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Il ministero di un papa passa anche attraverso Twitter

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“Conseguenza ovvia” del rapporto della Chiesa con la comunicazione moderna

Benedetto XVI aprirà un suo account su Twitter a dimostrazione della volontà di usare qualsiasi mezzo a disposizione per parlare di Dio. Non è adeguarsi a una moda, ma portare avanti l'impegno della Chiesa verso il mondo delle comunicazioni.

Il 3 dicembre, papa Benedetto XVI aprirà il suo account Twitter. Il social network delle “centoquaranta battute” ospiterà il pontefice per la seconda volta dopo il giugno 2011, quando il papa ha lanciato il portale del Vaticano http://www.news.va accompagnando il gesto con un tweet (L'Osservatore Romano, 30 novembre).

L’arcivescovo Claudio Maria Celli, presidente del Pontificio Consiglio delle comunicazioni sociali, ha ricordato come il papa voglia usare tutte le opportunità comunicative offerte dalle nuove tecnologie per parlare di Dio a tutti gli uomini con ogni mezzo possibile. La nuova iniziativa dovrebbe essere avviata prima di Natale. Il pontefice indicherà i punti salienti di alcuni suoi discorsi, omelie o messaggi, da sintetizzare e adattare al social network. Si inizierà con le riflessioni proposte ai fedeli durante l’Angelus domenicale in Piazza San Pietro.

La partecipazione del papa a Twitter sottolinea come la testimonianza sia la forma privilegiata di trasmissione della fede (CyberTeologia, 29 novembre).

La sinteticità richiesta da Twitter non è un ostacolo. Nel suo messaggio per la Giornata Mondiale delle comunicazioni sociali, il papa ha infatti scritto che anche pochissime parole danno la possibilità di trasmettere grandi messaggi: “Nell’essenzialità di brevi messaggi, spesso non più lunghi di un versetto biblico, si possono esprimere pensieri profondi se ciascuno non trascura di coltivare la propria interiorità”.

L'obiettivo è ovviamente cogliere l’essenziale senza cadere nel minimalismo, perché la comunicazione via Twitter non si esaurisca in un impoverimento della complessità umana e l'espressione sintetica non vada a detrimento della profondità e della lentezza dell’assimilazione. La vocazione di Twitter deve essere quindi essere una comunicazione che faccia della brevità il sinonimo di densità ed efficacia.

Padre Antonio Spadaro, direttore della rivista dei Gesuiti “La Civiltà Cattolica” ed esperto di nuove tecnologie e comunicazione digitale, ha commentato il futuro account Twitter del papa ricordando che i messaggi religiosi non possono essere “semplicemente trasmessi”, ma devono essere “condivisi”, passando quindi anche attraverso i social network, che stanno ormai diventando “veri e propri luoghi di senso”, ovvero di “riflessione, considerazione e condivisione di valori, idee, momenti di vita” (Pontificio Consiglio delle Comunicazioni Sociali, 29 novembre).

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