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Un piccolo discepolo di Gesù può rinnovare la cultura più di un intellettuale razionalista

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Siamo in un momento di passaggio epocale: emerge in ogni campo il bisogno di una graduale, personalissima, maturazione in un discernimento non schematico ma a misura, in vivo contatto con la realtà viva. Ma forse in questo graduale germinare, svilupparsi, di novità ci si può avvedere ancora poco, da parte di qualche guida, dell’aprirsi di orizzonti rinnovati, Dio volendo sempre più profondamente adeguati, efficaci, in ogni campo della vita, della cultura. Si può vivere questo passaggio con poca consapevolezza della sua poderosa portata di rinnovamento. Spirituale, umano, culturale, sociale, perché nel cuore divino e umano di Cristo troviamo sempre più la chiave viva, a misura, di ogni cosa.  

Qualche guida può dunque rimanere in mille modi in varia misura chiusa nei propri ambiti di vita e di riflessione, senza cercare intensamente a tutto campo e nello scambio con ogni persona e in particolare con chiunque si possa rivelare vicino all’intuizione di questi rinnovamenti. Tutte cose, tra l’altro, che prima o poi, si può sperare, diverranno tendenzialmente, per grazia, atteggiamenti naturali, in qualsiasi frangente, di una persona matura. La disponibilità dunque, la sete, di un continuo rinnovamento spirituale, umano, culturale, con l’aiuto di tutti, fin nelle impostazioni essenziali, basilari. Quelle che oggi talora possono venire date per scontate e mai essere messe in discussione. D’altro canto anche per esempio tra le guide che tendono ad animare, ad accogliere, questo rinnovamento qualcuna potrebbe tendere ad una navigazione più aperta ma a vista. Cercare in qualche misura di sintonizzarsi su come si può vivere ogni specifico rapporto, ogni specifica situazione, è cosa più che positiva. Ma è anche importante cercare vitalmente di vedere in modo sempre vissutamente rinnovato le linee di fondo. Ed importante è trattarne, o meno, in modo di volta in volta adeguato. Dunque si può passare dal bloccarsi su strutturazioni statiche ad un navigare a vista senza trovare, anche in una ricerca comune, un sempre più adeguato, di volta in volta, dinamico, equilibrio tra questi vari aspetti. Il navigare a vista può essere anche naturale in una fase germinale di profondo rinnovamento. Ma poi mi pare bene si inneschi gradualmente un’articolata più piena ricerca. Non rischiare di passare, dunque, un po’ viscosamente, dal vario ideologismo al vario, anche magari leggero, pragmatismo del mero navigare a vista. Una vissuta ricerca personale, comunitaria, sempre più piena, articolata, può aprire, chiarire, sempre nuovi orizzonti, sviluppi… In un momento, poi, fecondo come questo. 

Più forti sono le strutturazioni, anche le mancate più piene aperture, più qualche guida può, tra l’altro, restare attaccata a schemi, burocratismi, come quelli dei ruoli, delle competenze. Il sapore di vangelo nelle guide si può sentire per esempio più profondamente quando superano prudenze, convenzioni, terrene e lasciano entrare la freschezza di un discernimento non spiritualistico, razionalistico, da pilota automatico o semiautomatico ma spirituale e umano, anche imparando a rischiare, vivo, sempre più attento, sempre meno succube di schemi, in Gesù. I vecchi paradigmi spiritualisti, razionalisti, poi, in vario modo puntano molto sull’intelligenza, sulla cultura, dell’uomo, senza talora, per dono, intuire che Cristo è Dio e uomo e la grazia divina e umana può aprire orizzonti nuovi a tutto campo. Per cui un piccolo di Gesù può contribuire a rinnovare tutta la vita e la cultura ben più profondamente di chi fa forza sulla propria razionalità a tavolino. Certo per rinnovare anche dettagliatamente la cultura bisogna, ordinariamente, conoscere la cultura. Ma altrettanto certamente non è così necessario, in proposito, essere per esempio titolari di qualche cattedra. 

Un rinnovamento dunque a tutto campo. Fin dai fondamenti spirituali-umani-culturali, come già Benedetto XVI aveva iniziato a suggerire. E si tratta di passaggi possibili doni di grazia. Per questo va compreso, rispettato, il personalissimo cammino di ciascuno. Certo si osserva che la gente, chi non è pervicacemente strutturato nei vecchi orientamenti, sperimenta subito il beneficio di discernimenti più umani. 

Di fatto dunque alla gente risulta naturale, una liberazione, venire aiutata a riconoscere le vie di un discernimento semplice, pieno di buonsenso, che si fa sempre più profondo in un graduale, a misura, cammino di crescita e non con complicati cerebralismi a tavolino. Si tratta, dialogando per esempio con qualche guida, di una coscienza non variamente disincarnata, eterea, magari collegata con una variamente astratta ragione, ma di una coscienza spirituale e umana, nella luce serena. La sempre più profonda, equilibrata, consapevolezza di tale coscienza può condurre tendenzialmente una guida a riconoscere vissutamente sempre più i riferimenti vitali e anche a riflettere, cercare insieme, su di essi. Appunto, per esempio, una coscienza non spiritualistica ma spirituale e umana.  

Una coscienza nella luce che scende serena, a misura e non in una luce che calpesta l’umanità. Dunque, altro esempio, una luce che si può sempre più profondamente rivelare divina e anche umana. Ma anche un’umanità che si può sempre più profondamente rivelare via per la comprensione dell’autentico, non cervellotico, razionalistico, spiritualistico, Spirito di Cristo. Una sempre più profonda ed equilibrata apertura di tutto l’uomo nello Spirito. Si passa dunque dal vario solipsismo del razionalismo, dal distorcente riduttivismo dello spiritualismo, dello psicologismo, ad un contatto tendenzialmente sempre più vivo, autentico, con, implicitamente per chi non ha ricevuto il dono della fede, Dio e anche con sé stessi, con gli altri, con il mondo. Non trattiamo più di ontologie in vario modo a tavolino ma di una maturazione che si può fare vissuta cultura sempre nuova fin nei riferimenti spirituali e umani fondamentali. La teologia, la filosofia, la psicologia, la logica, la scienza, la pastorale, ogni materia e attività, come vado dettagliatamente osservando, può scoprire nuove dimensioni, nuovi riferimenti, nuovi, più adeguati, legami con tutto il resto. Anche potendo dunque rivedere quali siano nelle nuove ottiche le materie, i campi. Si stanno aprendo dunque orizzonti nuovi, molto fecondi, e si può cercare di accompagnare, di stimolare, di crescere insieme, con ogni persona, su queste vie sempre rinnovate.  

Ogni persona, in ogni campo, gradualmente disponibile al rinnovamento, ad una ricerca anche comune, sotto certi aspetti ben al di là di schemi, di ruoli, prefabbricati, può, tanto più in questi passaggi germinali, svolgere un compito profondamente profetico, di apertura, di scambio, di collegamento. Si tratta infatti di vita, di vita nuova e la vita si può sempre più sviluppare vivendola. La gente coglie con semplicità il senso di fondo e quando un tale orientamento si diffonde nella società diventa sempre più naturale approfondirlo anche culturalmente. Torniamo anche di qui alla necessità di una scuola libera. E alla gradualmente sempre più profonda, diffusa, consapevole, esigenza di ciò per esempio nei cristiani. 

Se ci si sta forse gradualmente orientando ad un profondo rinnovamento della spiritualità, della cultura, possiamo osservare che i tempi erano in vario modo, talora con difficoltà, forse germinalmente maturi. Non si può comunque pretendere, per esempio, che qualche vecchia guida, molto strutturata, non venga spiazzata. Sempre questo si è verificato in ogni fase di passaggio nella Chiesa né può turbare più di tanto se qualche resistenza si dovesse esprimere secondo modi e stili, forse talora variamente non da approvare, che magari in altre epoche sarebbero stati, per tanti motivi, diversi.  

Quest’anno l’ottava di Natale ha avuto due domeniche, il venticinque dicembre e il primo gennaio, solennità di Maria Madre di Dio. Coincidenze forse da custodire nel cuore, anche avviandoci al centenario di Fatima. 

Leggi il blog di don Centofanti  

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