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6 fiori che non siano rose per dire “Ti amo”

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Nel linguaggio dei fiori c'è molto più da amare che la genus rosa

Da bambini abbiamo provato amore per un’altra persona ancora prima di avere una parola per descriverlo, e prima che conoscessimo personalmente l’amore di Gesù avevamo già sperimentato amore da parte di Dio.

Nel corso della storia, soprattutto nell’arte, l’amore è stato rappresentato attraverso piante e altri esseri viventi.

Verso San Valentino, l’industria floreale vorrebbe farci credere che la rosa sia la rappresentazione migliore del vero amore, ma c’è molto di più da amare nel linguaggio dei fiori rispetto alla genus rosa.

I tulipani vennero portati per la prima volta a Vienna dalla Persia alla fine del XVI secolo. “Secondo un’antica leggenda persiana, il tulipano nacque dal sangue e dalle lacrime di una ragazza che si era avventurata nel deserto in cerca del suo innamorato. Da quel momento divenne un simbolo d’amore” (Nature and Its Symbols, Getty Publications).

Il tulipano rosso porta con sé il senso di una promessa d’amore che non invecchierà mai, mentre il tulipano viola rappresenta l’amore maturo o eterno.

Il giallo deciso – un colore associato alla speranza e alla felicità – e i semi disposti a spirale del girasole simboleggiano la devozione incondizionata e un amore sempre crescente.

La spirale di semi del girasole in genere contiene la sequenza di Fibonacci, in cui il numero successivo nella sequenza è la somma dei due precedenti – un’immagine bellissima quando pensiamo a come cresca l’amore!

Il girasole che matura segue il movimento del sole (un movimento chiamato eliotropismo, l’origine del nome helianthus) come i giovani innamorati guardano la persona amata. È un fiore splendido per un “giardino di preghiera” per un bambino, per insegnare come fiorendo nella fede la nostra mente e il nostro cuore si rivolgono verso la Luce di Dio.

I garofani simboleggiano l’impegno d’amore e la promessa di matrimonio. Il nome di questo fiore, dianthus, deriva da un termine greco che significa “fiore di Dio” e allude a Cristo.

I garofani rappresentano l’amore più profondo tra gli sposi e il più grande atto d’amore di Dio – l’Incarnazione.

L’azalea è una splendida pianta da condividere quando gli innamorati sono lontani. Indica “Prenditi cura di te stesso per me”, così come il ricordo e l’anelito a tornare a casa.

Nell’era vittoriana, il simbolismo è stato adattato a significare temperanza, perché la cura di sé richiede un senso di moderazione che beneficia anche gli altri, non solo noi stessi.

Anche gli uomini possono ricevere fiori come segno d’amore e d’affetto, e l’orchidea è una buona scelta. La phalaenopsis fiorisce per settimane richiedendo cure minime. L’orchidea rappresenta l’amore maschile. Il nome della famiglia, orchidacea – che include la vaniglia! -, deriva dal termine greco e latino orchis e simboleggia la virilità.

Qualunque cosa facciate, non offrite alla persona che amate narcisi bianchi – a meno che non sia morta! Sono un simbolo funerario di amore divino dopo la morte, di trionfo sul peccato. Donati ai viventi, comportano la connotazione di amore di sé e stupidità. All’origine di questo c’è la figura mitologica di Narciso.

Offrite invece un mazzo di narcisi gialli, che comportano il bellissimo senso del nuovo inizio.

[Traduzione dall’inglese a cura di Roberta Sciamplicotti]

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