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Il Natale: la più grande “Storia infinita”

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Una narrazione in versi della nascita di Gesù per vivere in letizia, insieme ai più piccoli, il Santo Natale

Durante le festività natalizie i più piccoli riempiono delle loro voci gioiose le nostre case, recitando le poesie di Natale e cantando le canzoni imparate a scuola. Spesso vanno incoraggiati, altre volte da soli prendono l’iniziativa e ci rallegrano con le loro dolci e simpatiche interpretazioni.

“Questa notte per sempre. Il Natale in versi e in rima” di Francesco Fiorista (Àncora edizioni) è un libretto adatto sia per gli adulti che per i bambini, che ripercorre in poesia la nascita e l’infanzia di Gesù. È scritto con un linguaggio accessibile a tutti, ritmico e scorrevole, ricco di immagini suggestive.

«Il linguaggio poetico nulla toglie alla veridicità e alla bellezza della narrazione evangelica, ma anzi ha la forza di esprimere l’invisibile e di far rivivere con intensità evocativa e nuova emozione i vari episodi, descritti con semplicità e senza alcun intento edificante, ma con particolari realistici e tono profondamente umano».

I brani in versi narrano le vicende di Gesù, Maria e Giuseppe in modo aderente all’originale delle Sacri Scritture, ma arricchite di piccoli dettagli di fantasia per accrescere l’umanità degli episodi raccontati.

«L’annuncio dell’Angelo a Maria, il sogno di Giuseppe, la nascita di Gesù e la gioia dei pastori, l’arrivo dei Magi e la fuga in Egitto, del tutto aderenti ai racconti originali, ma ampliati e ricostruiti con l’immaginazione, rivivono davanti ai nostri occhi con immediatezza e ci restituiscono lo stupore e la primitiva freschezza dei sacri testi canonici. Con pennellate di fantasia che colorano di umanità le vicende raccontate, come, ad esempio, subito dopo la nascita di Gesù, l’imbarazzo di Giuseppe dapprima nel tagliare il cordone ombelicale e il suo impaccio poi nel fasciare il bambino».


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Vi riportiamo di seguito alcune strofe tratte dalle composizioni poetiche che compongono il libro.

L’ANNUNCIO DELL’ANGELO A MARIA

Viveva Maria a Nazareth
Tra gente contadina,
Solo da pochi anni
Non era più bambina;
Aveva due occhi neri,
Le guance color rosa,
Del giovane Giuseppe
Era promessa sposa.

(…) Mentre lei tutta sola
Travasava del vino,
Illuminò la stanza
Un bagliore azzurrino;
Andò il vino per terra,
Restò senza parola,
C’era di fronte un Angelo
Biondo e con due ali viola:

“Salute a te, Maria,
Non avere timore.
Sono venuto a dirti
Che ti ha scelto il Signore
Perché tu concepisca
Nel tuo giovane seno
Il suo divino Figlio
Che si farà terreno.

(…)Maria, stupefatta,
Si era intanto seduta,
Ritrovò la parola
Che era rimasta muta:
– Come può nel mio grembo
Battere un altro cuore?
Mai giacqui con nessuno –
Diceva con rossore.

“Al volere di Dio
Non è vietato niente:
Adesso Elisabetta,
Tua già anziana parente,
Malgrado molte rughe
Le solchino la guancia
Gioisce per il bimbo
Che le sgambetta in pancia.

(…)– Accetto che di Dio
La volontà sia fatta –;
Sarebbe stata madre
Pur rimanendo intatta.
………………..
Più nulla vide quando
Sollevò il capo chino:
Ma impregnava la stanza
L’odore acre del vino.

LA NASCITA DI GESÙ

Sotto Ottaviano Augusto
Si tenne un censimento
Atto a fotografare
L’Impero in quel momento;
Della Siria Quirino
Era il governatore,
Erode il Grande era
Della Giudea il signore.

Giuseppe con Maria
Gravida al nono mese
Deve così per forza
Lasciare il suo paese,
E verso la Giudea
Si deve incamminare
Per giungere a Betlemme
A farsi registrare;

(…)E giungono a Betlemme
Già quasi al tramontare,
Maria sull’asinello
È tutta un sobbalzare;
Ogni buca, ogni sasso
Che incontra sul cammino
Le sembra che più grave
Si faccia in lei il Bambino.

– Ti supplico, Giuseppe,
Fammi porre sdraiata;
Non sento più la schiena,
Il viaggio m’ha sfiancata.
Avverto poi nel ventre
Ignote sensazioni
E non vorrei che fossero
Le prime contrazioni –.

(…)Trova infine una grotta
Ampia e ben riparata,
Fa un giaciglio di paglia,
Sopra Maria è sdraiata;
Fa scaldare dell’acqua,
Distende una coperta,
S’inventa levatrice
Vogliosa ma inesperta.

Non sa Maria che cosa
Mai fare in quei momenti,
Respira forte, trema,
Stringe una mano ai denti,
Con l’altra afferra forte
Quella di suo marito,
Infine trova pace
E insieme ode un vagito.

(…)Questa notte per sempre
Divide in due la Storia,
Finché sarà nell’uomo
Un lampo di memoria.
Fanciulli, da qui il tempo
Sarà poi in due spartito:
Prima di quella notte…
… Dopo di quel vagito.


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I PASTORI CONTEMPLANO GESÙ NELLA GROTTA

Sparsi tra gli uliveti
Di quei colli ondulati
Stavan dei pecorai
Nel sonno addormentati;
Dormivano le greggi
Nei covili all’aperto,
Al chiaror della luna
Era tutto deserto.

Un bagliore accecante,
Ecco, li fa destare,
Anche i cani agitati
Si mettono a latrare,
Un Angelo lucente
Di luce tutta d’oro
Come un faro splendente
È apparso in mezzo a loro:

(…)Stanotte, qui a Betlemme,
Nacque il Cristo Signore,
Nella città di Davide
È nato il Salvatore;
Il Messia tanto atteso
Promesso dai profeti
È nato in mezzo a voi,
Tra gli orti e gli uliveti.

(…)Tornò subito il buio,
Ma il chiarore lunare
Guidava i pecorai
Al luogo da trovare:
Uno portava il pane,
Un altro una ricotta,
In poco tempo giunsero
Nei pressi della grotta.

Diedero i loro doni,
Sorrisero al Bambino
Che la madre spossata
Teneva a sé vicino;
Giuseppe non aveva
Nulla da offrire loro,
Maria di tutto questo
Fece in suo cuor tesoro.
A quelli che al ritorno

Incontravan per via
Dicevano esultanti:
– Nato è tra noi il Messia! –;
Pian piano i colli erano
Di luce rischiarati,
S’udivan delle pecore
Di già i primi belati.

Un bellissimo modo per ritrovarsi a Natale in famiglia a leggere – recitar cantando – insieme ai più piccoli, la più grande e meravigliosa storia del mondo.

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