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Il bullismo tra ragazzi ha fatto un’altra vittima?

Aleteia - pubblicato il 12/01/13

Nuovo allarme per l'influenza delle reti sociali sui giovani

Twitter e Facebook, “appendici virtuali della realtà”, spesso “abbattono la frontiera della finzione, creano rapporti personali, li distruggono, veicolano messaggi indesiderati che sfuggono completamente al controllo”, diventando in alcuni casi “l'ultima goccia che avvelena la vita” “fino a renderla insopportabile” (Il Sussidiario.net, 9 gennaio).



Sono i social network i primi “indiziati” nella tragica vicenda di Carolina, la quattordicenne di Novara che si è uccisa gettandosi dal balcone forse perché derisa in rete. La “prateria immensa” del web ha allargato a dismisura gli spazi dei cosiddetti “bulli”. Come frenare questa piaga? Per gli esperti l’azione migliore è “togliere terreno” ai bulli, marcando con una forte riprovazione le loro azioni aggressive e violente. Allo stesso tempo, è importante curare la costruzione di personalità capaci di reggere e reagire alle frustrazioni.



I ragazzi di oggi, infatti, in apparenza sono moderni ed emancipati perché si orientano con facilità tra smartphone e tablet e adottano comportamenti e look da adulti precoci, ma sono spesso “sempre più fragili, disorientati, soli”. Agli adulti spetta allora di custodirli non sottraendoli ai pericoli o soffocandoli, ma non avendo “pause nell’attenzione, nell’ascolto, nell’impegno educativo e di cura, che non è questione solo familiare, ma va sempre più condiviso” (Agenzia Sir, 8 gennaio).



I carabinieri hanno trovato a casa di Carolina molti testi tormentati scritti dalla ragazza. Il suo ultimo messaggio su Facebook è significativo: “Con la gente ho già avuto troppa pazienza, non voglio più perdere tempo”. Gli investigatori e il procuratore capo di Novara, Francesco Saluzzo, invitano ad ogni modo alla calma e a “fare attenzione a non dar vita ad alcuna caccia alle streghe” (Tgcom24, 8 gennaio).



Alcuni parlano di un disagio nato anche dalla situazione familiare, con i genitori della vittima che si erano separati da poco e la mamma che si è trasferita in Brasile, oppure per via della morte del fratello (TGcom24, 7 gennaio). Fatto sta che, come ha sottolineato il procuratore Saluzzo, quello di Carolina è stato un dramma e “bisogna stare attenti a non creare situazioni che possano portare ad altre tragedie simili”.




La vicenda di Carolina “lascia senza parole”, ha commentato il direttore generale del Movimento Italiano Genitori (Moige), Antonio Affinita. “Come genitori chiediamo con urgenza che si faccia subito chiarezza sulle cause e si accertino le responsabilità. Il fenomeno del bullismo on line, sempre più dilagante, continua a non essere affrontato, se non quando succedono fatti di cronaca devastanti” (Avvenire.it, 8 gennaio).

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