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Papa Francesco, Trump e i media

Gabriel Bouys e Joe Raedle - via AFP
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Il Santo Padre identifica quattro tentazioni in cui cadono i nostri media

Quando papa Francesco ha parlato dei media il mese scorso, le sue considerazioni sono state classificate in due modi: in primo luogo erano inserite in un’irritante conversazione sui media nazionali sulle “notizie false” e l’elezione di Donald Trump. In secondo luogo, sono state usate come un’accusa del papa stesso.

Il pontefice ha preso in prestito parole relative al comportamento dei cani, “coprofilia” e “coprofagia”, ovvero l’amore per e il consumo di letame.

La protesta aveva i tratti tipici delle valutazioni ipercritiche di papa Francesco, e applicava l’interpretazione più dura possibile (legando i termini al sesso), registrava il più grande allarme possibile e quindi oscurava ciò che il pontefice aveva detto davvero.

Il papa ha infatti identificato quattro tentazioni in cui cadono i nostri media, e la loro applicazione a Trump va ben al di là delle “notizie false”.

La prima tentazione dei media è l’assassinio del personaggio.

I media “possono essere tentati di calunnia”, ha dichiarato. “Ogni persona ha diritto alla buona fama, però magari nella sua vita in precedenza, nella vita passata, o dieci anni fa, ha avuto un problema con la giustizia, o un problema nella sua vita familiare, e portare questo alla luce oggi è grave, fa danno, si annulla una persona”.


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Questo, ha sottolineato, è particolarmente comune in politica. È vero. Si cerca di trovare qualcosa nel passato del proprio oppositore che lo faccia sembrare negativo e di gettarlo in pasto ai media.

Con George W. Bush nel 2000 si è trattato di un arresto del 1976 per guida in stato di ebbrezza, con John Kerry nel 2004 è stata la storia del Swift Boat Veterans. Nel 2008 è stata ridicolizzata Sarah Palin, e nel 2012 c’è stata una montagna di pubblicità negativa soprattutto nei confronti di Mitt Romney.

Con Trump nel 2016 un video sessualmente esplicito del 2005 relativo ai suoi commenti sessuali doveva mettere il punto finale alle sue chance di essere eletto. Ma Trump ha risposto come meglio poteva.

Hillary “tira fuori parole che ho pronunciato 11 anni fa – penso che sia vergognoso, e si dovrebbe vergognare di sé”, ha dichiarato nel dibattito finale. “Bill Clinton ha abusato delle donne. Hillary Clinton ha attaccato quelle stesse donne”.

La seconda tentazione è l’informazione parziale.

Papa Francesco ha identificato questa tentazione come il “dire solo una parte della verità e non l’altra… Quindi non può farsi un giudizio serio. La disinformazione è probabilmente il danno più grande che può fare un mezzo, perché orienta l’opinione in una direzione, tralasciando l’altra parte della verità”.

L’attivista liberale e comico Bill Maher ha descritto come l’amore dei media per questa tentazione abbia distrutto la loro credibilità.

“I liberali hanno commesso un grande errore, perché abbiamo attaccato [il Presidente Bush] come se rappresentasse la fine del mondo”, ha detto. “E non era così”. Lo stesso vale per Romney e John McCain. “Erano uomini onorevoli con i quali non ero d’accordo. Ma abbiamo gridato ‘Al lupo, al lupo’. Ed era sbagliato”.


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Il risultato, ha aggiunto, è stato Trump, che ritiene un uomo non onorevole. Forse è vero che su Trump i media si stanno ancora scatenando in questo senso, ma l’ascesa di Trump segna il momento in cui il pubblico ha smesso di prendere i media sul serio proprio a causa di questa tendenza.

La terza e la quarta tentazione sono quelle che hanno messo nei guai papa Francesco, ma Trump ne è la massima prova.

Il pontefice ha accusato i media di essere preda della coprofilia, “che è voler sempre comunicare lo scandalo, comunicare le cose brutte, anche se siano verità”.

I media lo hanno messo decisamente in pratica contro Trump. Uno studio ha verificato che il 91% della copertura su Trump è stata negativa, ma nel suo caso la vecchia massima è più vera che mai: la cattiva stampa è la buona stampa, perché significa che si viene notati.

“Chi si sarebbe aspettato quello che stiamo vivendo ora?”, ha affermato il responsabile della CBS Les Moonves a metà della campagna. “Non ho mai visto nulla del genere, e sarà un gran bene per noi. Scusate. È una cosa terribile da dire. Ma vai avanti, Donald”.

Trump sa tutto della fame del pubblico di cose negative. Come il cattivo che rimanda indietro i raggi del supereroe ritorcendoli contro di lui, Trump ha usato il nostro amore per il sensazionale e il negativo contro i media.

“La coprofagia, ha detto Francesco, “può fare molto danno”.

Come risolvere la questione? Forse nello stesso modo in cui la curiamo nei cani: intervenire con cibo migliore quando si affaccia la tentazione. State leggendo Aleteia. È un buon inizio.

Tom Hoopes è writer in residence presso il Benedictine College di Atchison (Kansas, Stati Uniti) e autore del libro What Pope Francis Really Said.

[Traduzione dall’inglese a cura di Roberta Sciamplicotti]

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