere di scienza, ma sostengono ugualmente che è in grado di curare malattie fisiche, e in base alla scienza può farlo solo la medicina.

Tuttavia, il reiki non è una scienza, non è fattuale, non può diagnosticare, la sua terapia non è verificabile, non previene e non apporta prove, né può confutare altri risultati ottenuti dalla scienza. A causa del suo retroterra orientalista, possiede un determinismo filosofico, secondo cui le conseguenze sono causali (causa-conseguenza) e nulla avverrebbe per caso. Un altro aspetto da sottolineare è il suo soprannaturalismo, perché considera nella sua pratica la mediazione di forze non appartenenti all'ambito scientifico, il che lo farebbe allontanare dal campo che pretende essere di sua competenza.

5. È una pratica magica guaritrice e in quanto tale è legata alla superstizione.

L'essere umano primitivo ha raggiunto una tappa nella quale ha creduto, mediante varie pratiche, di poter pacificare e controllare le forze della natura attraverso la magia o teurgia (stregoneria). Il reiki sostiene di riuscire ad ammministrare e dominare un'“energia universale di vita” che proviene da una coscienza cosmica (che molti chiamerebbero Dio) e che ben utilizzata può curare malattie fisiche.

Nello studio della mente religiosa primitiva sarà utile puntualizzare che a volte religione e magia vengono equiparate non essendoci prove realmente dimostrate per determinare una dissociazione tra questo concetto religioso primitivo e la magia stessa.

C'è chi ha affermato che religione e magia sono la stessa cosa, e che il dualismo magia-religione è successivo a un periodo più primitivo nel quale entrambe le pratiche erano coinvolte. Frazer ha sostenuto che la magia sarebbe più antica della religione ed ha osservato che questa è un fenomeno magico e non religioso. La religione coinvolge così l'uomo in un vincolo di reciprocità diverso con la divinità, manifestazione propria del fatto religioso, mentre la magia non si sofferma sull'adorazione di alcun essere. L'influenza orientalista (buddista) nel reiki rimuove ogni divinità sostituendola con quella forza o energia cosmica, quella coscienza che agirebbe attraverso il reiki.

Il reiki non si differenzierebbe troppo da una pratica “sciamanica” o “druidica”, pur non utilizzando alcuna medicina o intruglio allucinogeno. Allo stesso modo, dice di non essere e di non voler sostituire la medicina tradizionale o allopatica. La medicina allopatica è quella i cui farmaci provocano in un organismo sano fenomeni distinti da quelli che caratterizzano le malattie nelle quali sono impiegati, ed è scientifica perché è conoscenza vera delle cose attraverso i loro principi e le loro cause.

Considerando che non è e dichiara di non voler neanche sostituire la medicina tradizionale o allopatica, di non avere base scientifica (anche se afferma di guarire e di considerarsi una terapia alternativa) e di non essere una religione (anche se attribuisce i suoi risultati a un'energia soprannaturale che alcuni conoscerebbero come Dio o il proprio “essere superiore”), si conclude che il reiki si inserirebbe allora nella definizione di una pratica magica guaritrice. Il reiki dice di amministrare e trasmettere una presunta energia soprannaturale per un beneficio, e il presunto controllo di una forza di uguale natura per fini diversi si conosce come magia.

La magia è concepita nel pensiero dell'uomo primitivo e dei bambini. È legata alla superstizione popolare e, anche se è messa in pratica da alcune persone che vi credono, i suoi effetti sono inesistenti.

6. Il suo preteso effetto curativo si allontana molto dal concetto cristiano di guarigione mediante la grazia, per imposizione sacramentale o attraverso la preghiera.

Chi si avvicina alla pratica del reiki è portato ad abbandonare l'adorazione di Dio. La magia è superstizione e questa è estranea alla fede (e alla scienza), deviando il credo per una via errata.

Quanto al presunto effetto curativo del reiki, il concetto cristiano di “guarigione per grazia divina”, per imposizione sacramentale o mediante la preghiera dista molto dall'“energia universale di vita” che il reiki dice di amministrare in modo individualista e confuso sulla provenienza di questa presunta energia.

La superstizione nasce dall'ignoranza, e tale ignoranza può portare all'allontanamento della “guarigione mediante poteri naturali” (medicina tradizionale), potendo la persona utilizzare il reiki non solo come terapia alternativa complementare, ma come terapia unica, mettendo a rischio (forse ancor di più) la propria salute. Vari vescovi della Chiesa hanno affermato che il reiki “non sarebbe appropriato per le istituzioni cattoliche”.

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