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Questo video mostra veramente che Medjugorje è un imbroglio?

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Le immagini sembrerebbero mettere in dubbio l'autenticità delle apparizioni della Gospa, ma spetta alla Chiesa la decisione definitiva sulla vicenda

Dal 24 giugno 1981 sei persone affermano di ricevere apparizioni della Vergine Maria, tre di essi quotidianamente, nel villaggio di Medjugorje (o Međugorje), in Bosnia-Erzegovina. Le presunte apparizioni della “Regina della Pace” (Kraljica Mira), appellativo con cui è venerata la Madonna di Medjugorje, negli anni hanno reso il villaggio meta di numerosi pellegrinaggi. È un argomento ben noto, che rappresenta una delle questioni più controverse e dibattute all’interno della Chiesa Cattolica.

Nel 2010 la Santa Sede ha anche istituito, presso la Congregazione per la Dottrina della Fede, una speciale commissione internazionale di inchiesta e di studio sulle apparizioni della Madonna di Međugorje. Anche i vescovi locali sono dell’opinione che le visioni potrebbero non avere natura soprannaturale. Eppure decine di migliaia di fedeli sono ancora convinti della genuinità delle veggenti, sicuri del fatto che la Chiesa darà loro ragione.

IL VIDEO E I DUBBI SULLE VISIONI

I messaggi rilasciati ai sei veggenti contengono delle contraddizioni e dei possibili errori dottrinali. Ma come segnalato dagli amici di ChurchPop, c’è anche un video che proverebbe, teoricamente, un approccio finzionale.

Nel momento in cui vedono la Gospa, i veggenti dichiarano di non riuscire a vedere nient’altro attorno a loro. Il video sembrerebbe mostrare che le cose potrebbero non essere così. Un astante, Jean-Louis Martin, fa un cenno repentino con la mano, avvicinandola al volto della veggente Vicka, e lei ha un’inequivocabile reazione.

L’uomo ha fatto quel gesto con lo scopo dichiarato di mettere alla prova il fenomeno mistico, perché – nonostante il suo forte desiderio di spiritualità – aveva iniziato a nutrire dei dubbi. L’episodio, così ha poi dichiarato, lo ha lasciato “deluso”. Vicka ha negato che la sua fosse una reazione all’avvicinarsi della mano di Jean-Louis, bensì al fatto che nella visione Maria stava per far cadere a terra Gesù Bambino. Una mera coincidenza dunque, sostiene la veggente.

Marco Corvaglia ci presenta il resoconto di colui che è stato storiografo “ufficiale” e maggior apologeta mondiale di Medjugorje, padre René Laurentin:

Padre Ivika, un giovane frate, fu incaricato di interrogare Vicka per dare (in tedesco) una spiegazione richiesta dal Dr. Bellanger (sic), un parapsicologo canadese che stava svolgendo un’inchiesta sulle apparizioni.

Tempestata di domande, Vicka spiegò che durante questa apparizione aveva avuto un momento di emozione, perché la Madonna teneva in braccio il Bambin Gesù in maniera tale che aveva timore che cadesse.

[René Laurentin, La fine delle apparizioni è prossima? Recenti notizie da Medjugorje, Queriniana, 1985, pp. 37-38]


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Ecco cosa dice la scienza sulle estasi dei veggenti di Medjugorje


LA POSIZIONE DELLA CHIESA

La posizione della Chiesa su Medjugorje rimanda, come ricordato nel 2007 dal cardinale Tarcisio Bertone, alla Dichiarazione di Zara del 1991, nella quale i vescovi dell’allora Jugoslavia affermarono che “sulla base di quanto finora si è potuto investigare, non si può affermare che abbiamo a che fare con apparizioni e rivelazioni soprannaturali”.

Successivamente la Congregazione per la Dottrina della Fede ha dichiarato che “dopo la divisione della Jugoslavia in diverse nazioni indipendenti, spetterebbe ora ai membri della Conferenza episcopale della Bosnia-Erzegovina riprendere eventualmente in esame la questione ed emettere, se il caso lo richiede, nuove dichiarazioni”, concludendo che “i pellegrinaggi a Međugorje che si svolgono in maniera privata, sono permessi a condizione che non siano considerati come un’autenticazione degli avvenimenti in corso e che richiedono ancora un esame da parte della Chiesa”.

Alcuni prelati hanno preso posizione contro l’autenticità delle apparizioni, tra cui l’allora vescovo di Mostar-Duvno (la diocesi che ha competenza sulla parrocchia di Međugorje) Pavao Žanić e il successore attualmente in carica, Ratko Perić.

Meno di un mese fa il Papa ha nominato un suo “inviato speciale” a Medjugorje, ma non per fare un supplemento d’inchiesta sulle apparizioni mariane iniziate nel 1981 e non ancora interrotte, come ipotizzato da alcune anticipazioni.

“La missione – si legge nel comunicato – ha lo scopo di acquisire più approfondite conoscenze della situazione pastorale di quella realtà e, soprattutto, delle esigenze dei fedeli che vi giungono in pellegrinaggio e, in base ad esse, suggerire eventuali iniziative pastorali per il futuro. Avrà, pertanto, un carattere esclusivamente pastorale”.

GLI ARGOMENTI DEL VESCOVO DI MOSTAR

E proprio alla vigilia dell’arrivo dell’inviato del Papa, il vescovo di Mostar Monsignor Ratko Peric ha pubblicato un lungo articolo ripetendo alcuni argomenti contro l’autenticità del fenomeno.

La posizione di questa Curia per tutto questo periodo è stata chiara e risoluta: non si tratta di vere apparizioni della Beata Vergine Maria (…) Sebbene talvolta si sia detto che le apparizioni dei primi giorni potrebbero essere ritenute autentiche e che poi sarebbe sopraggiunta una sovrastruttura per altri motivi, in prevalenza non religiosi, questa Curia ha promosso la verità anche riguardo a questi primi giorni.

Dopo aver trascritto dai registratori le audiocassette contenenti i colloqui avvenuti, nella prima settimana, nell’ufficio parrocchiale di Medjugorje, tra il personale pastorale e i ragazzi e le ragazze che avevano affermato di aver visto la Madonna, con piena convinzione e responsabilità esponiamo i motivi per cui appare evidente la non autenticità dei presunti fenomeni. Se la vera Madonna, Madre di Gesù, non è apparsa – come infatti non è – allora a tutto sono da applicare le seguenti formule: “sedicenti” veggenti, “presunti” messaggi, “preteso” segno visibile e “cosiddetti” segreti.

(…) Una figura ambigua. La figura femminile che sarebbe apparsa a Medjugorje si comporta in modo del tutto diverso dalla vera Madonna, Madre di Dio, nelle apparizioni riconosciute finora come autentiche dalla Chiesa: di solito non parla per prima; ride in maniera strana; a certe domande scompare e poi di nuovo ritorna; obbedisce ai “veggenti” e al parroco che la fanno scendere dal colle in chiesa sebbene controvoglia. Non sa con sicurezza per quanto tempo apparirà; permette ad alcuni presenti di calpestare il suo velo steso per terra, di toccare la sua veste e il suo corpo. Questa non è la Madonna evangelica.

PAPA FRANCESCO E IL RISCHIO DELLE SPIRITUALITÀ ETEREE

In un’ormai famosa omelia a Casa Santa Marta, papa Francesco ha messo in guardia da chi vuole trasformare il cristianesimo in una “bella idea” e chi ha invece sempre bisogno “di novità dell’identità”, ribadendo che un altro rischio per la testimonianza cristiana è la mondanità di chi “allarga la coscienza” così tanto da farci entrare dentro tutto. Un riferimento non troppo velato al fenomeno di Medjugorje, come evidenziato anche dal Corriere della Sera. Potete ascoltare il servizio completo di Alessandro Gisotti su Radio Vaticana.

“La croce – ha detto – è uno scandalo” e quindi c’è chi cerca Dio “con queste spiritualità cristiane un po’ eteree”, gli “gnostici moderni”. Poi, ha avvertito, ci sono “quelli che sempre hanno bisogno di novità dell’identità cristiana” e hanno “dimenticato che sono stati scelti, unti” che “hanno la garanzia dello Spirito” e cercano: “‘Ma dove sono i veggenti che ci dicono oggi la lettera che la Madonna manderà alle 4 del pomeriggio?’ Per esempio, no? E vivono di questo. Questa non è identità cristiana. L’ultima parola di Dio si chiama ‘Gesù’ e niente di più”.

 

GIOVANNI PAOLO II E MEDJUGORJE

Ci è sembrato opportuno raccontare anche il rapporto di San Giovanni Paolo II con Medjugorje. In un articolo di Silvia Lucchetti, di cui vi consigliamo la lettura, viene presentato il libro San Giovanni Paolo II e Medjugorje” (Shalom editrice) di mons. Dott. Eduard Pericic, che “raccoglie le lettere private di Papa Giovanni Paolo II e alcune sue dichiarazioni non ufficiali ai singoli, ai gruppi ecclesiali, ai laici sull’importanza di Medjugorje. Egli non ha mai dichiarato ufficialmente il suo parere, rispettando la consuetudine della Chiesa, ma si è espresso privatamente al riguardo in moltissime occasioni”.


E al di là di ogni lecito dubbio, è bene ribadire, come ricorda Lucandrea Massaro in un articolo del 13 dicembre 2016 sulla “lacrimazione” della statua del Cristo crocefisso, che Medjugorje è un luogo di preghiera e dove moltissime persone hanno trovato o ritrovato la fede e lo stato di Grazia.

Resta importante tenere a mente che le attività dei cosiddetti veggenti non sono riconosciute come autentiche e che i rapporti tra il Vescovo locale e i francescani che gestiscono il sedicente santuario non sono propriamente fraterne. Restiamo in attesa delle decisioni definitive della Chiesa di Roma, unica titolata a sciogliere la vicenda.

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