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Don Bosco e i soldi: 6 episodi in cui la Provvidenza ha aiutato il santo dei giovani

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Dalla intercessione della Madonna ai doni di sconosciuti sino alla realizzazione del santuario dell'Ausiliatrice

Quante volte la Provvidenza ha aiutato don Giovanni Bosco quando aveva bisogno di soldi? Ecco sei aneddoti che raccontano come, incredibilmente, il santo sia riuscito a superare situazioni di grande disagio economico.

1) IL DONO DELLO SCONOSCIUTO

Sul principio del 1858 don Bosco deve estinguere un grosso debito, ma non ha un centesimo in tasca. Il creditore aspetta già da tempo e per il 20 del mese vuole assolutamente essere pagato. In quelle strettezze, don Bosco chiama alcuni ragazzi: «Quest’oggi ho bisogno di una grazia particolare», dice loro; «io andrò in città e durante tutto il tempo che vi rimarrò, qualcuno di voi sia sempre in chiesa a pregare». I ragazzi glielo promettono. Don Bosco esce. Giunto presso la chiesa dei Preti della Missione, in via Arcivescovado, gli si avvicina uno sconosciuto e garbatamente gli presenta una busta con dentro parecchi biglietti da mille lire, una somma altissima per quel tempo. Meravigliato del dono, Don Bosco esita nell’accettarla: «A che titolo mi offre questa somma?» «Prenda e se ne giovi per i suoi ragazzi», insiste lo sconosciuto. E si allontana senza palesare il donatore (Il Timone, 19 dicembre).

Sempre così: quando aveva bisogno di qualche cosa, Don Bosco era solito ricorrere alla preghiera. Otteneva tutto. Diceva ai suoi ragazzi: «Chi prega è come colui che va dal re».

2) L’AIUTO DELLA MADONNA DELLA CONSOLATA

In un’altra occasione, mentre i ragazzi sono in preghiera davanti al SS. Sacramento, don Bosco si affida alla Madonna della Consolata e di lì a poco uno sconosciuto molto elegante gli si avvicina: «Lei è Don Bosco?». «Sì, per servirla». «Il mio padrone mi ha incaricato di darle questa busta». Anche in quella occasione ci fu denaro sufficiente per pagare tutti i debiti.

3) LE 33 LIRE PER PIO IX

Nel 1848, durante i moti rivoluzionari, papa Pio IX è costretto alla fuga da Roma e accompagnato da pochissimi fidati collaboratori, è finalmente in salvo nella fortezza di Gaeta. Da ogni parte la solidarietà dei fedeli si mette in moto per far giungere a Gaeta aiuti d’ogni genere. La notizia giunge anche a Torino, dove subito si apre una sottoscrizione in favore del Santo Padre in esilio.
Don Bosco e i suoi ragazzi sono tra i primi ad aderire con entusiasmo a questa iniziativa (http://www.pastorale.salesianipiemonte.it).

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