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Il Papa: “Parlo sempre dei poveri? Sì, ma non è una malattia”

«A volte qualcuno mi chiede: “Ma Lei, padre, parla sempre dei poveri e della misericordia”. Sì – dico – ma non è una malattia. È semplicemente il modo con cui Dio si è rivelato». Lo afferma papa Francesco nel videomessaggio per il concerto di Claudio Baglioni «Avrai», in scena questa sera alla «Sala Nervi», in Vaticano, con progetti di aiuto per i bambini del Centrafrica e quelli delle zone terremotate dell’Italia centrale.

«Infatti il Natale ormai alle porte – prosegue il Papa – ci ricorda il modo con cui Dio è entrato nel mondo: nasce da Maria Vergine come tutti i bambini, viene avvolto in fasce, preso in braccio, allattato. Non solo: lui, la sua mamma e Giuseppe hanno dovuto fare i conti con il fatto che per loro non c’era posto nell’albergo».

«E ancora: la buona notizia, l’annuncio della nascita non viene consegnato a re e a principi, ma a pastori, uomini poco o male considerati, peccatori incalliti potremmo dire – aggiunge Francesco -. Questo è il nostro Dio: non il totalmente altro ma l’assolutamente prossimo. Per questo diventare artigiani della carità e costruttori di misericordia è come investire non in borsa, ma in paradiso, nella vita beata del cielo, nell’amore del Padre».

«Grazie a tutti – conclude il Pontefice -. Grazie a nome dei bambini di Bangui e di quelli delle zone terremotate. Non potremo fare cose grandi, realizzare grandi progetti, ma ciò che faremo avrà la firma della nostra passione per il Vangelo. Buon Natale a tutti!». 

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