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Papa Francesco: aiutiamo i senzatetto in questi giorni di freddo

Così il pontefice durante l'Angelus

Papa Francesco: aiutiamo i senzatetto in questi giorni di freddo

DR /Aleteia

All’Angelus in Piazza San Pietro, il pensiero di Papa Francesco va ai senzatetto che stanno soffrendo a causa dell’ondata di freddo. Il Pontefice incoraggia tutti ad aiutarli e prega per quanti, tra loro, sono morti in queste ultime ore. Prima delle parole sui senzatetto, il Papa si era soffermato sulla festa del Battesimo di Gesù. I cristiani, ha affermato, sono un “popolo di battezzati”, di “peccatori salvati dalla grazia di Cristo”. Ed ha esortato ad annunciare il Vangelo con mitezza, senza imposizioni. Tanti i fedeli presenti, nonostante il freddo pungente.

Aiutare chi rischia la vita a causa dell’ondata di gelo che ha colpito l’Italia e l’Europa in questi giorni. E’ l’appello che Francesco ha levato all’Angelus, parole che seguono l’impegno in prima persona del Papa per i senzatetto:

“In questi giorni di tanto freddo penso e vi invito a pensare a tutte le persone che vivono per la strada, colpite dal freddo e tante volte dall’indifferenza. Purtroppo, alcuni non ce l’hanno fatta. Preghiamo per loro e chiediamo al Signore di scaldarci il cuore per poterli aiutare”.

Prima delle parole sui senzatetto, Francesco si era soffermato sul Battesimo di Gesù al fiume Giordano, di cui narra il Vangelo domenicale. Un evento, ha affermato, in cui cogliamo la mitezza e l’umiltà di Gesù per essere solidale con “l’uomo fragile e peccatore”.

Annunciare il Vangelo con mitezza, missione non è proselitismo
Ha così sottolineato che la missione di Gesù è caratterizzata dallo stile del servo umile e mite, “munito solo della forza della verità, come aveva profetizzato da Isaia”:

“Ecco lo stile di Gesù e anche lo stile missionario dei discepoli di Cristo: annunciare il Vangelo con mitezza e fermezza, senza gridare, senza sgridare qualcuno, ma con mitezza e fermezza, senza arroganza o imposizione. La vera missione non è mai proselitismo ma attrazione a Cristo. Ma come? Come si fa, questa attrazione a Cristo? Con la propria nostra testimonianza, a partire dalla forte unione con Lui nella preghiera, nell’adorazione e nella carità concreta, che è servizio a Gesù presente nel più piccolo dei fratelli”.

Riscoprire il dono e la bellezza di essere un popolo di battezzati
“Ad imitazione di Gesù, pastore buono e misericordioso – ha soggiunto – e animati dalla sua grazia, siamo chiamati a fare della nostra vita una testimonianza gioiosa che illumina il cammino, che porta speranza e amore”.

“Questa festa ci fa riscoprire il dono e la bellezza di essere un popolo di battezzati, cioè di peccatori – tutti lo siamo – di peccatori salvati dalla grazia di Cristo, inseriti realmente, per opera dello Spirito Santo, nella relazione filiale di Gesù con il Padre, accolti nel seno della madre Chiesa, resi capaci di una fraternità che non conosce confini e barriere”.

Unirsi alla Rete mondiale di preghiera del Papa
Il Papa ha rammentato che prima dell’Angelus, aveva battezzato un gruppo di neonati nella Cappella Sistina e il giorno prima un giovane catecumeno. Francesco ha esteso la sua “preghiera a tutti i genitori che in questo periodo si stanno preparando al Battesimo di un loro figlio, o lo hanno appena celebrato”:

“Vorrei inoltre invitare ad unirsi alla Rete Mondiale di Preghiera del Papa, che diffonde, anche attraverso le reti sociali, le intenzioni di preghiera che propongo ogni mese a tutta la Chiesa. Così si porta avanti l’apostolato della preghiera e si fa crescere la comunione”.

Infine, un incoraggiamento ai giovani di Cagliari, presenti in Piazza San Pietro, affinché proseguano “il cammino iniziato con il Sacramento della Confermazione”. La Cresima, ha sottolineato il Papa, “non è solo un punto di arrivo”, o addirittura “il Sacramento dell’addio”, ma è “soprattutto un punto di partenza nella vita cristiana”.

 

QUI L’ARTICOLO ORIGINALE

Alessandro Gisotti

Giornalista della Radio Vaticana.
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