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Quando una coppia confida pienamente in Dio

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Le vie del Signore non sono sempre facili, ma Egli fa sì che ogni secondo valga la pena

Dopo aver scoperto durante un’ecografia di routine che c’era una diminuzione del flusso sanguigno in una delle bambine, il 3 novembre siamo andati d’urgenza all’Ospedale São Francisco di Jacareí (San Paolo) perché Marília venisse ricoverata per ricevere le prime cure della dottoressa Rosana, il nostro medico.

Ogni giorno sono stati eseguiti degli esami, fino a che l’11 novembre sono nate le nostre figlie, molto premature, dopo solo 30 settimane di gestazione.

Beatriz è nata di 1,330 kg alle 20:47 con gli occhi aperti e tutta bella rosea. Marília le ha dato un bacio e poi la bimba è stata messa in incubatrice. Lì c’è stato il primo momento di paura. Helena non usciva. L’utero di Marília si era contratto, ostacolando la nascita di Helena. Abbiamo recitato disperati l’Ave Maria, e alla fine della terza preghiera è arrivata Helena. Pallida e immobile, pesava solo 840 grammi. Le ho battezzate subito. Le mie figlie si sono svegliate alla vita e al Cielo nello stesso momento.

Nel suo primo giorno di vita, Beatriz è stata sottoposta a un intervento d’emergenza. La ventilazione meccanica le ha aperto i polmoni, e quell’aria nella zona del torace ha dovuto essere drenata. L’aria entrava per farla respirare, e l’eccesso veniva drenato fuori. E io, a 31 anni, non mi sono mai rotto neanche un dito. È stato terribile. Quel giorno abbiamo tratto una forza che non avevamo. Non sapevamo che avremmo avuto bisogno di più forza, di molta più forza.

Helena ha perso molto peso, arrivando a pesare 740 grammi, e siamo stati subito avvisati del fatto che con lei le cure sarebbero state ben altre. I suoi organi non erano pronti per la vita esterna. Ha avuto bisogno di farmaci per i reni, i polmoni, il cuore e la tiroide. Molte medicazioni vengono effettuate endovena, e perfino usando un catetere centrale. Helena ha avuto tre infezioni e le è stata diagnosticata anche la polmonite, per via del tempo eccessivo con la respirazione meccanica.

Ma il peggio doveva ancora arrivare.

Un vaso dell’arteria polmonare non si è chiuso, e si è reso necessario un intervento cardiovascolare. Non era ancora del tutto guarita dalla polmonite, ma non si poteva evitare. Una bambina di meno di un chilo doveva sottoporsi a un intervento serio. E ora? Ricordate quando ho detto che dovevamo trarre una forza che non avevamo? È arrivata. Helena si è ripresa allo stesso tempo dalla polmonite e dall’intervento.

Beatriz è uscita dall’unità di terapia intensiva dopo 45 giorni di ricovero, ma Helena è rimasta. Abbiamo dovuto dividerci per curare entrambe. Rosaura, la madre di Marília, è venuta per aiutarci. Siamo rimasti due mesi a São José dos Campos in casa dei carissimi Luiz e Sayô (i nostri padrini, a cui saremo grati per tutta la vita). Con Beatriz a casa e Helena in ospedale, era sempre una corsa!

Dopo 82 giorni di terapia intensiva, la lotta è finita e la mia famiglia ha vinto. Via l’incubatrice, gli antibiotici, le infezioni, gli interventi, le aspirazioni polmonari… La paura e l’ansia sono svanite, e il dolore anche.

Il 3 febbraio (mese dedicato alla Sacra Famiglia e tre mesi esatti dal ricovero di Marília), il primo venerdì del mese e alle 15.00, il Sacro Cuore di Gesù ha effuso la sua misericordia sulla mia famiglia e Helena è stata dimessa.

Siamo usciti dall’ospedale all’ora della misericordia!

Ringraziamo tutti gli amici che hanno pregato per noi! La loro preghiera è stata sicuramente il nostro sostegno nei momenti più difficili. Grazie, grazie davvero!!!

Per la gloria di Dio, la mia famiglia è completa.

E condivido con voi il fatto che abbiamo in casa due miracoli!

[Traduzione dal portoghese a cura di Roberta Sciamplicotti]

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