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I laici cattolici, sempre più indispensabili in politica

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Il Consiglio episcopale di Milano chiede una partecipazione attiva e responsabile

In vista delle elezioni politiche e amministrative, un documento dei vescovi milanesi invita i fedeli laici a partecipare maggiormente all'attività politica e a promuovere i valori ispirati al Vangelo e alla “retta ragione”.

“La Chiesa non pretende minimamente d’intromettersi nella politica degli Stati”, ma ha “una missione di verità da compiere, in ogni tempo ed evenienza, per una società a misura dell’uomo, della sua dignità, della sua vocazione”. I vescovi della diocesi di Milano si affidano alle parole di papa Benedetto XVI nell’enciclica “Caritas in Veritate” per aprire la nota diramata il 27 novembre in vista delle elezioni del Consiglio Regionale Lombardo e del Parlamento nazionale, in cui si offrono alcune indicazioni per vivere questo tempo di preparazione con responsabilità (Agenzia Sir, 27 novembre).

Nel testo, consultabile all'indirizzo http://www.chiesadimilano.it, si sottolinea come di fronte alla tentazione diffusa del disimpegno e del disinteresse sui temi del bene comune sia “necessaria e urgente” l’opera educativa delle comunità cristiane, che devono sollecitare i fedeli alla partecipazione “attiva e responsabile” agli appuntamenti elettorali attraverso “un’adeguata informazione su programmi e candidati, l’esercizio del proprio voto, l’impegno attivo di un numero sempre maggiore di laici cristiani nell’attività amministrativa e politica” (Avvenire.it, 27 novembre).


Per “evitare strumentalizzazioni”, il Consiglio episcopale ricorda a tutti che parrocchie, scuole cattoliche e di ispirazione cristiana, associazioni e movimenti ecclesiali non devono mettere sedi e strutture a disposizione delle iniziative di singoli partiti o formazioni politiche. Il Consiglio episcopale, che raccoglie i più stretti collaboratori del cardinale Angelo Scola, invita inoltre chi riveste e mantiene compiti o ruoli di responsabilità nelle istituzioni e negli organismi ecclesiali ad astenersi “rigorosamente” da ogni coinvolgimento elettorale con qualsiasi schieramento politico (Repubblica, 27 novembre)

A questo proposito, una raccomandazione particolare viene rivolta infine ai sacerdoti, ai quali è chiesta “l’astensione da qualsiasi forma di propaganda elettorale” (Tempi.it, 27 novembre).

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