Spiritualità

3 semplici modi per rendere il giorno di Natale davvero santo

È facile essere travolti dall'eccitazione per i regali e perdere di vista il vero motivo per festeggiare

È abbastanza strano che uno dei giorni dell’anno che è più difficile rendere santo sia il giorno di Natale. Se è una giornata gioiosa da trascorrere in famiglia, è molto complicato ricordare che è davvero un giorno santo, oltre che una festa. È troppo facile essere travolti da tutta l’eccitazione per i regali e perdere di vista il vero motivo per festeggiare.

Per aiutare a equilibrare la giornata e ricordare la solennità dell’evento della nascita di Cristo, ecco tre semplici modi per santificare il giorno di Natale e mantenere l’anima concentrata su Cristo.

1. Non dimenticare la Messa a Natale

Potrebbe sembrare ovvio, ma vale la pena di ribadirlo. Assistere alla Messa di mezzanotte o la mattina del giorno di Natale è un modo per rimanere concentrati sul vero evento che si sta celebrando. La Chiesa ci offre splendide letture e immagini che richiamano la notte sacra di duemila anni fa e ci insegna che il Natale è molto più di doni e feste. Andando a Messa, offriamo a Dio il nostro essere nel sacrificio sull’altare e accettiamo il suo più grande dono per noi, la Santa Eucaristia.

La celebrazione della Messa è infatti molto simile a quel primo giorno di Natale in cui Cristo è sceso dal cielo per abitare tra noi come bambino. Durante la Messa, viene a noi sotto forma di pane e vino e desidera dimorare non in una mangiatoia, ma nel nostro cuore.

Dopo aver assistito alla Messa, fa bene inginocchiarsi davanti al presepe in chiesa e prendersi qualche momento per pregare. Aiuta a dare il giusto tono al resto del Natale e ci offre l’occasione di concentrarci sul Cristo Bambino.

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2. Iniziare la giornata in solitudine e preghiera

Un secondo modo che aiuta a promuovere uno spirito di preghiera il giorno di Natale è svegliarsi prima dei bambini e stare un attimo tranquilli. Nel Salmo 46, Dio ci parla dicendo: “Fermatevi e sappiate che io sono Dio” (v. 11). Sappiamo tutti che una volta che si svegliano i bambini inizierà il caos. È per questo che è bene iniziare il giorno di Natale nella “stanza interiore” di silenzio e preghiera, concentrando la propria attenzione su Cristo e sul suo compleanno.

Qualunque cosa riusciate a fare (possono essere anche solo 5 o 10 minuti di preghiera silenziosa), fermarvi al mattino vi permetterà di “cogliere l’attimo” prima che inizi il trambusto natalizio.

3. Terminare la giornata in solitudine e preghiera

L’inizio e la fine della giornata vengono spesso indicati come “fermalibri”. Cosa succede tra questi due fermalibri è spesso incontrollabile, e trovare un momento per respirare può non essere facile. È per questo che fa sempre bene terminare la giornata come si è iniziata: in silenzio e solitudine.

Oltre a soffermarsi sul Cristo Bambino e a rivolgere i propri pensieri a Dio, il giorno di Natale è una buona idea contare le proprie benedizioni. Bing Crosby lo dice in modo splendido nel classico film White Christmas, il preferito di tanti in questo periodo dell’anno.

Il Natale è una giornata splendida per molte ragioni, e quindi terminare la giornata con un ringraziamento è un ottimo modo per mantenere lo spirito natalizio, concentrare la propria attenzione su Dio ed essere grati per quello che si ha, anziché soffermarsi sui tanti regali o gadget ricevuti.

Alla fin fine, i modi che ho suggerito possono sembrare molto semplici e ovvi, ma a volte falliamo nel metterli in pratica. Santificare il giorno di Natale non dev’essere un grande evento orchestrato in cui ciascuno è costretto a recitare tutti i misteri del rosario prima di aprire i regali. Può essere più utile imitare la semplicità e l’umiltà della nascita di Cristo e fare cose piccole ma con grande amore.

Cristo non è venuto nel mondo tra fanfare e spettacoli di luce. È venuto nel cuore della notte, in silenzio. È lì che troveremo Gesù il giorno di Natale.

[Traduzione dall’inglese a cura di Roberta Sciamplicotti]

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Louise Uttley

Philip Kosloski

Philip Kosloski è marito e padre di cinque figli. Scrive su Aleteia e sul The Pope's Worldwide Prayer Network (Apostolato della Preghiera), e ha un blog sul National Catholic Register.
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