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Francesco : sono vicino al popolo turco, basta terrorismo

«Purtroppo, la violenza ha colpito anche in questa notte di auguri e di speranza. Addolorato sono vicino al popolo turco». Lo ha detto Papa Francesco all’Angelus, il primo del nuovo anno, commentando – di fronte a 50mila fedeli – quanto accaduto stanotte a Istanbul e assicurando le sue preghiere per quanti sono stati colpiti. «Prego per le numerose vittime – ha scandito il Pontefice – e per i feriti e per tutta la Nazione in lutto, e chiedo al Signore di sostenere tutti gli uomini di buona volontà che si rimboccano coraggiosamente le maniche per affrontare la piaga del terrorismo e questa macchia di sangue che avvolge il mondo con un’ombra di paura e di smarrimento». 

La pace, ha osservato il Pontefice, si costruisce «dicendo `no´, con i fatti, all’odio e alla violenza e `sì´ alla fraternità e alla riconciliazione». «Cari fratelli e sorelle, buon anno! – aveva detto Bergoglio dopo la recita della preghiera mariana -. E l’anno sarà buono nella misura in cui ognuno di noi, con l’aiuto di Dio, cercherà di fare il bene giorno per giorno». 

Il Papa ha poi voluto ricordare che «cinquanta anni or sono, il beato Papa Paolo VI iniziò a celebrare in questa data la Giornata Mondiale della Pace, per rafforzare l’impegno comune di costruire un mondo pacifico e fraterno. Nel Messaggio di quest’anno ho proposto di assumere la nonviolenza come stile per una politica di pace». 

«Esprimo la mia riconoscenza per tante iniziative di preghiera e di impegno per la pace – ha aggiunto Papa Francesco – che si svolgono in ogni parte del mondo. Ricordo in particolare la marcia nazionale di ieri sera a Bologna, promossa da Cei, Caritas, Azione Cattolica e Pax Christi, con il sostegno della Diocesi e del Comune di Bologna. Saluto i partecipanti alla manifestazione `Pace in tutte le terre´, promossa dalla Comunità di Sant’Egidio. Grazie per la vostra presenza e la vostra testimonianza!», ha concluso.  

Francesco ha quindi ringraziato Sergio Mattarella. «Desidero ringraziare il Presidente della Repubblica Italiana per le espressioni augurali che mi ha rivolto ieri sera, durante il suo Messaggio alla Nazione. Ricambio di cuore, invocando la benedizione del Signore sul popolo italiano affinché, con il contributo responsabile e solidale di tutti, possa guardare al futuro con fiducia e speranza». 

Prima della recita dell’Angelus, il Pontefice era tornato sulla figura della Madonna, nel giorno in cui la chiesa celebra la solennità di Maria Santissima Madre di Dio. «La visita dei pastori – ha detto il Papa – le offre l’occasione per cogliere qualche elemento della volontà di Dio che si manifesta nella presenza di queste persone umili e povere. L’evangelista Luca ci racconta la visita dei pastori alla grotta con un susseguirsi incalzante di verbi che esprimono movimento. Dice così: essi vanno senza indugio, trovano il Bambino con Maria e Giuseppe, lo vedono, riferiscono ciò che di Lui era stato detto loro, e infine glorificano Dio (cfr Lc 2,16-20). Maria segue attentamente questo passaggio dei pastori, – cosa dicono, cosa è successo a loro – perché già scorge in esso il movimento di salvezza che scaturirà dall’opera di Gesù, e si adegua, pronta ad ogni richiesta del Signore. Dio chiede a Maria non solo di essere la madre del suo Figlio unigenito, ma anche di cooperare con il Figlio e per il Figlio al piano di salvezza, affinché in lei e attraverso di lei, umile serva, si compiano le grandi opere della misericordia divina». 

Francesco ha infine concluso così: «A tutti auguro un anno di pace nella grazia del Signore e con la protezione materna di Maria, Madre di Dio. Buona festa e, per favore, non dimenticatevi di pregare per me. Buon pranzo e arrivederci!» 

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