Testimonianze

Le 15 frasi più ispiratrici per la vita cristiana del Prelato dell’Opus Dei

Monsignore Javier Echevarría si è spento a Roma. Dall'amore per Gesù a come allontanare la tristezza: le sue lezioni più importanti

L’Opus Dei perde all’età di 84 anni monsignor Javier Echevarría, vescovo e secondo successore di san Josemaría.

Aleteia ricorda alcune delle sue lezioni più importanti per ispirare la vita di un cristiano, ricavate da alcuni interventi e dal volume “Itinerari di vita cristiana” (Edizioni Ares).

1) IL DONO DELLE LINGUE

Dobbiamo pregare lo Spirito Santo, come suggeriva San Josemaría, di concederci il dono delle lingue, cioè saper parlare opportunamente di Dio e farci capire da chi ci ascolta.

2) A CHE PUNTO E’ LA NOSTRA FEDE?

Anche noi dobbiamo interrogarci: a che punto è la nostra fede? Confidiamo pienamente nella parola di Dio? Domandiamo nell’orazione ciò di cui abbiamo bisogno, sicuri di ottenerlo se è per il nostro bene? Insistiamo nel supplicare di ottenere ciò che ci è necessario, senza scoraggiarci?

3) DIO ILLUMINA LA NOSTRA VITA

Dio è Padre: ci comunica la vita, si occupa con infinito affetto di tutto quello che ci riguarda, ha cura di noi in ogni momento, ci segue giorno per giorno con una provvidenza le cui strade a volte rimangono per noi nascoste e persino incomprensibili, ma sulla quale ci dobbiamo appoggiare sempre con fiducia. Sostenuta da questa luce, la vita ordinaria, la nostra vita di uomini e donne comuni, si rivela nel suo autentico e profondo significato, traboccante di ricchezza soprannaturale e umana. Scompaiono la banalità, la monotonia, la considerazione delle attività quotidiane come necessità inevitabili, ma ripetitive e prive di valore.

4) LA TRISTEZZA CHE SI ALLONTANA

La paternità di Dio, che ci accompagna in ogni momento, ci scopre anche il significato santo del dolore e della morte, togliendo loro in questo modo – per usare le parole di san Paolo – il «pungiglione»; ci libera non dal dolore, che permane, ma dalla tristezza e dall’amarezza, mentre ci spinge ad alleviare le pene degli altri e a dimenticare le nostre, come fece Maria santissima ai piedi della Croce.

5) PERCHE’ BISOGNA AMARE GESU’

Su Gesù Cristo si fondano la fede e la speranza dei cristiani. La nostra ragione s’inchina davanti al mistero di amore, filiale e fraterno, che in Lui ci viene rivelato, mentre il nostro cuore si apre al desiderio di conoscerlo meglio e di unirci più intimamente a Lui. Dalla sua pienezza noi esseri umani riceviamo costantemente grazia su grazia, come scrive san Giovanni nel prologo del suo vangelo; anche, in particolare, la grazia decisiva di poterlo seguire da vicino nella vita quotidiana; come amici, come fratelli, come fedeli cristiani, lieti di poter confessare: Signore, Figlio di Dio vivo, crediamo fermamente in Te!

6) UNA VOCAZIONE PER TUTTI I CRISTIANI

Ecco lo specifico dell’identità cristiana: la comunione con Cristo e la missione di comunicare quel tesoro, la luce che Egli ci ha portato, a tutte le persone e a tutti gli ambienti. Questa chiamata, questa vocazione, Dio la rivolge a ogni cristiano dal momento del Battesimo: essa riguarda tutti, non una piccola minoranza. Tutti siamo chiamati a diffondere la novità sempre attuale dell’incontro con Dio negli ambienti in cui ordinariamente si muovono gli uomini nostri fratelli, con naturalezza e senza complessi.

7) UN MESSAGGIO RICCO DI ENERGIA

Gesù Cristo chiede a noi suoi seguaci di divulgare il suo messaggio su questa terra. E vuole che lo diffondiamo con l’energia e l’ottimismo propri di chi sa che si tratta di una dottrina sempre vigente e sempre nuova: con la permanente novità dell’amore, capace di vivificare il comportamento degli uomini e delle donne di tutti i tempi, nelle circostanze più disparate.

8) LA SFIDA DEI TEMPI ATTUALI

Forti nella fede, saldi nella speranza, convinti del vero amore, noi cristiani dobbiamo accettare la sfida che ci lanciano i tempi attuali. Giorno per giorno dobbiamo, in primo luogo e anzitutto, cercare di conoscere meglio Cristo; e, come necessaria conseguenza, cercheremo anche di farlo conoscere come l’unico Salvatore, come Colui che ha proclamato e fatto realtà l’unico messaggio che contiene parole di vita eterna: il messaggio dell’amore infinito di Dio Padre.

9) IDENTIFICARCI CON IL MAESTRO

E’ questa la strada: avere dimestichezza col Maestro e identificarci con Lui. Tenerlo sempre con noi e così, trasformati dalla grazia in portatori di Cristo, essere in grado di farlo conoscere con la nostra parola e la nostra vita di tutti i giorni da figli di Dio.

10) LO SPIRITO SANTO

Quando l’anima, mossa dallo Spirito Santo, incanala tutta la sua esistenza secondo le esigenze dell’amore, quello che Dio le può chiedere non lo considera un insieme di rinunce, di oneri, di sacrifici, bensì un insieme di occasioni favorevoli per trovare Dio e unirsi maggiormente a Lui. La maturità del sentire cristiano la si raggiunge precisamente attraverso la vittoria dell’amore, che scaccia la paura, l’egoismo, o almeno la sfiducia.

11) LA CROCE

Senza dubbio, il significato cristiano della Croce si evidenzia in modo particolare nelle circostanze gravi, penose o difficili che noi uomini attraversiamo; ma esso illumina anche le situazioni più comuni, se ci decidiamo ad apprezzare le piccole contrarietà quotidiane che offrono l’occasione per amare e per donarsi. Scopriremo la ricca ventura della Croce nell’impegno quotidiano alla comprensione e alla generosità verso gli altri; nei normali dettagli di servizio, anche se costano, propri della convivenza, familiare, di lavoro o sociale

12) VIVERE CON GIOIA

Ogni istante di Gesù al nostro fianco racchiude l’invito a una festa, a un incontro personale con l’unico Essere – Dio stesso – che può soddisfare i bisogni più profondi del cuore. Perciò dobbiamo affrontare le giornate e gli avvenimenti della nostra vita sempre con gioia, consapevoli del loro significato divino. Senza dimenticare, però, che per partecipare alla festa occorre un abito adatto, come ci insegna Gesù nella parabola degli invitati a nozze: il commensale che non indossava l’abito nuziale fu buttato fuori dalla sala del banchetto e privato di quella gioiosa celebrazione.

13) L’ORAZIONE

Noi cristiani ci dobbiamo decidere ad avere vita di orazione (…) cioè di impiegare alcuni momenti della giornata affinché le parole del Vangelo, l’intera vita di Cristo – e prima, come preparazione, la storia d’Israele – prendano possesso dell’anima e il cuore impari a conoscere sempre più profondamente la grandiosità dell’amore che Dio ci manifesta, per agire di conseguenza. (…). Nell’agitazione e nella calma, quando siamo alle strette di qualche necessità o quando riportiamo un successo, quando il pregare diventa facile e quando – in momenti di aridità – può richiedere uno sforzo particolare; nelle più svariate circostanze dobbiamo cercare la fiduciosa conversazione con Dio nostro Padre, la dimestichezza con Gesù, il rapporto con lo Spirito.

14) LA FORZA DELL’EUCARISTIA

Impariamo – e incoraggiamo gli altri – a confidare nella forza che promana dall’Eucaristia. Vivere la santa Messa, ricevere il Corpo di Cristo nella Comunione, riempie il cristiano di determinazione e di ottimismo nell’impegno quotidiano di seguire fedelmente il proprio Maestro, per trasformare ogni giornata in occasione per comportarsi come suo discepolo. E lo riempie anche di speranza nei confronti dell’aldilà.

15) UN INCONTRO CHE UNISCE

L’incontro con Dio non isola, ma unisce; non rinchiude nel proprio io, ma spinge ad amare. Ci sappiamo accompagnati dall’amore di Dio e aspiriamo a che gli altri – tutti – partecipino con noi di questa pienezza e di questa gioia.

Molly Holzschlag

Gelsomino Del Guercio

Digital journalist & blogger. Irpino trapiantato a Roma, scrive e ha scritto su L'Espresso, L'Huffington Post, Il Mattino, Lettera43. Ama viaggiare. Le sue mete preferite, Londra e la Scozia.
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